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EDITORIALE: IL NOSTRO ORTOFRUTTA STA CAPITOLANDO?

L’Italia ha perso la leadership. Il Paese leader incontrastato del settore, è diventato la Spagna. I nostri produttori perdono in competitività rispetto ad altre realtà più determinate.

    In occasione del salone di “Fruit logistica” a Berlino, con oltre 1.600 espositori provenienti da 64 paesi, sono stati presentati tutti i livelli dell’intera catena logistica ortofrutticola. Un’offerta completa di frutta e verdura fresca, di ogni stagione, di ogni luogo e della migliore qualità. Le cifre fornite da ZMP di Bonn, parlano di un mercato mondiale di 800 milioni di tonnellate di frutta e 500 milioni di tonnellate di verdura.

Qual è il ruolo dell’Italia?

    Stiamo perdendo dei primati storici nell’ortofrutta e stiamo diventando terra di conquista. Paesi vicino a noi, come la Spagna, stanno conquistando posizioni da leader nel settore, e non solo loro: anche paesi lontani come il Nord ed il Sud Africa, il Sud America e l’immancabile Cina. 
    E’ vero negli ultimi anni le esportazioni italiane di prodotti ortofrutticoli verso il resto del mondo sono aumentate del 10%, ma le importazioni hanno registrato un incremento ben maggiore pari al 28%.

    I dati dolenti  vengono dalle importazioni. Si registra un aumento pressoché generalizzato. I nostri acquisti dall’UE a 25 rappresentano attualmente il 40% delle importazioni totali di ortofrutta (rappresentavano il 33% nel 1995).  Sono cresciute, inoltre, le importazioni dagli altri paesi europei (più 112%) che hanno visto aumentare la loro quota sul nostro import dal 3 al 5%.

    I paesi dell’Africa settentrionale hanno quintuplicato le loro esportazioni verso il nostro Paese. Tale aumento è sicuramente dovuto al processo di specializzazione nella produzione di ortofrutta che ha interessato soprattutto il Marocco, l’Eggitto e la Tunisia.

    Tirando le somme, i nostri mercati ortofrutticoli, stanno avendo una vera e propria invasione, anche da parte di paesi che non erano esportatori tradizionali, come l’Argentina, l’Uruguay, il Cile, il Sud’Africa e la Cina.
Preoccupa ancora di più il fatto che importiamo sempre più prodotti che per anni siamo stati leader, come pomodori, cipolle, zucchine, carciofi, cicorie, mele, kiwi, pere, ciliegie, nocciole e mandorle.

    I prodotti agricoli italiani, stanno soffrendo la concorrenza dei paesi dell’Unione europea e dei nuovi paesi emergenti esportatori. Perché? Si tratta di una situazione congiunturale, o è causa di ritardi strutturali? Lasciamo la domanda sospesa!

Source: www.ismea.it