 EIMA Dr A. Ciancio I nematodi fitoparassiti causano danni alle produzioni agrarie stimati fra il 5 e il 20% della produzione, variabili in funzione del parametro utilizzato per la valutazione (economico o prodotto) e del tipo di produzione (Barker et al., 1994). Le specie maggiormente dannose presenti in Italia includono i nematodi galligeni (Meloidogyne spp.), cisticoli (generi Heterodera e Globodera), quelli delle lesioni (Pratylenchus spp.), le specie fogliari (Ditylenchus dipsaci, Aphelenchoides spp.) ed i nematodi vettori di virus (Xiphinema index ed altre specie appartenenti alle famiglie Longidoridae e Trichodoridae). Gli antagonisti biologici sono presenti in tutti gli agroecosistemi in cui sono anche presenti i nematodi fitoparassiti. Essi includono diverse specie di batteri (Gram positivi o negativi), funghi Hyphomycetes, funghi acquatici, numerosi invertebrati (altri nematodi predatori, tardigradi), e vari microrganismi del terreno, come per es. le amebe. Questi microrganismi hanno diverse attività e caratteristiche, e non tutti sono suscettibili d'impiego in lotta biologica, sebbene tutti svolgano un ruolo importante nella regolazione delle popolazioni in natura. Essi possono essere parassiti obbligati e specifici, ovvero antagonisiti non specifici o ancora facoltativi. Si riproducono nella rizosfera, di cui costituiscono una componente importante, non solo per l'azione diretta di antagonismo, ma anche per il ruolo di riciclaggio dei microelementi e di altri nutrienti. E' noto che nel suolo esiste una grande biodiversità di specie di microrganismi, stimata nell'ordine di 2000 specie per gr di terreno, di cui gli antagonisti di nematodi costituiscono solo una piccola, ma importante, frazione (Torsvik et al., 1990; Nour et al., 2003). ...continua....richiedete il PDF completo della relazione, RIF.: EIMA08A.Ciancio: CLICCARE QUI
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