 MixTiller La stanchezza del terreno Nel settore orticolo l’intensità dei processi produttivi lascia poco spazio all’applicazione di quelle tecniche agronomiche che mirano a preservare la fertilità del terreno e, soprattutto, ad evitare che si manifesti il fenomeno della stanchezza. Infatti, il ripetersi sullo stesso terreno di una coltura o di colture che condividono gli stessi patogeni, in molti casi con più cicli colturali nell’arco del medesimo anno, favorisce il diffondersi di infestanti, patogeni (funghi, batteri, nematodi, ecc.) e parassiti (insetti, acari, ecc.) che sono i veri responsabili della stanchezza del terreno. Nelle aziende orticole italiane sono sempre più rare le rotazioni colturali e gli avvicendamenti sia all’interno degli apprestamenti protettivi, qui per pressanti ragioni economiche, e sia in pieno campo dove potrebbero invece essere applicate con maggior rigore. Una strategia basata su una corretta rotazione delle colture che contempli anche colture estensive, eventualmente supportata dall’introduzione di colture nematocide o biocide per contrastare direttamente alcuni patogeni specifici, potrebbe evitare il problema della stanchezza del terreno. Le difficoltà di attuare queste strategie di controllo vanno sicuramente messe in relazione con la polverizzazione fondiaria che fa sì che l’azienda orticola italiana disponga troppo spesso di superfici ridotte che non le consentono di sopportare il peso economico di una sospensione dalla produzione delle colture di maggior reddito. Una quota di responsabilità per le difficoltà legate al controllo di alcuni parassiti e patogeni può essere imputata anche alla ormai generalizzata dismissione delle concimazioni con letame facendo così mancare un prezioso apporto in microrganismi antagonisti, in funghi predatori (utili nel controllo dei nematodi) e, più in generale, dell’apporto di sostanza organica pregiata. I mezzi di lotta alternativi a quelli chimici non sempre sono efficaci (come la solarizzazione), o possono essere caratterizzati da un elevato costo (come la sterilizzazione a vapore), e spesso richiedono una lunga sospensione della coltivazione che entra in contrasto con gli obbiettivi economici del produttore. Il ricorso alla chimica è così diventato per molte realtà produttive una panacea, capace di risolvere rapidamente il problema della stanchezza del terreno attraverso una forte riduzione della carica microbiologica del terreno e quindi dei patogeni in esso presenti. La messa al bando del bromuro di metile, già attuata, e quella, più o meno imminente, di altri prodotti fumiganti, sta però progressivamente riducendo le modalità di controllo disponibili per l’agricoltore. Considerando inoltre che nei prossimi anni si attendono limitazioni nelle dosi dei prodotti fumiganti utilizzabili, la risoluzione dei problemi legati alla stanchezza del terreno dovrà attuarsi attraverso una rivisitazione delle modalità di distribuzione degli stessi volta a migliorarne l’efficacia. È evidente come in questo contesto il Mix Tiller, una tecnologia innovativa specializzata nella distribuzione nel terreno di prodotti liquidi (ad azione fumigante e non), costituisca una opportunità importante in grado di migliorare l’efficacia e l’efficienza dei mezzi chimici e biologici impiegabili nella lotta alla stanchezza del terreno. Il Mix Tiller L’impiego del Mix Tiller, che combina una interratrice con una irroratrice, consente di migliorare l’efficacia e l’uniformità dell’azione del prodotto chimico e di semplificare la sua distribuzione perché provvede a seconda dei casi, a incorporarlo nel terreno o a miscelarlo. Contestualmente elimina pietre e zolle grandi dalla superficie, sagoma la superficie in base alle esigenze della coltura e la comprime per mezzo di un rullo idraulico rendendola poco permeabile al gas. Inoltre può effettuare la stesura di un film plastico con l’intento di bloccare nel terreno il gas liberato dal fumigante in modo tale che non si disperda nell’ambiente. Questa tecnologia permette di ridurre le dosi impiegate perchè permette di collocare il prodotto nel modo più opportuno nel terreno scegliendo di volta in volta la modalità più confacente al contesto produttivo e al problema da affrontare. Inoltre, la possibilità di effettuare una distribuzione in bande, cioè solo nelle fasce effettivamente coltivate, permette di ridurre ulteriormente le dosi distribuite con evidenti vantaggi sia economici che ambientali. Il miglioramento dell'efficacia con prodotti come i Metam (sodio e potassio) è straordinaria proprio perché essendo dotati di una forte volatilità si avvantaggiano di una corretta distribuzione e delle diverse modalità di contenimento del gas che questa tecnologia è in grado di offrire. Questo traguardo è stato raggiunto anche grazie all’implementazione di un computer per la gestione dell’irrorazione e di un flussometro magnetico. Questo è un dispositivo che rileva direttamente la portata e non deduce, come nella maggior parte delle comuni irroratrici, tale parametro da misure di pressione che possono ingannare il sistema. Ciò consente di variare istantaneamente la dose distribuita durante il trattamento, agendo direttamente su pulsanti che accrescono o riducono la dose. Va infatti sottolineato come il successo del trattamento chimico sia fortemente legato alle modalità di distribuzione e alle strategie di contenimento adottate per evitare la fuoriuscita del gas dal terreno. In pratica il Mix Tiller si è imposto sul mercato come la tecnologia capace di distribuire nel modo più efficace e più economico un fumigante quando non si dispone di un buon sistema di irrigazione corredato di opportuni dispositivi di miscelazione. Tali dispositivi, per essere utilizzabili, devono consentire di miscelare il prodotto ed essere resistenti alla forte azione corrosiva tipica di questi liquidi. A tale riguardo si può sottolineare come il Mix Tiller disponga di materiali (pompa, tubazioni, serbatoi) realizzati con materiali resistenti alla corrosione sia acida che alcalina. Inoltre, molte aziende pur disponendo di sistemi di fertirrigazione evoluti, ricorrono a questa macchina quando è importante ridurre la fuoriuscita di gas (ad esempio, serre molto ampie o, in pieno campo, quando si opera vicino ad abitazioni). Un altro aspetto fondamentale riguarda la riduzione della permanenza degli operatori sulle aree trattate dato che la macchina realizza tutte le operazioni richieste per una corretta applicazione di questi prodotti in unico passaggio (distribuzione - incorporazione - miscelazione - compressione e o stesura del film di copertura). La macchina infine garantisce una adeguata protezione all'operatore anche durante le fasi di carico del serbatoio (operazione che, in ogni caso, va condotta utilizzando le opportune protezioni per l’operatore). Il testo completo con maggiori informazioni è disponibile in PDF Forigo Roter Italia Via Brennero Nord, 9 46035 Ostiglia (MN) Tel.: 0386-32691 www.forigo.it: mail: forigo@forigo.com
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