 Aerogeneratori Tra le fonti rinnovabili un posto di rilievo lo occupa il vento e l'energia che esso possiede. Fin dall'antichità l'uomo ha impiegato la forza del vento per navigare e per muovere le pale dei mulini utilizzati per macinare i cereali, per spremere le olive o pompare l'acqua. Solo da pochi decenni l'energia eolica viene impiegata anche per la produzione d'elettricità attraverso gli aerogeneratori. Si tratta sostanzialmente di moderni mulini a vento, ma con la differenza che il movimento di rotazione delle pale viene trasmesso a un generatore che produce elettricità. Energia per le famiglie La tecnologia ha prodotto nel tempo diversi tipi di aerogeneratori sia per forma che per dimensione. Le pale possono essere da una a tre e di varia lunghezza: si va da quelli con pale lunghe 50 centimetri utilizzate come caricabatteria a quelli con pale lunghe 30 metri in grado di produrre fino a 1.500 kW. Questo tipo d'impianti, che nel Nord Europa sono anche di dimensioni maggiori, contrappone al beneficio di una fonte rinnovabile e pulita diversi effetti indesiderati su scala locale: l'occupazione del territorio, l'impatto visivo, le conseguenze sulla flora e la fauna, nonché le interferenze sulle telecomunicazioni. A tutto ciò si aggiunge che le fattorie del vento costruite con più generatori di tali dimensioni costituiscono delle vere e proprie centrali elettriche, per le quali gli effetti secondari e indesiderati si moltiplicano all'aumentare della scala. Per venire incontro a tali problemi, la tecnologia ha prodotto l'offerta d'impianti eolici di piccola taglia caratterizzati da altezze del palo di sostegno comprese tra i 10 e i 20 metri e di pale tra i 3 e i 9 metri. Le caratteristiche di tali impianti consentono di installare una potenza elettrica non superiore ai 20 kW oltre a essere di facile inserimento in qualsiasi tipologia di territorio. Per questo sono particolarmente adatti alle aree agricole con utilizzi limitati all'azienda agricola per i propri fabbisogni, siano essi produttivi o legati anche all'attività agrituristica. I vantaggi sul territorio Il minieolico presenta ulteriori aspetti positivi: - la bassa velocità di "cut in": la velocità del vento alla quale il generatore si attiva, cominciando a produrre energia elettrica. - un impatto visivo e paesaggistico minore: il posizionamento della turbina deve essere posta sopravento rispetto agli ostacoli e la torre di sostegno deve superare di circa 10 metri qualsiasi ostacolo nell'arco di 100 metri. Quindi, essendo sconsigliato il tetto, anche per le vibrazioni e il rumore che trasmetterebbe all'interno degli ambienti, è particolarmente adatto il terreno agricolo nelle zone rurali. - la riduzione della rumorosità. - minori interferenze sulle telecomunicazioni. - minore impatto sulla fauna e sulla flora. Inoltre, la tecnologia continua la sua corsa per il miglioramento del minieolico. Dal dispositivo di regolazione della potenza che permette di limitare la trasmissione dell'energia dal vento in caso di eccessiva velocità, fino al profilo aerodinamico delle pale per ridurre l'impatto visivo e quello sonoro. Di solito le turbine eoliche di piccola taglia attuano questa regolazione con una rotazione delle pale intorno al loro asse longitudinale. Anche dal punto di vista della normativa per gli incentivi e l'iter autorizzativo, numerosi sono stati negli ultimi anni i passi in avanti. Gli impianti minieolici fino a 20kWh di potenza elettrica installata possono usufruire del regime di scambio sul posto dell'energia elettrica. Si tratta, in sostanza, di una compravendita di energia con la rete nella quale la bolletta dell'utente risulta dal semplice bilancio tra i kWh acquistati e quelli venduti. I risparmi sulla bolletta Facciamo il caso di un impianto eolico che produce 3.000 kWh /anno di cui 1.200 sono direttamente consumati in azienda e 1.800 sono venduti alla rete e calcolati da un contatore aggiuntivo. In questa fattispecie i 1.200 kWh prodotti e consumati saranno un risparmio per l'azienda che non deve acquistarli dalla rete, mentre i 1.800 gli saranno scalati dalla bolletta a fine anno a consumi totali effettuati. Dunque tutti i 3.000 kWh sono risparmiati dall'utente. La bolletta finale sarà data dalla differenza tra i due contatori, quello d'immissione e quello di prelievo dalla rete. Allo scambio sul posto si aggiunge - per gli impianti di produzione nominale non superiore ad 1 MW immesso in rete, in alternativa ai certificati verdi - la possibilità di usufruire di una tariffa incentivante omnicomprensiva pari a 0,30 €/kWh per un periodo di 15 anni (conto energia). Sul piano dell'iter autorizzativo l'installazione d'impianti minieolici non modifica la destinazione d'uso del terreno e nella maggior parte dei casi non altera il paesaggio in maniera significativa. Le linee guida che diverse Regioni hanno realizzato per incentivare lo sviluppo del minieolico prevedono misure più semplici rispetto all'installazione dei grandi impianti. In Toscana, per esempio, la regione ha delegato le Province per le autorizzazioni relative a impianti sotto i 50 kWh e soprattutto la necessità della sola Dichiarazione di inizio attività (Dia). Per impianti sotto i 5 kWh non è nemmeno richiesto il titolo autorizzativo. Anche in Puglia un iter semplificato è previsto per impianti eolici fino a 60 kWh. Fonte: B2B24.it
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