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Atti del Convegno "Alternative all'utilizzo del Bromuro di Metile nei trattamenti fitosanitari al terreno" del 13 novembre 2008

Relazione della d.ssa Giovanna Causarano - Alternative alla fumigazione con Bromuro di Metile. Alternative genetiche: portinnesti resistenti.

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EIMA D.ssa G. Causarano

  L'innesto è una tecnica conosciuta ed utilizzata da tempo particolarmente nel settore frutticolo e vivaistico in genere. In orticoltura l'innesto erbaceo si pratica da molti anni in nazioni quali il Giappone e la Corea, mentre in Europa la pratica è di relativa recente introduzione.
In estrema sintesi l'innesto consiste nell'unire la parte radicale di una pianta, il portainnesto, e la parte aerea di un'altra, la marza, per ottenere un nuovo individuo che combini le caratteristiche dei due bionti generalmente appartenenti anche a specie botaniche differenti.
Il portainnesto può essere resistente o tollerante a vari parassiti tellurici e quindi conferire questa caratteristica alla pianta innestata, assieme ad un eventuale diverso habitus vegetativo.
L'impiego dell'innesto erbaceo su piede resistente o tollerante ai principali parassiti vegetali e animali del terreno, tecnica certamente di non recente messa a punto, ma tornata di attualità in questi ultimi anni, permette, quindi, di risolvere alcune gravi problematiche causate dall'adozione di intensivi sistemi monocolturali in ambiente protetto nelle aree del Sud Italia.

L'applicazione dell'innesto erbaceo
  Il centro SEIA è un vivaio con sede principale a Ragusa in Sicilia. Tale vivaio, fondato nel 1978, da circa 12 anni produce piante innestate di specie ortive (pomodoro, melanzana, peperone, anguria, melone e cetriolo) da serra.
Nel 2008 l'azienda ha prodotto circa 70 milioni di piantine destinate principalmente, oltre che al mercato nazionale, ai mercati di Francia, Svizzera, Germania e in alcune aree dell'area balcanica. La quantità di piante innestate dall'azienda è aumentata negli ultimi dieci anni passando dai 2 milioni del 1999 ai 17 dello scorso anno (figura 1).
  Pomodoro - I portainnesti per il pomodoro erano inizialmente varietà resistenti sempre di Lycopersicon lycopersicum. Oggi questi portainnesti sono destinati principalmente alla produzione di piante per il mercato non professionale. I portainnesti utilizzati negli ultimi anni per la coltivazione in serra sono in genere ibridi interspecifici di Lycopersicon lycopersicum x L. hirsutum. Quest'ultimo essendo una specie "selvatica" conferisce, oltre alle resistenze, alcune peculiari caratteristiche di portamento alla nuova pianta.
  Il motivo iniziale che ha spinto gli agricoltori ad utilizzare piante di pomodoro innestate è certamente la resistenza dei portainnesti ad alcuni patogeni tellurici, in particolare al Fusarium oxysporum f. sp. radicis lycopersici, fungo particolarmente dannoso e che è stato indirettamente favorito nella sua diffusione dall'intenso ricorso alla fumigazione con bromuro di metile.

...continua....richiedete il PDF completo della relazione, RIF.:EIMA08_04_Causarano: CLICCARE QUI

Giovanna Causarano, Centro SEIA, Ragusa
Andrea Minuto, CE.R.S.A.A. - Laboratorio Fitopatologico - Centro Regionale di Sperimentazione ed Assistenza Agricola - Albenga (SV)

Immagini

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Figura 1 Vivaio centro SEIA