Brevi cenni storici La vite, pianta conosciuta fin dalla più remota antichità, ha trovato il suo naturale habitat nel bacino del Mediterraneo, in particolare in Italia e in Francia. Viene coltivata fin dai tempi dei romani. Nel Medioevo la viticoltura ebbe una grave crisi. Furono i monaci che continuarono a praticarla e a migliorarla, infatti, il vino era necessario per la celebrazione della Mensa Eucaristica. Fu Cristoforo Colombo, con la scoperta delle americhe, che scopri e portò in Europa delle viti selvatiche. Ma nel secolo XIX la filossera, un mortale parassita importato dall’America del Nord, minacciò seriamente la viticoltura europea. Uno dei sistemi di difesa fu proprio quello di innestare le viti nostrane sulle viti americane, resistenti alla puntura della filossera. La concimazione della vite Lo scopo principale della concimazione è quello di ripristinare la fertilità iniziale, evitando che il terreno si impoverisca delle sostanze minerali che possedeva in origine. Nella vite è difficile parlare di concimazione, perché la coltura si pratica in situazioni molte varie, con climi differenti e con le più svariate forme di allevamento. E’ in ogni caso necessario ed indispensabile un’attenta analisi chimica del terreno per rendersi conto delle effettive esigenze. Genericamente possiamo dirvi che le più comuni sostanze chimiche della concimazione sono: l’azoto, che assicura il vigore vegetativo, il fosforo, ritenuto importante per la finezza dei vini, il potassio, che svolge un ruolo importante per la qualità e la lignificazione dei tralci, il calcio ed il magnesio. L’irrigazione del vigneto La vite in genere è diffusa in zone piuttosto tendenti all’asciutto; le produzioni ottimali per quantità e qualità si hanno in tali zone ma spesso con l’ausilio dell’irrigazione. Per molto tempo l’irrigazione della vite è stata vista con sospetto ed a volte addirittura proibita da vari disciplinari di produzione. Probabilmente si associava l’idea della somministrazione dell’acqua alla pianta con quella dell’aggiunta dell’acqua al vino. Oggi giorno l’irrigazione della vite è stata rivalutata, si conoscono, infatti, i danni causati da una carenza idrica che possono causare un depauperamento della pianta e di conseguenza della produzione sia come quantità che come qualità. Al contrario, un eccesso d’acqua può rivelarsi dannoso, stimolando una vegetazione eccessiva, con la diminuzione del grado zuccherino dell’uva. Uva da tavola L’Italia è leader sul mercato internazionale di uva da tavola. Anche per la commercializzazione della sola uva da tavola il nostro paese mantiene questa supremazia, seguito a una certa distanza da altri paesi mediterranei, come Grecia e Spagna. I mercati di riferimento per l’export italiano sono prevalentemente Germania e Francia. Le coltivazioni sono localizzate quasi esclusivamente nel meridione. Con i suoi 47 mila ettari coltivati (pari al 65% della superficie coltivata in Italia), la Puglia rappresenta di gran lunga la principale regione produttiva: da qui partono addirittura i tre quarti dell’uva da tavola esportata nel mondo. La Sicilia, in questa graduatoria, occupa il secondo posto, con circa un quarto della superficie coltivata in Italia. |
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