Fertirrigazione - Home Page

NEWSLETTER


Resta sempre aggiornato sulle ultime news di Fertirrigazione!
Stampa
Home page > Editoriale > Le cantine non vanno in rete e perdono la partita su Internet

Le cantine non vanno in rete e perdono la partita su Internet

I nostri produttori sono in ritardo sull'utilizzo di internet e sulla diffusione dell'e.commerce.

Clicca per Ingrandire

Internet wine

  A parte qualche rara eccezione, il mondo del vino italiano non ama Internet. E sbaglia - secondo il sito Winenews.it, - perché, trascurando il web, non si colgono le opportunità comunicative e commerciali offerte dalla rete che permette, a costi bassissimi, di avere una finestra sempre aperta sul villaggio globale.
 
Vi sono delle eccezioni- ad esempio Planeta, Donnafugata, Santa Margherita, Caprai, Tasca d'Almerita, Duca di Salaparuta - ma, anche nella maggior parte delle griffe del vino italiano, i contenuti del web-site sono poco aggiornati e ancorati a un vecchio modo unidirezionale di concepire Internet, in un periodo in cui il vero «must» è l'interattività con gli utenti. Come hanno ben capito le grandi griffe della moda.
  Un buon sito internet aziendale, dovrebbe promuovere, non soltanto,i prodotti, ma stimolare l'interesse del visitatore, rimanendo al passo coi tempi, interagendo con lui, educandolo e fornendogli una comunicazione differenziata anche su «beni complementari» che, nel caso del vino di alto prestigio, possono andare dalle informazioni sul territorio alle previsioni del tempo.
  Ad aver compreso a fondo queste opportunità sono le grandi case francesi, soprattutto dello Champagne, che probabilmente hanno tratto giovamento dal fatto di trovarsi spesso sotto l'egida di grandi marchi del lusso a 360 gradi che offrono una grande quantità di contenuti. Si va dall'enologo che, in versione video con diverse lingue, consiglia come conservare, servire, e abbinare il vino ai diversi cibi e alle diverse occasioni, allae interviste esclusive al guru della moda Karl Lagarfeld, o alla sensuale testimonial Helena Cristensen.
  L'occasione persa in questo settore dai vini italiani rischia di provocare seri danni. Secondo uno studio realizzato da eMarketer sul settore b2c (business to consumer), le compravendite on line in Europa hanno complessivamente registrato una crescita annuale del 25% e nei prossimi quattro anni il volume dovrebbe triplicare. Quest'anno il giro d'affari europeo sarà di 143 miliardi di euro, in crescita del 37,2% sul 2006, quando la spesa su internet è stata di 97 miliardi di euro. Nei prossimi quattro anni dovrebbe arrivare a 298 miliardi di euro.
Fonte: Gianni Stornello - lastampa.it



<< Pagina precedente vai su Pagina successiva >>
Chi Siamo (prof.i)