Nella mia ormai lunga attività lavorativa presso grandi Aziende italiane e straniere di fertilizzanti, fitofarmaci, sementi mi sono imbattuto in una enorme varietà di comportamenti da parte dei manager con cui ho avuto a che fare.
Spesso purtroppo il rapporto con colleghi e collaboratori, più che da una scelta comportamentale derivante da una impostazione razionale del proprio lavoro, derivava da una serie di aspetti positivi o da deformazioni assolutamente personali.
Molti manager tendono a prestare molta attenzione alla valutazione della prestazione altrui, ma spesso dimenticano di osservare, analizzare ed organizzare la propria attività: dimenticano di essere professionali.
Un esempio: la delega di risultati. E’ molto spesso frutto di scelte superficiali piuttosto che di un attento ragionamento che dovrebbe far parte di un programma aziendale volto al massimo raggiungimento di obiettivi condivisi.
“Si delega” per simpatia, per presunta fiducia, per la voglia di lavorare meno, per mettere alla prova qualcuno (spesso perché scomodo!) e “non si delega” perché si è egocentrici, per volontà di potere, per semplice paura, perché si pensa che da soli si faccia prima e meglio, ecc.
Ma scegliere di delegare ad una persona significa scegliere consapevolmente di migliorare l’efficacia operativa.
Attenzione: dico delega di risultati e non di metodi. Se ho a che fare con una persona immatura (nel lavoro) per un certo compito, o la cambio o la controllo assiduamente, le do molte linee guida e la valuto in continuazione.
In pratica lavoro sui metodi e non sui risultati. Ma se ho una persona all’altezza della situazione allora posso delegare una parte dei risultati che fanno parte dei programmi aziendali. Le lascio la scelta del metodo ma la rendo responsabile dei risultati.
Bisogna creare una chiara sinergica comprensione di quello che si vuole raggiungere, del suo valore e non dei metodi. Chi riceve la delega deve poi scegliere come operare avendo ben chiaro quali sono le risorse umane, finanziarie, tecniche od organizzative a cui può attingere.
Chi delega deve anche tracciare un piano di verifica dei risultati parziali, fissando i criteri con cui valutare le prestazioni alle scadenze fissate, ma deve anche specificare quali saranno le conseguenze, in bene o in male, di questa valutazione: gratificazione finanziaria, psicologica, di carriera, ecc.
Nel delegare bisogna essere chiari ma anche sinceri, bisogna credere in tale scelta, in parole povere bisogna avere fiducia. La fiducia è la più alta forma di motivazione umana: tira fuori quello che c’è di meglio nelle persone.
Il tempo, la pazienza, l’addestramento e la formazione permetteranno alle persone una crescita delle proprie competenze che le faranno salire al livello di tale fiducia.
Allora deve essere maturo anche chi delega e questa volta non solo in senso lavorativo, ma soprattutto in termini di professionalità.
Un grande vivaio di persone a cui delegare si trova tra quei tanti giovani ottimamente preparati scolasticamente, che con una giusta formazione possono portare ottimi risultati aziendali anche con “metodi” innovativi rispetto a quelli troppo spesso incarniti in manager dalla mente ormai un po’ troppo coriacea!
LDR.