Fino al 1967 l’unico modo di apportare nutrienti alle colture era rappresentato dalla concimazione di copertura. Nel 1967 Scotts lancia sul mercato mondiale Osmocote: nasce la prima generazione di concimi con la cessione degli elementi nutritivi controllata da una membrana di resina biodegradabile. Tutti i sistemi di coltivazione vengono resi immediatamente più semplici e sicuri. L’assimilazione dei nutrienti nel corso della coltivazione
Vediamo, da un punto di vista di assimilazione, come le piante riescano a scambiare a livello radicale, i macroelementi necessari per la loro crescita:
Azoto
Può essere assorbito sotto forma nitrica, ammoniacale e ureica.
- la forma ureica viene assorbita prevalentemente a livello fogliare;
- lo ione ammonio non subisce generalmente dilavamento e viene fissato dagli scambiatori del substrato come catione di scambio;
- la forma nitrica è caratterizzata da una forte mobilità ma viene difficilmente fissata dal substrato per cui, se non assorbita in tempi ragionevolmente brevi, subisce forti perdite per dilavamento.
Fosforo
In natura si trova sotto forma di minerali fosfatici di Ca, Fe, Al. E’ caratterizzato da scarsa solubilità: nella soluzione circolante la loro concentrazione è sempre molto bassa
Il Ca, il Fe ed l’Al presenti nei terreni fanno precipitare il P sotto forma di sali insolubili.
La capacità dei substrati di fissare il P è insignificante per cui il P apportato con le concimazioni occasionali rimane solubile ma soggetto al dilavamento.
Potassio
Assorbito solo dal terreno, unicamente sotto forma di ione K+.
La pronta disponibilità di K di un terreno dipende dalla quantita' di ioni K+ scambiabili e quindi dalla ricchezza di colloidi. I colloidi, infatti, fissano il K+ solubile come catione di scambio, e lo sottraggono al dilavamento.
Nei terricci a base di torba esiste raramente K fissato, perchè la soluzione circolante (CSC) di quest’ ultimi è generalmente molto bassa e solo una parte di essa è disponibile per il K.
Oltre a questo, i legami tra K e sostanza organica sono sempre molto deboli e quindi viene facilmente dilavato. Un rimedio potrebbe essere quello di aggiungere ai terricci a base di torba e pomice anche argilla oppure vermiculite.
La sostanza organica e l’argilla formano dei colloidi. I colloidi con la loro carica negativa (argilla) o positiva e negativa (sostanza organica), possono trattenere parte degli elementi nutritivi presenti nel suolo. I colloidi possono scambiare questi elementi liberandoli nella CSC.
Il principale problema deriva dal fatto che i substrati per il vivaismo, generalmente composti da torba e pomice, hanno valori di CSC molto bassi, per cui, la loro capacità di trattenere gli elementi della fertilizzazione è veramente modesta. Da qui scaturisce l’importanza e gli enormi effetti benefici derivanti dall’uso corretto dei fertilizzanti a cessione controllata in concimazione di fondo, perchè rappresentano l’unico modo di rilasciare gradualmente macro e microelementi, che vengono assorbiti gradualmente dall’apparato radicale delle piante coltivate.
Concimi in grado di ritardare il rilascio dei nutrienti
Ancora oggi purtroppo non è ancora bene conosciuto cosa caratterizzi le varie tipologie di concimi a lenta cessione e a cessione controllata e si rende necessaria una precisazione. Quando si menzionano i fertilizzanti a lenta cessione o a cessione controllata, si fa riferimento alla loro capacità di ritardare il rilascio
- in forme solubili dell’azoto (nel caso dei concimi a lenta cessione)
- in forme solubili di azoto, fosforo, potassio e microelementi (nel caso dei concimi a cessione controllata o programmata).
S.R.F. : Slow Release Fertilizer ovvero Fertilizzanti a lenta cessione o a lento rilascio
- in questi concimi il ritardo del rilascio riguarda solo l’azoto.
- il rilascio degli altri macro e microlementi è uguale ai concimi tradizionali o di poco differente
- il rilascio dell’azoto dipende da meccanismi non facilmente controllabili come umidità, solubilità e carica microbiologica e quindi in parte anche dalla temperatura
- le principali categorie di questi concimi sono:
- - Concimi organici azotati: prodotti formati da composti organici del carbonio di origine animale o vegetale (cornunghia, scarti di macellazione o di concerie..)
- - Composti inorganici a lenta solubilità: prodotti che devono il lento rilascio esclusivamente alla scarsa solubilità del composto da cui derivano (fosfato di potassio o di ammonio)
- Composti con azoto organico di sintesi:
- - prodotti derivanti dalla condensazione dell’urea con l’aldeide formica, la cui decomposizione è legata all’azione biologica del suolo e all’andamento climatico (Shaviv, 1999)
- - prodotti derivanti dalla condensazione di urea con aldeidi, la cui decomposizione è legata a processi di idrolisi, la cui velocità è inversamente proporzionale alle dimensioni del granulo e direttamente proporzionale a umidità e temperatura del substrato (IBDU, CDU) (Goertz, 1991).
C.R.F. : Controlled Release Fertilizer ovvero Fertilizzanti a cessione controllata (programmata)
Possiamo dividere questi tipi di fertilizzanti in 2 categorie:
SCU: Sulphur Coated Urea:
- Praticamente urea avvolta da uno strato più o meno spesso di zolfo
- Viene ritardata solo la cessione dell’azoto; quando lo strato di zolfo applicato cede, l’urea al suo interno diviene disponibile
- Scotts utilizza questa tecnologia sia nella dimensione normale che in quella mini, per impieghi in agricoltura specializzata, nei tappeti erbosi e in alcuni prodotti utilizzati in copertura nel florovivaismo (riconcimazione: Osmocote Topdress 2-3 e 4-5 mesi)
Granuli NPK rivestiti con resine
- Il primo fertilizzante a cessione controllata fu prodotto in California da Scotts nel 1967
- In questo caso tutti i macroelementi (e in alcuni casi anche i microelementi), vengono spruzzati con resine di tipo alchidico (Scotts) o poliuretanico.
- Tutti questi concimi sono sensibili alla temperatura, nel senso che il rilascio graduale del fertilizzante aumenta con l’aumento della temperatura, seguendo quindi la crescita delle piante.
- Con questa tecnologia, a seconda dello spessore della resina e non solo, si ottengono fertilizzanti di durata diversa, dal mese e mezzo (Osmocote Start) fino a 16-18 mesi (Osmocote Exact LoStart 16-18 m)
Oggi sono riconosciute ben 4 generazioni di fertilizzanti a cessione controllata, le cui caratteristiche variano in base a:
• Composizione delle materie prime dei granuli (NPK o NPK+micro)
• Qualità delle materie prime rivestite
• Processi produttivi
• Modelli di rilascio prestabiliti e garantiti
Concimi a cessione controllata di 1a e 2a generazione:
Chi compra questi concimi acquista: o un titolo NPK (ad esempio 18+10+11), e/o una durata presunta riportata sulla confezione (ad esempio 5/6 mesi o 12/14 mesi)
La durata del concime è una durata teorica, che deriva da prove in laboratorio con temperature costanti (spesso 21°C). Mancano prove su come questi prodotti rilascino effettivamente i nutrienti durante la loro durata all’interno dei terricci o del terreno.
Concimi a cessione controllata di 3a e 4a generazione:
• Ad oggi al mondo solo Scotts possiede questo tipo di tecnologia: Osmocote Exact e Osmocote Exact D.C.T
• Con questo tipo di concimi, a differenza dei concimi di 1a e 2a generazione, si acquista non solo un fertilizzante a cessione controllata con una determinato rapporto NPK e con una durata presunta (ad esempio 5/6 mesi o 12/14 mesi), ma è possibile prevedere, dimostrare e garantire l’effettivo rilascio percentuale del concime mese per mese in aree climatiche differenti.
• Questo permette di vedere esattamente come i nutrienti saranno rilasciati durante l’arco della loro attività e di poter scegliere il tipo e la durata del concime in base alle proprie esigenze!
Riassumendo si può dire che:
- i fertilizzanti a cessione controllata (C.R.F.) possono fornire macro e microelementi in continuo e per un periodo di tempo relativamente lungo.
- questa caratteristica permette al produttore di scegliere svariati titoli e durate di concime
- i costi di manodopera e di applicazione decisamente ridotti sopperiscono ad un costo iniziale maggiore
- se utilizzati in modo corretto questi concimi garantiscono la totale assenza di rischi
Metodi di applicazione dei CRF (concimi a cessione controllata):
Miscelati al substrato
Ottima soluzione; è importante che il fertilizzante sia miscelato omogeneamente ed il substrato deve essere utilizzato entro 2-3 settimane dalla preparazione.Ha lo svantaggio che il coltivatore si trova un substrato unico, quindi, in caso di miscele particolari, il coltivatore risce a cambiare la sua composizione nutritiva con difficoltà.
Localizzati
Il concime a cessione controllata puo’ essere localizzato sul foro d’impianto dopo che la trivella dell’invasatrice ha operato il foro, oppure con una doppia applicazione, diametralmente opposta (come dei tablet)
E’ questa una pratica che si va sempre più diffondendo perchè comporta innegabili vantaggi quali:
- Estrema flessibilità: permette di cambiare titolo, dosaggio e durata del concime in un attimo
- Si possono utilizzare tutte le durate esclusi i 3-4 mesi
- Il dosaggio risultante è perfetto e precisissimo in quanto è calcolato esattamente per volume di vaso
- Economico, perchè nel caso di concimazione localizzata si possono ridurre i dosaggi fino al 10%
- Si ha generalmente una partenza piu’ pronta delle colture.
Alcune considerazioni aggiuntive che possono risultare utili:
La concimazione delle piante da vivaio dipende, in primo luogo, dall’organizzazione interna dell’azienda..
La scelta del programma di concimazione più adatto è determinata soprattutto dal metodo di irrigazione.
Nel caso in cui si disponga di un sistema “a pioggia”, si suggerisce di procedere con una concimazione di fondo totale con fertilizzanti a cessione controllata avvolti da membrana.
Cio’ deriva dal fatto che si ha una elevata dispersione di soluzione concimata.. questa considerazione è valida sia da un punto di vista ambientale che economico.
Ricordiamo che nella maggioranza dei casi, oggigiorno è possibile coprire quasi totalmente il fabbisogno nutritivo di una coltura con la sola concimazione di fondo, data l’estrema precisione ed affidabilità di Osmocote Exact.
I tecnici Scotts dispongono di un programma computerizzato di simulazione che permette di elaborare programmi di concimazione su misura, con soluzioni mirate azienda per azienda, utilizzando molteplici parametri come zona climatica, periodo di invasatura, coltura o gruppi di colture, tipo di miscelazione, tipo di substrato.
Questa è la tendenza che possiamo verificare nelle aziende vivaistiche di tutta Europa negli ultimi anni.
Può comunque rendersi necessaria una concimazione di copertura, in base alla crescita ed alle condizioni meteorologiche. A disposizione vi sono concimi a cessione controllata quali Osmocote Topdress-nelle varie durate (2-3, 4-5 e 5-6 mesi) e tecnologie (Resin o Poly-S)- oppure a lenta cessione come Osmoform.
Altre volte risulta più valido integrare con fogliari quali Peters Professional 30+10+10, 27+15+12 o 20+20+20.
La concimazione combinata (fondo 70%-80% + copertura 30%-20%) è senza dubbio il sistema migliore per coprire il fabbisogno delle colture. E’ il sistema più flessibile e che risponde meglio ai mutevoli bisogni delle colture durante tutto il loro ciclo. Con questo sistema combinato le piante trovano sempre la quantità ottimale di nutrimento nel substrato, la crescita non viene mai rallentata e nel momento in cui vi sia necessità di apportare ulteriori nutrienti si ricorre al soccorso della fertirrigazione, adeguandola alla qualità dell’acqua, alla durata della cultura e alle condizioni meteorologiche oppure a bisogni commerciali immediati.
Paolo Dr. Cozzi
Sales Manager Italy OH
Scotts Italia srl