 Fumigazione alternative La normativa Lo strumento legislativo mediante il quale gli Stati membri dell'Unione Europea hanno regolato l'impiego del bromuro di metile (BM) è stato il Regolamento CE 2037/2000 che riguarda le sostanze che riducono lo strato di ozono, in vigore dall'1 ottobre 2000. Questo regolamento, che recepisce a livello europeo il Protocollo di Montreal, ha bandito l'uso di questo prodotto dal 31 dicembre 2005 ad eccezione degli "usi critici" che riguardano soprattutto le applicazioni di quarantena e i trattamenti anteriori all'imbarco (QPS). Tali trattamenti sono circoscritti alle realtà portuali e aeroportuali ed autorizzati dalle ASL e dai Servizi fitopatologici ivi operanti. Sono considerati trattamenti anteriori all'imbarco quelli effettuati in risposta a richieste ufficiali dei paesi importatori. I trattamenti di quarantena sono invece quelli effettuati su merci in ingresso per i quali sussiste prescrizione o quelli che si rendano necessari a seguito di esplosioni epidemiche incontrollate rilevate dal controllo sanitario. Fra gli "usi critici" sono considerate anche le diffusioni impreviste di particolari parassiti delle colture agrarie: in questi casi l'impiego è contingentato ad un massimo di 20 t/anno e per un periodo non superiore a 120 giorni. Per gli eventuali interventi concessi alla fumigazione del suolo, il regolamento impone l'impiego di film plastici impermeabili per la copertura del terreno oltre a limiti quantitativi e ad altre restrizioni. Nel 2007 Spagna, Francia, Italia, Paesi Bassi e Polonia sono stati autorizzati ad utilizzare in totale 522 t di bromuro di metile per "usi critici" (Decisione 2007/387/CE). Nel 2008 solo le richieste di Spagna e Polonia per "usi critici" sono state accettate (Decisione 2008 /1053/CE) Considerando che prima dell'entrata in vigore delle normative citate il consumo di BM nel nostro paese era di circa 9.000 t/anno (inferiore solo agli Stati Uniti) è facile intuire l'impatto sul produttore e sulla produzione della sua messa al bando. Ciò anche in considerazione del fatto che il BM nel nostro paese è stato spesso inteso come la panacea in grado di risolvere situazioni difficili indotte da una gestione non agronomica delle produzioni. Le novità normative più recenti riguardano le alternative chimiche al BM che sono state ridotte dal processo di revisione che coinvolge tutte le sostanze attive presenti nei prodotti fitosanitari registrati ed in commercio negli Stati Membri. Ai sensi della direttiva 91/414/CEE, la procedura di revisione prevede la presentazione da parte delle case produttrici delle molecole di una documentazione aggiornata che viene valutata dagli Stati membri al fine di creare una lista positiva di principi attivi (il famoso annex 1) impiegabili nella formulazione dei prodotti fitosanitari. Contro le previsioni ottimistiche di qualche anno fa, sono stati recentemente banditi alcuni prodotti ritenuti a torto o a ragione una valida alternativa al BM. Fra queste l'1,3-dicloropropene (noto anche come DD) che solo, o combinato alla cloropicrina (utilizzata talvolta come tracciante e anch'essa bandita), è stato oggetto di numerose prove scientifiche mirate ad evidenziarne gli effetti di controllo, soprattutto sui nematodi, e il dazomet un formulato solido caratterizzato da un facile impiego. Attualmente per il DD e il Dazomet sono stati presentati nuovi dossier alla commissione che lavora nell'ambito della direttiva 91/414/CEE che probabilmente delibererà in merito nel corso del prossimo anno. La rigorosa applicazione di questa normativa ha portato alla messa al bando anche di sostanze a spettro limitato come diserbanti, insetticidi, anticrittogamici, nematocidi, ecc. che permettevano di controllare almeno alcuni dei problemi legati alla stanchezza del terreno. A titolo esemplificativo citiamo il trifluralin, un diserbante molto diffuso, ad azione antigerminativa il cui impiego terminerà il marzo prossimo. Le alternative Il numero delle frecce disponibili all'arco dei produttori si è quindi enormemente ridotto. Quelle che rimangono devono essere opportunamente valorizzate attraverso applicazioni che facilitino il raggiungimento del bersaglio e, per quanto possibile, integrate da comportamenti agronomici corretti. Nel campo delle sostanze ad azione fumigante con spettro d'azione simile al BM sono impiegabili solo i Metam sia a base di sodio che di potassio (per questi è in corso la revisione da parte della commissione). A questi si aggiungono prodotti specifici, come ad esempio il nematocida Fenamiphos (già inserito in annex 1) ed altri la cui azione è però limitata spesso a sottogruppi di patogeni o infestanti. I Metam sono sostanze potenzialmente in grado di controllare funghi, nematodi, insetti terricoli e infestanti. L'estrema volatilità del loro principio attivo (i Metam sono generatori di metil isotiocianato, MITC) impone però un'applicazione accurata per evitare una inutile e dannosa diffusione nell'atmosfera. Infatti, il MITC, mantenuto nel suolo, esplica la sua azione e viene dissipato principalmente attraverso ossidazione e idrolisi mediata da attività biotiche. A tale riguardo va ricordato che composti analoghi ai MITC sono naturalmente presenti in molte specie orticole, alcune di queste utilizzate come colture biocide. L'azione del principio attivo, quindi, è strettamente connessa alla modalità di somministrazione che deve impedire la volatilizzazione in atmosfera, alla temperatura del suolo (consigliata non inferiore ai 20°C per garantire mobilità della molecola nel terreno), alla concentrazione e al tempo di esposizione (indicativamente un trattamento richiede circa una quindicina di giorni di sospensione della coltivazione). I Metam, attualmente disponibili solo in forma liquida, possono essere applicati con manichette di irrigazione (grazie alla loro ottima solubilità in acqua) disposte sotto film plastico steso a livello del suolo o con attrezzature che realizzino un subitaneo incorporamento e una adeguata azione sigillante. A tale riguardo sono disponibili attrezzature in grado di realizzare la stesura di un film plastico sul suolo (massimo effetto di contenimento del gas e possibilità di combinare il trattamento con la solarizzazione), metodo idoneo agli ambienti aperti, o alla compressione dello strato più superficiale del terreno, metodo idoneo per i trattamenti che si svolgono in serra. In merito alle modalità di distribuzione tali tecnologie permetto di effettuare una incorporazione a profondità variabili, combinata con eventuali distribuzioni più superficiali in fasce di terreno soggette a miscelazione. Conclusioni La normativa impone un nuovo approccio alla lotta dei patogeni e parassiti del terreno. Questo deve coniugare le diverse possibilità chimiche, meccaniche e fisiche; implementare nelle aziende orticole rotazioni attente fra le colture, rivalutare alcuni concimi organici, modificare i metodi di lavorazione del terreno; adottare una visione aperta ad acquisire con rapidità le innovazioni tecniche e tecnologiche. In questo contesto un ruolo fondamentale lo giocano le tecnologie meccaniche, che entrano in gioco a tutti i livelli della difesa e della gestione della coltura. La macchina è il mezzo; disporre di una tecnologie innovative permette di migliorare l'efficienza degli interventi, colpendo come e dove serve, favorendo l'esplicazione dell'azione, riducendo le quantità di principio attivo e quindi i costi dell'intervento. Lorenzo Benvenuti
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