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I Manager “intermedi”

Una numerosa categoria di persone che permettono la realizzazione degli obiettivi aziendali.

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Manager Intermedi

   Come nell’aneddoto di Menenio Agrippa, essi sono tutti utili e, anche se non sempre, necessari.
   Sono i manager “intermedi”, coloro che hanno un capo sopra le proprie decisioni ed altri manager o uno stuolo di operativi al di sotto. Sono come le rotelle di un orologio a molla: tra chi da la carica iniziale e le lancette, affinché il meccanismo possa funzionare. Ma nel caso di un’azienda si tratta di “manager”, che dopo aver ricevuto le linee guida per l’attuazione dei programmi produttivi, devono “elaborarle” per renderle utilizzabili a loro volta da altri manager o operatori finali.
   Se non ci mettessero del proprio non sarebbero manager. Ma in questo delicato compito devono far attenzione a rimanere entro i binari dei percorsi assegnati, soprattutto in aziende certificate. Devono saper utilizzare i mezzi messi a disposizione con la massima efficienza sempre guardando all’obiettivo finale. Devono conoscere il lavoro altrui ma non ne devono essere eccessivamente condizionati. Un tocco di fantasia o comunque di intraprendenza, in caso di risultati positivi, oltre a far sperare in un salto di carriera, assicura all’azienda quella marcia in più che la può distinguere da altre.
   Il manager intermedio non deve strafare, fa parte di un meccanismo o meglio di una organizzazione condizionata sempre da vincoli di vario genere, per cui si rischia che invece di andare più veloci o di produrre di più si cada in un inceppamento generale. Per questo è importante che chi guarda dall’alto tiri e molli le briglie ad evitare che i cavalli corrano a ritmi diversi producendo più danni che benefici. Per questo oggi si parla molto di “team”, la nostra squadra in italiano.
   Perché tutti devono avere ben chiaro in mente gli obiettivi aziendali e come poterli raggiungere insieme, non correndo dalla propria area alla porta avversaria nel tentativo di un goal solitario ma quanto meno improbabile.
   E quando il team c’è allora bisogna dargli mezzi necessari alla realizzazione degli obiettivi. Sbandierare al vento la migliore squadra del mondo, ma poi farla giocare con le scarpe di pezza non serve a nulla, anzi. Un’altra cosa risulta essere molto importante: in una vera squadra è bene che nessuno guardi solo al proprio tornaconto personale ma condivida con tutta l’azienda gli obiettivi stabiliti.
   Troppo spesso abbiamo visto top manager premiare propri collaboratori solo perché nel proprio lavoro si sono dimostrati senza scrupoli e capaci di ogni cosa. Ma quante altrettante volte abbiamo visto danni irreparabili. Il risultato del lavoro del manager intermedio deve essere utilizzabile agevolmente dal successivo, come in una corsa a squadre: non puoi lanciare il testimone all’altro in maniera inafferrabile, devi agevolarne la presa.
   Per concludere anche per i manager intermedi sono importanti una serie di passi fondamentali nella propria attività:
- ascoltare con attenzione chi ti dà indicazioni ed obiettivi;
- capirli e farli tuoi;
- elaborare la tua strategia in base ai dati ed ai mezzi in possesso e programmare la tua azione;
- capire cosa serve a chi viene dopo di te;
- operare facendo in modo che anche chi viene dopo possa farlo al meglio;
- ma soprattutto rispettare tutti i componenti della squadra.
LDR