Notizie Correlate
14 Ottobre 2011
Raccolta delle olive: indici di maturazione
Evoluzione degli indici di maturazione rilevati su alcune cultivar di olive. Dal NOTIZIARIO DI AGRICOLTURA INTEGRATA N. 17 dell’ALSIA e dell’A.A.S.D. Pantanello.
11 Settembre 2011
Fertilizzare l’oliveto
La fertilizzazione dell’oliveto ha oggi come obiettivi di assicurare stabilità al sistema suolo/pianta, di ricostituire le riserve nutritive per conservare la fertilità agronomica del terreno e, finalmente, ...
11 Settembre 2011
Gestione del suolo in olivicoltura
La gestione del suolo ha come obiettivi di ottimizzare lo sfruttamento dell’acqua piovana, di contribuire alla difesa da fenomeni di erosione, di facilitare la realizzazione delle diverse tecniche colturali...
11 Settembre 2011
Analisi del suolo in olivicoltura
L’analisi del suolo ha lo scopo di fornire informazioni sulle capacità nutrizionali intrinseche del suolo nei confronti della pianta.
11 Settembre 2011
Esigenze idriche dell’olivo
L’olivo è molto tollerante alla carenza di acqua nel suolo, e questo spiega perché nel passato sia stato coltivato quasi esclusivamente in asciutto.
11 Settembre 2011
Effetti dell’irrigazione in olivicoltura
La microirrigazione favorisce lo sviluppo di un’abbondante rete di radici assorbenti nel cono di suolo bagnato dai gocciolatori, ma riduce l’espandersi dell’apparato radicale verso l’interfilare o in profondità rispetto a olivi coltivati in asciutto.
08 Settembre 2011
L’irrigazione dell’olivo
Nelle zone mediterranee di diffusione dell’olivo sovente l’acqua rappresenta il fattore limitante per l’ottenimento di produzioni quantitativamente e qualitativamente più elevate.
11 Maggio 2010
La concimazione dell’oliveto
La concimazione dell’oliveto può essere schematizzata in tre
momenti diversi della vita delle piante: concimazione di fondo o d’impianto, concimazione di allevamento e concimazione di produzione.
10 Maggio 2010
Pianificazione della fertilizzazione in olivicoltura
Solo una corretta impostazione del problema può permettere il raggiungimento degli obiettivi desiderati e, al tempo stesso, di realizzare la massima efficienza economica e agronomica dai nutrienti somministrati.
09 Maggio 2010
Olivicoltura: quando irrigare?
L’inizio e la fine della stagione irrigua devono essere stabiliti sulla base di criteri generali, quali la sensibilità delle diverse fasi fenologiche al deficit idrico, le condizioni climatiche del periodo ed indicatori misurabili nel corso della stagione
09 Maggio 2010
OLIVO: vantaggi della Fertirrigazione in Olivicoltura
Come fare corretto uso dell’irrigazione a goccia, sulla base delle analisi del terreno e dell’acqua, per veicolare la nutrizione minerale dell’oliveto.
Alta efficienza di distribuzione e programmazione sono le chiavi tecniche del metodo fertirriguo.
06 Maggio 2010
Potatura ordinaria e straordinaria dell’oliveto
I termini con cui si definiscono queste due tipologie di potatura sono chiari, perché appunto fanno riferimento a due tipologie d’intervento distinte sulla base della frequenza con cui si ripetono.
08 Dicembre 2009
Raccolta meccanica delle olive in campo
Organizzata dall'Associazione Ligure Olivicoltori, una prova pratica sulle moderne tecniche di raccolta meccanica delle olive tramite l’utilizzo di scuotitore installato su miniescavatore.
08 Dicembre 2009
La concimazione fogliare dell' 0livo
È la tecnica che, sfruttando la capacità delle foglie di assorbire rapidamente sia micro, sia macro elementi, consente la distribuzione diretta di fertilizzanti (organici e minerali) alla pianta attraverso la parte epigea.
08 Dicembre 2009
Esigenze nutritive dell'olivo
La fertilizzazione mira a realizzare l'equilibrio tra la crescita vegetativa e una produzione negli anni sempre elevata e costante.
10 Settembre 2011
RIOM: Ricerca ed Innovazione per l'Olivicoltura Meridionale
Convegno scientifico per la divulgazione dei risultati delle ricerche ed il trasferimento delle innovazioni alla filiera olivicola-olearia dei risultati del Progetto “Ricerca ed innovazione per l'Olivicoltura Meridionale”.
08 Settembre 2011
Apparato radicale e assorbimento nell’olivo
Per tutti gli alberi l’assorbimento non è affidato esclusivamente alla radice. La pianta, infatti, è in grado di ricevere nutrienti anche attraverso organi epigei quali: branche, rami e, soprattutto, foglie.
08 Settembre 2011
Assorbimento dell’acqua
Le piante arboree hanno efficienti meccanismi per l’assorbimento e per il movimento endogeno dell’acqua.
08 Settembre 2011
Come riconoscere i sintomi di stress da salinità?
Lo stress da salinità nel terreno si manifesta con ingiallimento parziale o totale della superficie delle foglie, disseccamento della parte distale delle foglie, necrosi delle radici e degli organi del fiore.
08 Settembre 2011
La maturazione delle olive
Il metodo di raccolta, stoccaggio dei frutti insieme al grado di maturazione e allo stato sanitario delle olive, sono i fattori che influenzano maggiormente la qualità organolettica e nutrizionale dell’olio extravergine d'oliva.
08 Settembre 2011
Perché irrigare l’oliveto?
Se l’oliveto per la produzione di olio non veniva irrigato nel passato perché bisogna farlo oggi? Questa domanda, non è così banale come potrebbe sembrare.
24 Giugno 2011
Difesa estiva dell’olivo
Dal Notiziario tecnico N. 2 del Centro Trasferimento Tecnologico della Fondazione Edmund Mach - Istituto Agrario di S. Michele all’Adige.
12 Ottobre 2010
La filiera olivicolo-olearia
Innovazioni tecnologiche per la produzione di oli funzionali di alta gamma ad elevato impatto bionutrizionale e salutistico.
12 Ottobre 2010
L'olio extravergine di oliva.
Una ricerca americana rivela come modifica la funzione dei nostri geni. L’olio extravergine di oliva e la dieta mediterranea combattono le malattia del cuore, modificando la funzione dei nostri geni.
07 Maggio 2010
Olio di oliva: qualità nutrizionali e tutela della salute
L’olio di oliva si ricava da un frutto attraverso tecniche che non modificano troppo la qualità dei nutrienti del prodotto finale. Viene estratto dalle olive con operazioni puramente meccaniche, a freddo o con una temperatura non superiore a 40 gradi.
07 Maggio 2010
La raccolta meccanica in olivicoltura
Si parla di raccolta meccanica in relazione all’impiego di moduli (macchine motrici ed operatrici) in cui l’operatore svolge la sola azione di comando e controllo.
08 Dicembre 2009
Olive Breeding
Fabbri A., Lambardi M., Ozden-Tokatli Y., 2009. Una review dettagliata ed aggiornata sul migliorameno varietale e sulla propagazione dell'olivo.
(Pagg. 423-465).
08 Dicembre 2009
Olive Propagation Manual
Questo pratico manuale in lingua Inglese rappresenta un'autorevole guida alla propagazione dell'Olivo.
08 Dicembre 2009
L'irrigazione dell'olivo
L'irrigazione consente alla pianta un rapido sviluppo vegetativo durante la fase di allevamento, anticipa l'entrata in produzione, aumenta la produzione, elimina l'alternanza di produzione.
1. Cenni botanici:
Nome scientifico: Olea europaea L. Famiglia: Oleaceae Paese d’origine: Area mediterranea/Medio Oriente
2. Dati Statistici E’ l’albero da frutto oggi più diffuso nel mondo; si dice abbia più di 3.000 anni di storia. Oltre il 90% della produzione mondiale d’olio d’oliva proviene dal bacino del mediterraneo, oltre il 65% da Italia e Spagna. L'Italia occupa il secondo posto fra i produttori d'olio, preceduta dalla Spagna, con circa 1.200.000 ettari (80% dei quali concentrati nel centro-sud) con una produzione d’olio d’oliva che si aggira mediamente sulle 500 milioni di Kg annui. Una parte modesta della produzione viene consumata come olive da mensa (circa 1,5-1,7% della produzione totale). E’ coltivata principalmente nelle seguenti regioni: Fonti ISTAT 2002
| Regione | Olivo (ha) | | Puglia | 372.000 | | Calabria | 186.000 | | Sicilia | 157.000 | | Toscana | 106.000 | | Lazio | 87.000 | | Campania | 73.000 | | Abbruzzo | 44.000 | | Sardegna | 36.000 |
3. Generalità L’Olivo è una pianta molto rustica che resiste bene alle elevate temperature, agli stress idrici, alla salinità, meno al freddo e ai terreni argillosi. I fiori sono delle infiorescenze a grappolo dette mignole, ermafroditi. La fioritura si manifesta sui rami di un anno. Il frutto è una drupa di forma ovoidale. Gli stadi fenologici dell’olivo sono i seguenti: 1. Allegagione. 2. Accrescimento del frutto. 3. Indurimento del nocciolo. 4. Invaiatura. 5. Maturazione. Nella nuova olivicoltura bisogna fare più attenzione alle cure colturali, e si deve tener conto delle novità tecniche nella fertilizzazione e nell’irrigazione, e delle rese che stanno crescendo notevolmente, almeno nelle aree dove il rinnovamento è più intenso. Fra i fattori climatici che influenzano la coltivazione dell’olivo, la temperatura è forse quella più limitante, (teme gli abbassamenti di temperatura eccessivi e duraturi). Rifugge in particolare i ritorni di freddo. La resistenza alla siccità e notevole; la pianta cresce bene con meno di 400 mm annui di precipitazioni, ma nei nuovi impianti specializzati la predisposizione di impianti d’irrigazione a goccia sono la norma. L’olivo rifugge i terreni sabbiosi e quelli eccessivamente argillosi, (purché siano ben drenati). L’olivo è una specie assai rustica, in grado di crescere e prosperare anche in ambienti ostili e su terreni poveri. L'alternanza di produzione è un aspetto da tenere in considerazione perché i suoi effetti si ripercuotono sia sulla redditività della coltura che sulla qualità del prodotto finito (sia olive da olio che da tavola). Le cause possono essere un mix di condizioni climatiche, attacchi parassitari, potatura, concimazioni errate, ritardo nella raccolta dei frutti e non meno importante la predisposizione delle cultivar stesse. Per ovviare si deve operare con i seguenti accorgimenti: a) regolare la produzione sulla pianta con interventi di potatura; b) anticipare il più possibile l'epoca di raccolta. c) irrigazioni e concimazioni razionali durante tutto l'anno; d) eseguire la lotta antiparassitaria, soprattutto contro la mosca dell'olivo; 4. Asporti e fabbisogno di nutrienti I livelli di produzione sono molto vari secondo le differenti aree di coltivazione, le cultivar ecc.. I valori produttivi per ettaro variano da 2 a 4 tonn, ma in oliveti specializzati si arriva anche a 6-8-10 tonn. Fonti bibliografiche riportano asportazioni per tonn di produzione pari a 9 kg di N, a 2 kg di P2O5, e a 10 kg di K2O, (Pansiot e Rebour, 1960). Le indicazioni qui riportate sono da considerarsi assolutamente generali e da valutarsi caso per caso. Tabella 1: asporti di nutrienti
| Asporti medi: valori espressi da diversi autori. Unità di misura Kg/ha | | Autore | Prod. (t/ha) | N | P2O5 | K2O | CaO | MgO | | Di Marco, 1981 | 20 | 30-40 | 10-20 | 50-80 | / | / | | Valli & Schiavi | 20-30 | 40-80 | 15-30 | 60-100 | / | / | | AA.VV | 30 | 50-90 | 20-30 | 80-120 | / | / |
5. Ruolo e apporto dei nutrienti Azoto L’azoto ha un ruolo fondamentale nella coltivazione dell’olivo esso, favorisce l’allegagione, riduce la cascola, incrementa lo sviluppo vegetativo (e quindi la formazione di nuovi rametti anche negli anni di carica), determina una buona pezzatura delle drupe e di conseguenza un’elevata resa in olio. Le massime esigenze d’azoto si manifestano durante le fasi di formazione dei fiori, di allegagione e di sviluppo dei frutti, che coincidono anche con la ripresa dell’attività vegetativa. Fosforo In merito al fosforo va rilevato che raramente l’olivo mostra cerenze per quest’elemento e che non si manifestano risposte appariscenti a concimazioni fosfatiche. Un’adeguata disponibilità di fosforo insieme con azoto, potassio e zolfo sono la garanzia per l’accumulo di sostanze di riserva e la formazione e lo sviluppo delle gemme. Potassio Gli apporti di potassio devono essere calibrati in base alla presenza di questo elemento nel terreno: olivi coltivati su terreni che ne sono ben provvisti non ottengono beneficio da ulteriori aggiunte. Una buona disponibilità del potassio insieme con lo zolfo sono la garanzia di una buona resa in olio perché essi entrano direttamente nel metabolismo dei grassi. Pertanto bisogna orientarsi verso fertilizzanti a base di solfati ed evitare i cloruri. Zolfo Per quanto riguarda lo zolfo, spesso è stato sottovalutato come elemento nelle concimazioni, ma è dimostrato che quest’elemento è fondamentale per un equilibrato sviluppo della pianta, favorendo in particolare la formazione e l’aroma dell’olio. Magnesio La buona dotazione di potassio dei terreni, potrebbe però interferire con l’assorbimento del magnesio, che pur essendo presente spesso in discrete quantità risulterebbe scarsamente disponibile per le piante, in seguito ai bassi valori del rapporto magnesio/potassio. In questi casi sarebbe, pertanto, da prendere in considerazione l’applicazione di concimi a base di magnesio. Calcio E’ bene ricordare che l’olivo è una specie esigente in calcio, perciò nei terreni poveri di calcio si consigliano fertilizzanti contenenti calcio. Durante le prime fasi di sviluppo dei frutti è importante favorire l’assorbimento di questo elemento stando attenti, ad esempio, a limitare la presenza di ioni quali Mg, K e NH4, che competono con il suo assorbimento radicale. (Scudellari et al. 1995). Boro La carenza di boro può essere causa di fisiopatie quali, ad esempio, la Leptonecrosi. Questa alterazione è dovuta ad una boro carenza del terreno. È molto diffusa in Italia nei terreni deficienti in boro. È importante precisare che il boro agisce sulla fecondazione e la conseguente allegagione. Pertanto nei casi di carenza si possono avere delle incidenze negative di produzione. Salvo nei casi sporadici come i terreni del lago di Garda, il boro si trova ben presente nel terreno, però a causa degli antagonismi con calcio, magnesio e fosforo risulta essere bloccato e scarsamente assimilabile dalla pianta. Dove esista comprovata carenza o immobilizzazione, è bene restituire boro al terreno o effettuare delle somministrazioni fogliari con Boro solubile. I microelementi vanno considerati con attenzione, ricorrendo alla diagnostica fogliare per valutarne la necessità di apporti durante la fase produttiva. Tabella 2: apporti di nutrienti
| Apporti medi: valori espressi da diversi autori. Unità di misura Kg/ha | | Autori | Prod. (t/ha) | N | P2O5 | K2O | CaO | MgO | | Lombardo | 20-30 | 80-100 | 40-60 | 100-120 | / | / | | Arvan | 3 | 130 | 80 | 160 | / | / | | AA.VV | 4 | 80-160 | 40-80 | 120-200 | / | / |
I dati riportati in tabella sono da considerarsi generali e da valutarsi caso per caso. 6. Tecnica di coltivazione Senza considerare le altre operazioni colturali, soffermiamoci di più su irrigazione e concimazione e su come loro si rapportano con altre tecniche. Concimazione E’ difficile formulare precisi piani di concimazione poiché le esigenze variano sensibilmente in funzione dell’ambiente, della produttività, ecc.. Si raccomanda sempre la somministrazione di sostanza organica in pre-impianto unitamente a fosforo e potassio, questi ultimi vanno in seguito somministrati sulla base della disponibilità del terreno, rilevabile attraverso l’analisi, e delle asportazioni conseguenti alla produzione. L’azoto, nei giovani impianti va localizzato vicino alle piantine a dosi crescenti negli anni, meglio se ripartite in più interventi, fino a raggiungere 40-60 Kg di N/ha verso il quarto-quinto anno, dopodiché la distribuzione potrà avvenire sull’intera superficie e raggiungere i 120-160 Kg di N/ha e per anno. Quando si pratica la fertirrigazione è necessario ridurre del 15-30% le quote di azoto. Se nei periodi più critici della produzione (allegagione, indurimento del nocciolo) cioè da giugno ad agosto, la normale concimazione primaverile risultasse insufficiente, si potrebbe fare ricorso anche alla concimazione fogliare con urea o NPK specifici, da adeguarsi ai normali trattamenti antiparassitari. L' irrigazione è importante soprattutto nei primi anni d'impianto e nel periodo estivo. Se la pianta andasse in carenza idrica si incorrerebbe in una ridotta dimensione dei frutti con poca polpa rispetto all'intero frutto che darebbe meno olio. La pratica irrigua è indispensabile nella coltura intensiva in quanto può assicurare un accrescimento ottimale durante la fase vegetativo-produttiva. I turni irrigui ed i volumi d’acqua per intervento variano sensibilmente oltre che in rapporto all’andamento stagionale anche in base alla natura del terreno e alla sua disponibilità idrica. In linea di massima, per gli impianti intensivi si può valutare che, negli ambienti meridionali, il fabbisogno idrico è di 500-1.000 m 3/ha durante i primi 2-3 anni d’impianto e in seguito crescere fino a 3.000-3.500 m 3/ha quando la pianta entra in produzione. L’olivo è una pianta che ha poca esigenza d’acqua, ma carenze idriche prolungate possono provocare gravi danni alle piante di olivo come cascola e bassa produzione. Un razionale apporto idrico presenta molti vantaggi fra cui: a) nei giovani impianti accelera la formazione della pianta, che entra prima in produzione; b) aumento della produzione (fino anche al 20-40%); c) costanza produttiva negli anni, ostacolando l’alternanza di produzione; d) possibilità di effettuare la fertirrigazione per apportare anche i fertilizzanti in modo più frazionato e localizzato. I metodi irrigui consigliati sono quelli a microportata, spruzzo e goccia, con funzionamento continuo da aprile a settembre, in turni di varia lunghezza, 2-3 giorni o anche giornalieri. 7. Risultati prove Spazio disponibile ad ospitare le prove e le ricerche di enti ed università.
|