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Il mercato risorgerà? Si, ma sarà diverso.

In manierà affermativa, è la risposta a questa domanda. Ma solo chi capirà come sarà risulterà un imprenditore vincente.

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Mercato risorgera

  Più o meno questi i termini di una affermazione fatta in TV da un noto imprenditore italiano, anche lui costretto dalla crisi attuale ad un concordato preventivo per la sua affermatissima azienda (fino a qualche mese fa) che lo ha portato a perderne la proprietà.
  Con grande umiltà, unita ad una evidente vena di sofferenza, il manager ha evidenziato quella che probabilmente è la vera ricetta del successo imprenditoriale: capire, ma con molta più velocità di prima, quali sono i complessi meccanismi che determineranno le economie del futuro, anche immediato.
Cosa c'è di diverso da prima?
  Soprattutto che i cambiamenti possono essere molto più repentini e complicati di mai prima. I fattori, ed i popoli, in gioco sono estremamente più numerosi grazie alla globalizzazione. Non si può più tirare il collo alle economie come purtroppo si è fatto finora, speculando soprattutto finanziariamente, ma anche non rispettando i cicli sociali, precorrendoli e condizionandoli fino a perderne velocemente il controllo. Nessuno è infallibile, i suicidi eccellenti di titolari di imprese multinazionali di enormi dimensioni lo testimoniano. Ma un imprenditore è si responsabile, verso il suo capitale, verso il capitale umano della sua impresa, ed un po' verso i mercati su cui opera.
  Il cittadino fa fatica a capire cosa all'improvviso si è inceppato e ha fatto ricadere soprattutto sulle nostre/sue teste il peso di un crack immane. Non vogliamo e non potremmo conoscerne i dettagli, ma le verità di base si, non le chiacchiere che spesso e normalmente ci vengono propinate da diverse fonti di informazione, più intente a coprire che a svelare. Ed avremmo voluto essere un po' più protetti, senza arrivare al caos a cose fatte.
Quanto di questo comportamento è voluto e quanto dovuto all'incapacità di qualcuno? Intanto noi continuiamo a subire.
  Ma a livello globale l'onere di valutare i risultati di un sistema sociale e produttivo dovrebbe essere della classe che eroga le leggi atte a garantire un equilibrio accettabile (con ridotti rischi sociali), controllando gli eccessi e facendo da tampone tra le varie componenti di una comunità, più o meno ampia.
  Ma probabilmente il timore che ci aveva sempre pervaso si è rivelato una realtà: troppa commistione tra la politica e gli affari.