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Abstract relazioni Convegno SERRE al Flormart del 21 febbraio - 3

Nuovi approcci allo studio delle interazioni pianta-ambiente nel sistema serra

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Pianta e Serra

  Le tecniche di produzione in ambiente protetto si discostano in maniera marcata da quelle tipiche dell'agricoltura di pieno campo in quanto in serra l'ambiente può essere modificato al fine di massimizzare la produttività della coltura. Nell'Europa centrale e settentrionale la tendenza predominante è verso un controllo totale dell'ambiente serra al fine di raggiungere la produzione potenziale della coltura. Di conseguenza, l'evoluzione della serricoltura è avvenuta parallelamente alla comparsa di sistemi a tecnologia avanzata (climatizzazione computerizzata, idroponica a ciclo chiuso, robotica).
Al contrario, nei Paesi a clima mediterraneo, la presenza diffusa di serre caratterizzate da strutture leggere ha comportato lo sviluppo di tecniche colturali che favorissero l'adattamento della coltura ad una ambiente sub-ottimale e solo parzialmente controllato. In queste aree, poiché vi è un controllo minimo dell'ambiente serra, la coltura in sé gioca un ruolo predominante sul microclima in quanto lo definisce in virtù dei suoi scambi gassosi.
  Sia nel modello centro Europeo che Mediterraneo la conoscenza dei meccanismi fisiologici che consentono un migliore adattamento della pianta all'ambiente, ed un conseguente uso più efficiente delle risorse disponibili, è tuttavia limitata. Nell'ambito dell'orticoltura protetta, un'area di ricerca molto promettente è rappresentata dallo studio della biologia funzionale delle colture. Molti aspetti del metabolismo e della fisiologia dei sistemi vegetali sono stati studiati in dettaglio da un punto di vista biologico, ma non c'è stato un approccio sistematico per individuare quegli aspetti della biologia che possono essere funzionali alla produzione in uno specifico ambiente di coltivazione (SERRA). La possibilità di integrare informazioni provenienti da diverse discipline è un'opportunità che non deve essere sottovalutata ma, al contrario, rinforzata in virtù dei progressi fatti nell'ambito della biologia molecolare e di altre discipline (genomica, proteomica, metabolomica) in cui la comunità scientifica sta investendo molto.
La comprensione dei meccanismi fisiologici in funzione dei processi produttivi potrebbe consentire di colmare quel gap tra biologia e tecnologie agrarie in cui una ricerca moderna in agricoltura è chiamata ad operare.
Stefania De Pascale, Giancarlo Barbieri e Albino Maggio 
Dipartimento di Ingegneria Agraria e Agronomia del Territorio. Università di Napoli Federico II
E-mail:
depascal@unina.it



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