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Irrigazione a goccia e fertirrigazione delle colture estensive, a cura di Arpa Speciali Srl

La microirrigazione con fertirrigazione, se applicate alle coltivazioni estensive di pieno campo coltivate su grandi estensioni, esalta un altro suo grande vantaggio, l'automazione e la riduzione dei costi.

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Arpa Irrigazione

  Oltre agli argomenti oggi attualissimi della riduzione degli sprechi di unità fertilizzanti, di acqua, di gasolio, grazie alle basse pressioni in uso, e all'incremento di resa e qualità, tutti argomenti già ben conosciuti e ampiamente divulgati, la microirrigazione con fertirrigazione, se applicate alle coltivazioni estensive di pieno campo coltivate su grandi estensioni, quali ad esempio Tabacco, Pomodoro da industria e Mais, esalta massimamente un altro suo grande vantaggio, cioè la possibilità di automatizzare la gestione di acqua e concime con conseguenti riduzioni di costi di manodopera
Infatti per queste colture, a ciclo prevalentemente primaverile estivo, spesso coltivate su terreni sciolti, dove irrigazione e concimazione rivestono un ruolo fondamentale per l'esito della coltivazione, pur essendosi fatti passi da gigante nell'automazione delle macchine per la raccolta, o come nel tabacco nella gestione della cernita e prima lavorazione della foglia, molto lascia ancora a desiderare per quanto riguarda la gestione delle irrigazioni e nulla, si può dire, si è fatto per ottimizzare la nutrizione.
  L'ormai consolidato impiego di grandi macchine per l'irrigazione per aspersione, pur continuamente migliorate nelle caratteristiche tecniche e di affidabilità, determina oneri importanti per la loro gestione temporale e spaziale, richiedendo un notevole impiego di manodopera, e imponendo un gran consumo d'energia per distribuire consistenti portate d'acqua ad elevate pressioni, superiori a volte alle 12 atmosfere.
Poiché la risorsa acqua è un bene sempre meno disponibile, il suo consumo deve essere il più possibile controllato, ed è assolutamente falso e propagandistico affermare che la tecnica di aspersione determini un consumo di acqua inferiore alla microirrigazione, come invece capita di leggere su articoli divulgativi di assai dubbie scientificità e imparzialità di giudizio. Soprattutto se si parametra il consumo di acqua alla produzione ottenuta in termini di sostanza secca, che è il dato che interessa l'agricoltore.
  Il controllo della nutrizione della coltura nel tempo è pratica sconosciuta a quanti operano per aspersione, e le foglie bagnate sono ricettacoli pericolosi di molte malattie fungine e batteriche. Ancora, il terreno costipato a seguito delle aspersioni, resta per lungo tempo in condizioni di scarsità d'ossigeno, riducendo così l'attività radicale e di conseguenza la crescita della pianta.
Invece grazie alla irrigazione a goccia e alla fertirrigazione la coltura non conosce stress idrico in alcun momento del suo ciclo produttivo, e non fatica a trovare tutti gli elementi nutritivi quando le servono e nelle giuste quantità.
Non essendo necessario posizionare ingombranti irrigatori, si recupera ai fini produttivi una porzione di terreno solitamente persa non trascurabile, e si possono inoltre aumentare gli investimenti. Il vento non ostacola l'irrigazione e pure le operazioni colturali sono eseguibili durante l'irrigazione.
L'acqua, erogata in modo lento e in minori quantità, non determina problemi di erosione del suolo, di compattamento, asfissia, bagnatura delle foglie e conseguenti problemi patologici.
Si risparmia nel consumo di acqua, carburanti, fertilizzanti, antiparassitari, manodopera e terreno, a parità di produzione.

Come opera un impianto di fertirrigazione su colture estensive

  Il numero dei settori è legato alla superficie totale da irrigare, e determina la portata dell'impianto necessaria.
La nostra esperienza ci ha portato negli anni a optare per il controllo per Banchi di acciaio pre-assemblati con condotte fino a sei pollici, in grado di erogare portate fino a 150 metri cubi /ora. Ovviamente anche il filtraggio, e il sistema di iniezione dei fertilizzanti deve essere adeguato a queste portate. Questa scelta deriva da calcoli economici e funzionali: infatti con impianti di questo tipo si gestiscono comodamente superfici di oltre 30 ettari, anche in condizioni di forte emergenza idrica per forte evapotraspirazione, in terreni molto sabbiosi.
  Oggi un grande interesse si sta manifestando per strutture mobili (portate) che, trasportate con comodo attacco a tre punti, possono comodamente essere posizionate a giorni alterni in zone differenti, ampliando di le superfici irrigabili (e concimabili) a 60 , 90 e più ettari, con l'impiego di un solo gruppo di controllo.
  Nascono dalla nostra idea di oltre 15 anni fa di realizzare un sistema di controllo di irrigazione e fertirrigazione, a basso costo, ma totalmente automatizzato, e che essendo portato da un trattore agricolo, possa essere installato velocemente, alimentato a corrente continua, con azionamento della pompa di sollevamento dalla presa di forza del trattore; inoltre in grado di utilizzare qualunque fonte idrica, e tale da poter essere posizionato ogni giorno in un diverso appezzamento da irrigare, con l'unica raccomandazione di scegliere terreni possibilmente simili per quanto riguarda le portate e il numero di settori; in questo modo potranno essere gestiti dalla stessa macchina più ettari di coltura in due, tre o anche più appezzamenti differenti.
  Un buon sistema di controllo per colture estensive in pieno campo prevede prima di tutto la presenza di un sistema filtrante completamente automatico, che sia in grado di lavarsi quando la pressione a valle si riduce indicando un accumulo di sporcizia sul filtro.
Un buon filtro autopulente deve essere in grado di effettuare quest'operazione, detta controlavaggio, senza apprezzabili riduzioni di portata e in un tempo estremamente rapido, pochi secondi, per permettere all'impianto di funzionare anche con acque estremamente sporche, normalmente o in determinati periodi, e svincolare l'operatore dalle operazioni di pulizia.
L'acqua filtrata attraversa una valvola principale ("master"), comandata dal controller, che avvia l'impianto il giorno e l'ora stabiliti, azionando contemporaneamente il gruppo pompa, che solleva l'acqua dalla fonte idrica e la manda nell'impianto con una pressione variabile secondo le dimensioni e il tipo dell'impianto dalle due alle sei atmosfere. Nei casi in cui si abbia acqua già in pressione (Consorzi irrigui) basterà collegare il sistema alla bocchetta scelta, e controllare l'apertura e chiusura della valvola Master.
  Il controller dirige l'acqua al settore di irrigazione voluto e controlla con contatori sia l'erogazione di acqua che l'iniezione di concimi, interevenendo in caso di anomalie di portata (che potrebbero significare rottura di tubazioni) con l'interruzione dell'irrigazione e l'attivazione di un allarme, prima che possa esserci un danno per la coltura. Il controller controlla l'iniezione dei concimi, precedentemente sciolti in una o più apposite vasche; è in grado di gestire dapprima l'apporto di acqua non concimata, per umidificare la zona dell'apparato radicale e ottimizzare l'assorbimento di elementi nutritivi; poi inizia a iniettare la soluzione fertilizzante nella linea in modo proporzionale, ossia, grazie ad un apposito contatore della soluzione stessa, effettuando un preciso rapporto volume/volume, secondo le indicazioni dei tecnici agronomi.
Infatti il migliore risultato produttivo si ottiene con un contenuto di sali nella soluzione non superiore ai 2 grammi/litro, considerando anche quelli già normalmente disciolti nell'acqua stessa. Allo stesso modo si può in questo modo correggere il pH dell'acqua irrigua, portandola al valore ottimale di 6-6,5.
  Terminato l'apporto voluto di fertilizzante, il controller può terminare l'irrigazione con la restante parte di acqua non concimata, per consentire anche un lavaggio dei gocciolatori, prima di iniziare a irrigare il settore successivo.
Queste operazioni continuano per tutti i settori, che normalmente sono in numero da quattro a sei, ma possono anche essere più numerosi.
Finite le operazioni, il controller chiude le valvole e interrompe le irrigazioni, per riavviarsi alla successiva data prefissata di irrigazione.
In qualunque momento l'agricoltore può controllare grazie a semplicissime operazioni sulla tastiera il lavoro svolto dalla macchina.
E' ovviamente sempre possibile fare eseguire al sistema operazioni comandate manualmente , sia attraverso il computer sia escludendolo.
  Nel caso del Banco Mobile, terminata la irrigazione, il sistema viene sganciato dalle condotte grazie a giunti sferici, agganciato al trattore mediante il sollevatore idraulico e riportato presso la sede aziendale, scongiurando così anche il problema di eventuali furti o atti vandalici.

A cura di Arpa Speciali Srl



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