1. Cenni botanici: Nome scientifico: Rubus idaeus Famiglia: Rosaceae Paese d’origine: Europa continentale e dell'Asia Minore 2. Dati Statistici A livello mondiale, la coltura del Lampone è molto diffusa nelle zone centro settentrionali. L’Europa partecipa per l’80% alla produzione mondiale. Ungheria, Regno Unito, Polonia, ex Yugoslavia, Bulgaria e Francia sono, in ordine decrescente, i paesi maggiori produttori. L’Italia è relegata tra le ultime posizioni. Viene coltivato principalmente in Italia settentrionale o nell’alta collina dell’Italia centrale e meridionale. E’ coltivato principalmente nelle seguenti regioni: Fonti ISTAT 2005
Il lampone è un arbusto della famiglia delle Rosaceae appartenente al genere Rubus che comprende numerose specie, ma le più importanti dal punto di vista colturale sono R. idaeus, R. strigosus e R. occidentalis. Il R. idaeus è il Lampone europeo che, secondo la leggenda, è originario del Monte Ida, anche se si trova diffuso in tutta l'Europa e l'Asia Minore. Le varietà attualmente coltivate derivano per lo più da questa specie che cresce spontanea un po' ovunque, dal piano fino alla zona montana intorno ai 1.500 metri di quota, prediligendo l'ambiente caratteristico del sottobosco. Il lampone europeo è una pianta cespugliosa, formata da numerosi polloni di durata biennale che sorgono dalle radici, per cui si ha un continuo rinnovo del cespuglio che si espande in larghezza. Le foglie sono caduche, costituite da 3-5 foglioline ovali, di colore verde scuro e con margine seghettato. I fiori sono riuniti in racemi portati da germogli fioriferi che sorgono, nelle varietà unifere, apicalmente e lateralmente ai polloni dell'anno precedente, oppure anche ai polloni dell'anno nelle cultivar bifere; la fioritura avviene scalarmente nel periodo che va da metà maggio a metà giugno. Dopo la fecondazione da ciascun pistillo si origina una drupeola che, assieme a tutte le altre presenti sul ricettacolo, costituirà il frutto aggregato detto mora. Ciascuna drupeola è provvista di un minuscolo seme, che può essere fastidioso al momento del consumo, soprattutto in cultivar con poca polpa. La forma della mora varia da tonda a conica, più o meno allungata. Il colore varia dal rosa pallido, al rubino, fino al rosso carico quasi violaceo; ma esistono anche frutti di colore giallo ambrato, generalmente di sapore scialbo. 4. Asporti e fabbisogno di nutrienti I lamponi non hanno particolari esigenze in fatto di esigenze nutritive, comunque preferiscono terreni poco calcarei, sub-acidi, ricchi di sostanza organica, freschi e permeabili. Si ritengono dei buoni dati produttivi valori pari a 6-10 tonn/ha. Di conseguenza le indicazioni qui riportate sono da considerarsi assolutamente generali e da valutarsi caso per caso. Tabella 1: asporti di nutrienti
5. Ruolo e apporto dei nutrienti Azoto Si deve porre particolare attenzione agli eccessi di azoto, possono essere causa di produzione di una sovrabbondante vegetazione, con eccessivo ombreggiamento, peggiorando la maturazione e la resistenza alle malattie. Fosforo e Potassio E‘ importante che il fosforo ed il potassio vengano distribuiti all’impianto ed in fine inverno per impianti in produzione, assieme al 30-40% di azoto in forma ammoniacale. Boro Il lampone é sensibile alla carenza di boro, che provoca dormienza spiccata delle gemme, minor resistenza al gelo e maggior sensibilità a carenze idriche. Il contenuto ottimale in boro é di 50-75 ppm nelle foglie, superiore a 0,8 ppm nel terreno. I microelementi vanno considerati con attenzione ricorrendo alla diagnostica fogliare, per valutarne la necessità di apporti durante la fase produttiva. 6. Tecnica di coltivazione II Lampone coltivato, a differenza di quello spontaneo (pianta tipica del sottobosco), è essenza adatta a ambienti scarsamente soleggiati e, pur avendo ancora buone capacità di adattamento, predilige i terreni di medio impasto, profondi e permeabili, a reazione neutra o leggermente acida, mentre soffre quelli eccessivamente siccitosi o argillosi e soggetti a ristagni di acqua. Negli impianti commerciali l’allevamento è generalmente eseguito a filari orientati, nelle zone di collina e montagna, verso sud, utilizzando le cultivar unifere che portano il prodotto a maturazione una sola volta all'anno, durante il periodo estivo. I pali di sostegno devono essere alti 2-2,5 m e venire interrati ad almeno 50 cm di profondità. Occorre prevedere un palo ogni 10m. sulla fila. Le distanze di impianto sono le stesse per tutte le varietà: 50-60 cm sulla fila e 2,5-3 m. tra una fila e l'altra. Vengono anche coltivate varietà di Lampone bifere o rifiorenti che danno due raccolti, producendo una prima volta sul finire dell'estate dai polloni formatisi nel corso della medesima stagione ed una seconda volta all'inizio dell'estate successiva dai germogli più bassi degli stessi polloni ormai diventati tralci. In questo caso il prodotto è in prevalenza destinato al consumo fresco come primizia e spunta prezzi maggiori di quelli normalmente offerti per le cultivar unifere destinate alle industrie di trasformazione Il periodo giusto per la messa a dimora è in novembre o a fine inverno. E' sempre necessaria una lavorazione profonda a 30-40 cm (da effettuare nell'estate immediatamente precedente l'impianto) e una buona concimazione di fondo (400-600q.li/ha di letame, 10-15 q.li/ha di perfosfato minerale e 4/5 q.li di solfato di potassio). Le operazioni colturali necessarie al lamponeto sono poche. Di fatto ci si limita a una o due lavorazioni molto superficiali del terreno, una delle quali da effettuarsi a novembre al momento della concimazione. Potatura Più complessa e impegnativa è invece la potatura. Esistono infatti due grossi raggruppamenti varietali di lampone, la cui potatura differisce sensibilmente. Nelle cultivar unifere (varietà che fruttificano una sola volta l'anno e solo sui tralci di due anni di età) ci si limita alla eliminazione completa dei tralci che hanno già fruttificato (tralci di due anni) e alla scelta di 4-5 polloni di un anno da spuntare a una altezza di 110-130 cm. Nelle cultivar bifere (varietà che producono in estate sui tralci di due anni e a fine estate anche sui nuovi polloni dell'anno in corso) sono invece possibili due metodologie. La più usata prevede l'eliminazione dei tralci di due anni e la scelta di 4-5 tralci dell'anno da spuntare a 60-70 cm di altezza. L'altro sistema prevede l'eliminazione di tutta la vegetazione presente, ma in questo caso l'unica produzione ottenibile è quella di fine estate portata dai polloni nati nell'anno in corso. Dalla sua questo sistema ha l'estrema praticità di esecuzione, tanto che può essere facilmente meccanizzabile. Inoltre operando in questo modo, oltre all'anticipo della produzione sui tralci dell'anno, si ottiene anche un miglioramento qualitativo della produzione. Irrigazione La coltura deve disporre di un adeguata umidità del terreno per assicurare una crescita regolare ed elevata qualità dei frutti. L'eccessiva umidità del suolo può comportare la produzione di frutti di bassa qualità, la lisciviazione di elementi nutritivi e l'aumento del rischio di marciumi radicali. E’ importante irrigare nei mesi estivi, in particolare nel periodo di ingrossamento dei frutti. Dove possibile dovrebbe essere preferita l’irrigazione a goccia e/o la fertirrigazione. Necessità idriche. Con una piovosità 800-1.000 mm annui, l’irrigazione si effettua nelle fasi che vanno da prima della fioritura e in fruttificazione con un apporto irriguo di circa 25-30 mm alla settimana (su due turni). Si possono utilizzare ali gocciolanti con portate da 2 a 8 litri all’ora e pressioni basse (1-1,5 atm), posizionate sospese lungo il filare o poggiate sul terreno; per terreni in pendenza si consiglia l’utilizzo di ali gocciolanti autocompensanti. 7. Risultati prove Spazio disponibile ad ospitare le prove e le ricerche di enti ed università. |
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