Fertirrigazione.it

Home page > Colture > Frutticole > Frutti Minori

Frutti Minori

Notizie Correlate
Fertilizzazione del nocciolo

01 Febbraio 2012

Fertilizzazione del nocciolo

La concimazione è una delle pratiche agronomiche più importanti del noccioleto poiché consente di mantenere il suolo in condizioni di buona fertilità, contribuisce a mantenere costanti le produzioni di nocciole e può avere effetti positivi sulla...

Diagnostica fogliare in corileti a regime biologico e convenzionale

01 Febbraio 2012

Diagnostica fogliare in corileti a regime biologico e convenzionale

Da alcuni anni, in Piemonte, la domanda di “prodotti biologici” è in aumento, quindi, fiduciosi in questo trend, alcuni agricoltori delle Langhe hanno iniziato a coltivare il nocciolo in regime biologico.

Tecniche agronomiche e gestione del corileto

01 Febbraio 2012

Tecniche agronomiche e gestione del corileto

La qualità delle nocciole ha origine in campo, nel noccioleto, e può perfezionarsi o deteriorarsi nelle fasi post raccolta durante l’essiccamento, la conservazione e la sgusciatura.

Il balanino, Curculio nucum

01 Febbraio 2012

Il balanino, Curculio nucum

E un Coleottero con il corpo lungo circa 6,5-6,7 mm, fornito di un processo prominente della fronte detto impropriamente rostro, all’estremità del quale presenta l’apparato boccale masticatore.

Nocciola Piemonte

01 Febbraio 2012

Nocciola Piemonte

La nocciola è un altro prodotto agricolo di prestigio che sta acquisendo sempre più importanza nel Monferrato. La coltivazione è specializzata ed in continua espansione.

Irrigazione a goccia del Nocciolo: strumento determinante per produrre reddito

01 Febbraio 2012

Irrigazione a goccia del Nocciolo: strumento determinante per produrre reddito

Il Nocciolo (Corylus avellana), data la propria rusticità e capacità di adattamento, è stata spesso ai margini dell’interesse legato alle colture irrigue da reddito, Netafim in questi anni ha portato avanti molteplici esperienze...

COST 863 - EUROBERRY

28 Aprile 2008

COST 863 - EUROBERRY

Genomica e genetica della fragola e dei piccoli frutti, per la qualità e la salute del consumatore.

Metodi adottati per la propagazione di selezioni di nocciolo (Corylus spp.)

30 Gennaio 2012

Metodi adottati per la propagazione di selezioni di nocciolo (Corylus spp.)

La propagazione vegetativa del nocciolo comprende tecniche facilmente applicabili, quali il pollone, la propaggine semplice e la margotta di ceppaia che sono impiegate dalla totalità dei vivaisti.

Problematiche sulla propagazione del nocciolo

30 Gennaio 2012

Problematiche sulla propagazione del nocciolo

Nel ringiovanimento del noccioleto ed a livello vivaistico locale la pratica maggiormente usata nella propagazione clonale del nocciolo, è stata il pollone radicato, tecnica che presenta alcuni vantaggi...

Problematiche e prospettive future della corilicoltura

30 Gennaio 2012

Problematiche e prospettive future della corilicoltura

Il quadro generale che emerge dall’analisi della corilicoltura mondiale e italiana mette in evidenza una tendenza ad estendere la coltivazione del nocciolo dalle zone di coltura tradizionali...

La conservazione delle nocciole

30 Gennaio 2012

La conservazione delle nocciole

I frutti di Corylus avellana, comunemente conosciuti come nocciole, possono essere conservati con o senza guscio, allo stato fresco o come prodotto essiccato.

Vocazionalità ambientale nella corilicoltura biologica

30 Gennaio 2012

Vocazionalità ambientale nella corilicoltura biologica

Il nocciolo, Corylus avellana L., è stato a lungo protagonista incontrastato della vegetazione arborea europea subito dopo l’era glaciale (Evreinoff, 1963).

Produzione corilicola biologica

30 Gennaio 2012

Produzione corilicola biologica

Valutazione dell’efficacia di fitofarmaci naturali e della suscettibilità varietale su fitofagi del nocciolo.

Corilicoltura irrigua

30 Gennaio 2012

Corilicoltura irrigua

Prove di irrigazione del nocciolo nel viterbese: sistemi irrigui localizzati per una ottimizzazione d’uso dell’acqua.

Ciclo di incontri sul tema “Drosophila suzukii”

16 Gennaio 2012

Ciclo di incontri sul tema “Drosophila suzukii”

Da IASMA Notizie, notiziario tecnico N. 1 del Centro Trasferimento Tecnologico della Fondazione Edmund Mach - Istituto Agrario di S. Michele all’Adige.

Incontro dibattito sul Castagno

11 Aprile 2011

Incontro dibattito sul Castagno

MARRADI (FI), 27 Maggio 2011 - ore 17,30 - Aula Magna - Istituto Comprensivo “Dino Campana” Via San Benedetto, 5.

LAMPONE

1. Cenni botanici:

Nome scientifico: Rubus idaeus
Famiglia: Rosaceae
Paese d’origine: Europa continentale e dell'Asia Minore

2. Dati Statistici 

  A livello mondiale, la coltura del Lampone è molto diffusa nelle zone centro settentrionali. L’Europa partecipa per l’80% alla produzione mondiale. Ungheria, Regno Unito, Polonia, ex Yugoslavia, Bulgaria e Francia sono, in ordine decrescente, i paesi maggiori produttori. L’Italia è relegata tra le ultime posizioni. Viene coltivato principalmente in Italia settentrionale o nell’alta collina dell’Italia centrale e meridionale.
E’ coltivato principalmente nelle seguenti regioni: Fonti ISTAT 2005

Regione Lampone(ha)
Trentino Alto Adige 94
Piemonte 36
Lombardia 33
Veneto 4
Altre regioni 23
3. Generalità

    Il lampone è un arbusto della famiglia delle Rosaceae appartenente al genere Rubus che comprende numerose specie, ma le più importanti dal punto di vista colturale sono R. idaeus, R. strigosus e R. occidentalis.
  Il R. idaeus è il Lampone europeo che, secondo la leggenda, è originario del Monte Ida, anche se si trova diffuso in tutta l'Europa e l'Asia Minore.
  Le varietà attualmente coltivate derivano per lo più da questa specie che cresce spontanea un po' ovunque, dal piano fino alla zona montana intorno ai 1.500 metri di quota, prediligendo l'ambiente caratteristico del sottobosco.
  Il lampone europeo è una pianta cespugliosa, formata da numerosi polloni di durata biennale che sorgono dalle radici, per cui si ha un continuo rinnovo del cespuglio che si espande in larghezza.
 Le foglie sono caduche, costituite da 3-5 foglioline ovali, di colore verde scuro e con margine seghettato. I fiori sono riuniti in racemi portati da germogli fioriferi che sorgono, nelle varietà unifere, apicalmente e lateralmente ai polloni dell'anno precedente, oppure anche ai polloni dell'anno nelle cultivar bifere; la fioritura avviene scalarmente nel periodo che va da metà maggio a metà giugno.
Dopo la fecondazione da ciascun pistillo si origina una drupeola che, assieme a tutte le altre presenti sul ricettacolo, costituirà il frutto aggregato detto mora. Ciascuna drupeola è provvista di un minuscolo seme, che può essere fastidioso al momento del consumo, soprattutto in cultivar con poca polpa. La forma della mora varia da tonda a conica, più o meno allungata. Il colore varia dal rosa pallido, al rubino, fino al rosso carico quasi violaceo; ma esistono anche frutti di colore giallo ambrato, generalmente di sapore scialbo. 

4. Asporti e fabbisogno di nutrienti

    I lamponi non hanno particolari esigenze in fatto di esigenze nutritive, comunque preferiscono terreni poco calcarei, sub-acidi, ricchi di sostanza organica, freschi e permeabili. Si ritengono dei buoni dati produttivi valori pari a 6-10 tonn/ha. Di conseguenza le indicazioni qui riportate sono da considerarsi assolutamente generali e da valutarsi caso per caso.
Tabella 1: asporti di nutrienti

Asporti medi: valori espressi da diversi autori. Unità di misura Kg/ha

Autore Prod. (t/ha) N P2O5 K2O CaO MgO
ARVAN 8 110 50 150 / /
AA.VV 6-10 80-120 40-70 140-180 / 30-40

 5. Ruolo e apporto dei nutrienti

Azoto

    Si deve porre particolare attenzione agli eccessi di azoto, possono essere causa di produzione di una sovrabbondante vegetazione, con eccessivo ombreggiamento, peggiorando la maturazione e la resistenza alle malattie.

Fosforo e Potassio 

    E‘ importante che il fosforo ed il potassio vengano distribuiti all’impianto ed in fine inverno per impianti in produzione, assieme al 30-40% di azoto in forma ammoniacale.

Boro

   Il lampone é sensibile alla carenza di boro, che provoca dormienza spiccata delle gemme, minor resistenza al gelo e maggior sensibilità a carenze idriche.
Il contenuto ottimale in boro é di 50-75 ppm nelle foglie, superiore a 0,8 ppm nel terreno.
I microelementi vanno considerati con attenzione ricorrendo alla diagnostica fogliare, per valutarne la necessità di apporti durante la fase produttiva.

6. Tecnica di coltivazione

  II Lampone coltivato, a differenza di quello spontaneo (pianta tipica del sottobosco), è essenza adatta a ambienti scarsamente soleggiati e, pur avendo ancora buone capacità di adattamento, predilige i terreni di medio impasto, profondi e permeabili, a reazione neutra o leggermente acida, mentre soffre quelli eccessivamente siccitosi o argillosi e soggetti a ristagni di acqua.
  Negli impianti commerciali l’allevamento è generalmente eseguito a filari orientati, nelle zone di collina e montagna, verso sud, utilizzando le cultivar unifere che portano il prodotto a maturazione una sola volta all'anno, durante il periodo estivo. I pali di sostegno devono essere alti 2-2,5 m e venire interrati ad almeno 50 cm di profondità. Occorre prevedere un palo ogni 10m. sulla fila. Le distanze di impianto sono le stesse per tutte le varietà: 50-60 cm sulla fila e 2,5-3 m. tra una fila e l'altra.
  Vengono anche coltivate varietà di Lampone bifere o rifiorenti che danno due raccolti, producendo una prima volta sul finire dell'estate dai polloni formatisi nel corso della medesima stagione ed una seconda volta all'inizio dell'estate successiva dai germogli più bassi degli stessi polloni ormai diventati tralci. In questo caso il prodotto è in prevalenza destinato al consumo fresco come primizia e spunta prezzi maggiori di quelli normalmente offerti per le cultivar unifere destinate alle industrie di trasformazione
  Il periodo giusto per la messa a dimora è in novembre o a fine inverno. E' sempre necessaria una lavorazione profonda a 30-40 cm (da effettuare nell'estate immediatamente precedente l'impianto) e una buona concimazione di fondo (400-600q.li/ha di letame, 10-15 q.li/ha di perfosfato minerale e 4/5 q.li di solfato di potassio). Le operazioni colturali necessarie al lamponeto sono poche. Di fatto ci si limita a una o due lavorazioni molto superficiali del terreno, una delle quali da effettuarsi a novembre al momento della concimazione.

Potatura

Più complessa e impegnativa è invece la potatura. Esistono infatti due grossi raggruppamenti varietali di lampone, la cui potatura differisce sensibilmente.
Nelle cultivar unifere (varietà che fruttificano una sola volta l'anno e solo sui tralci di due anni di età) ci si limita alla eliminazione completa dei tralci che hanno già fruttificato (tralci di due anni) e alla scelta di 4-5 polloni di un anno da spuntare a una altezza di 110-130 cm. Nelle cultivar bifere (varietà che producono in estate sui tralci di due anni e a fine estate anche sui nuovi polloni dell'anno in corso) sono invece possibili due metodologie. La più usata prevede l'eliminazione dei tralci di due anni e la scelta di 4-5 tralci dell'anno da spuntare a 60-70 cm di altezza.
L'altro sistema prevede l'eliminazione di tutta la vegetazione presente, ma in questo caso l'unica produzione ottenibile è quella di fine estate portata dai polloni nati nell'anno in corso. Dalla sua questo sistema ha l'estrema praticità di esecuzione, tanto che può essere facilmente meccanizzabile. Inoltre operando in questo modo, oltre all'anticipo della produzione sui tralci dell'anno, si ottiene anche un miglioramento qualitativo della produzione.

Irrigazione

  La coltura deve disporre di un adeguata umidità del terreno per assicurare una crescita regolare ed elevata qualità dei frutti. L'eccessiva umidità del suolo può comportare la produzione di frutti di bassa qualità, la lisciviazione di elementi nutritivi e l'aumento del rischio di marciumi radicali.

E’ importante irrigare nei mesi estivi, in particolare nel periodo di ingrossamento dei frutti. Dove possibile dovrebbe essere preferita l’irrigazione a goccia e/o la fertirrigazione.

Necessità idriche. Con una piovosità 800-1.000 mm annui, l’irrigazione si effettua nelle fasi che vanno da prima della fioritura e in fruttificazione con un apporto irriguo di circa 25-30 mm alla settimana (su due turni).
Si possono utilizzare ali gocciolanti con portate da 2 a 8 litri all’ora e pressioni basse (1-1,5 atm), posizionate sospese lungo il filare o poggiate sul terreno; per terreni in pendenza si consiglia l’utilizzo di ali gocciolanti autocompensanti.

7. Risultati prove
Spazio disponibile ad ospitare le prove e le ricerche di enti ed università.