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Atti del Convegno "Alternative all'utilizzo del Bromuro di Metile nei trattamenti fitosanitari al terreno" del 13 novembre 2008

Relazione del Dr. Luca Lazzeri - Alternative alla fumigazione con Bromuro di Metile: utilizzo delle piante biocide e della biofumigazione.

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EIMA Dr L. Lazzeri

Introduzione.
  Il recente divieto totale all'utilizzo del bromuro di metile e l'assenza al momento di nuove alternative chimiche di pari efficacia hanno determinato, in questi ultimi anni, un crescente interesse verso strategie di difesa maggiormente rispettose per l'ambiente e per la salute dell'operatore.
Tra queste, la tecnica della biofumigazione, specifica per il risanamento dei terreni affetti da fenomeni di stanchezza, mostra alcune interessanti caratteristiche applicative attraverso l'interramento di molecole naturali volatili contenute in piante ed estratti di piante principalmente della famiglia delle Brassicaceae. L'effetto complessivo particolarmente interessante per la potenzialità di rilascio dei prodotti caratterizzati da una nota attività biocida.
  Sin dalla fine del secolo a livello internazionale in diversi centri di eccellenza internazionali è stato avviato lo studio del sistema glucosinolati-mirosinasi responsabile delle proprietà biologiche della biofumigazione (Brown e Morra 1997 ; Rosa et al., 1997) ed anche in Italia il CRA-CIN di Bologna ne ha studiato gli aspetti biochimici, isolando i composti in gioco per definire le cinetiche della reazione enzimatica e individuando nell'immensa famiglia botanica delle Brassicacee le piante e i relativi principi attivi potenzialmente più efficaci (Lazzeri et al., 2004a).
  La presenza di buone quantità di glucosinolati negli organi vegetativi e nei semi delle Brassicaceae, infatti, ha suggerito la possibilità di produrre ed apportare al terreno questi composti, (che altro non sono che i responsabili del tipico aroma pungente delle salse di senape e di mostarda), con diverse modalità pratiche che hanno condotto anche ad un crescente interesse da parte del mondo agroindustriale verso questa proposta..

Il sistema mirosinasi-glucosinolati (MIR-GL)
  La famiglia delle Brassicaceae è caratterizzata dalla presenza sia negli organi vegetativi che in quelli riproduttivi di composti glicosidici, i glucosinolati (GL).
Tali composti sono formati da una parte zuccherina, generalmente un glucosio, ed una non zuccherina detta aglicone caratterizzata da un legame S-C=N e da una catena laterale che differenzia in natura oltre 120 diversi glucosinolati e che può essere di natura alchilica, alifatica, benzilica, idrossilica o tiofunzionalizzata.
  I glucosinolati, in presenza dell'enzima endogeno mirosinasi (β tioglucoside glucoidrolasi EC 3.2.3.1) ed in ambiente acquoso, vengono rapidamente idrolizzati con produzione di una serie di metaboliti secondari principalmente rappresentati da isotiocianati, ed in misura minore da nitrili, epitionitrili e tiocianati (Fahey et al., 2001) (Fig.1).
E' quindi a tutti gli effetti un sistema "chimico" che nei diversi organi della pianta ricopre un ruolo di difesa in quanto nella cellula sana enzima e substrato sono compartimentalizzati in zone diverse del citoplasma (il glucosinolato in grossi vacuoli e l'enzima in specifici corpi mirosinici localizzati sulle membrane cellulari) e solo in seguito alla lesione cellulare, causata dall'attacco di un agente patogeno, entrano in contatto causando il rilascio, in situ, dei prodotti di idrolisi enzimatica caratterizzati in alcuni, ma non in tutti i casi, da una chiara azione biotossica (Lazzeri et al., 2004).
  I prodotti di idrolisi di alcuni glucosinolati, infatti, hanno mostrato un'elevata attività fungitossica nei confronti di alcuni funghi patogeni del terreno responsabili del cosiddetto fenomeno della stanchezza del terreno quali Pythium e Rhizoctonia, risultati fino a cento volte più sensibili rispetto a ceppi di Trichoderma, fungo imperfetto inserito come rappresentativo della micoflora non patogena.
...continua....richiedete il PDF completo della relazione, RIF.:EIMA08_03_Lazzeri: CLICCARE QUI