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Fiore reciso

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Rosa rossa

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La concimazione
  Lo stato nutrizionale del suolo è la prima necessità da considerare attraverso l’analisi chimico-fisica del terreno. Occorre studiare la sua fertilità attuale e quella potenziale, per programmare sia la concimazione di fondo, che  quelle ordinarie in copertura ed in fertirrigazione.
I concetti base che devono ispirare questa procedura sono essenzialmente le eventuali correzioni delle carenze e/o degli eccessi del terreno.
    Bisogna guardare il pH, il quale deve avere un valore che varia tra 6,5-7; controllare per tutta la durata del ciclo la EC, che come dato di riferimento deve essere compresa tra i valori di 1.5-2 mS/cm sull’estratto saturo. Il controllo durante la vita della coltura è necessario in quanto può verificare un accumulo salino legato ad una errata scelta delle concimazioni ordinarie.
La dotazione di sostanza organica non dovrebbe essere inferiore al 2,5-3%, al fine di garantire al terreno una adeguata protezione ad eventuali sbalzi di pH, (potere tampone della S.O.), un elevato potere di adsorbimento degli elementi nutritivi, e la capacità di ritenzione idrica. 
    I parametri fisici da controllare sono: la tessitura, il drenaggio che devono favorire un facile sgrondo delle acque, evitando malattie basali e eventuali asfissie radicali provocate da lunghi periodi permanenza di condizioni asfittiche. Lo sgrondo delle acque può essere favorito da sistemazioni idraulico-agrarie del terreno, apporto di ghiaia e sabbia in grandi quantità o con la messa in opera di tubazioni di drenaggio nel sottosuolo.
Correzione del pH nel terreno 
    La rosa e una specie floricola che cresce ad un pH compreso tra 4,5 e 7, con valori ottimali compresi tra 5,5 e 6,5. Nel caso di valori di pH anomali, la quantità di correttivo da impiegare per modificare il pH variano in funzione della natura del substrato e segnatamente della sua capacità di scambio. 
    Nei terreni che hanno un pH eccessivamente elevato, per abbassarlo si possono impiegare, zolfo finemente granulato o solfato ferroso. La correzione va effettuata preferibilmente d’estate, incorporando i correttivi nel substrato mantenuto sempre sufficientemente umido. Si può coltivare con il pH elevato, riducendo gli effetti negativi sulle coltivazioni, utilizzano concimi fisiologicamente acidi e portainnesti della rosa adatti. Per elevare il pH si utilizza calcare in polvere o calce dolomitica.
Concimazioni di fondo 
    La concimazione di fondo o di base, in passato aveva maggiore importanza rispetto ad ora grazie alla ormai larga diffusione della fertirrigazione. Essa si effettua somministrando letame e/o fertilizzanti fosfo-potassici.
Lo scopo della concimazione di fondo è quello di fornire i nutrienti necessari alla coltura ed eventualmente di controllare la reazione tendenzialmente alcalina del terreno con l’impiego di concimi fisiologicamente acidi.
La concimazione di copertura o di allevamento 
    Il sistema di concimazione più diffuso consiste nella fertirrigazione durante il periodo produttivo e l’eventuale apporto di ammendanti o di sostanza organica durante il periodo di riposo.
La fertirrigazione ha il vantaggio di consentire la disponibilità continua dei nutrienti per la nutrizione della pianta in forma altamente disponibile e facilmente assimilabile da parte della coltura.
La fertirrigazione permette interventi immediati ed efficaci in caso di squilibri nutritivi modificando i rapporti di concentrazione o la frequenza delle concimazioni stesse, utilizzando gli stessi principi del fuori suolo.
Nella fertirrigazione le quantità da apportare dovranno avere come punto di riferimento le asportazioni delle piante. 
    Gli apporti fertirrigui avranno un turo di 1-3 volte al mese durante il periodo di riposo autunno-invernale.
La soluzione nutritiva avrà dei rapporti di concentrazione tra i macroelementi che variano in funzione della situazione pedoclimatica e dalla fase fenologica della pianta. Per favorire la levata dello stelo fiorale e la ripresa produttiva dopo la raccolta la soluzione nutritiva viene concentrata, con un aumento degli apporti, quali azoto e potassio per favorire la formazione del germoglio e del fiore.
Durante il periodo primaverile, il rapporto N-P-K (azoto fosforo e potassio), è di 1:0.4:1; durante l’estate è di 1:0.3:0.8. 
    Si possono utilizzare sia fertilizzanti semplici che complessi NPK, ma normalmente sono utilizzati i primi perché più economici.
La concentrazione della soluzione nutritiva per una normale fertirrigazione è di 1,2-1.5 gr/lt nel periodo invernale e di1,5-1,7 gr/lt nel periodo primaverile-estivo (valori che corrispondono a conducibilità elettriche comprese tra 1.6 e 3.2 mS/cm in funzione della concentrazione di sali presenti nell’acqua di irrigazione). 
    Le piante di rosa oltre ad utilizzare i macroelementi N-P-K, per le loro funzioni metaboliche utilizzano anche altri elementi, denominati microelementi, perché vengono assorbiti in piccole dosi: Tra questi troviamo il ferro, il boro, il manganese, il rame, il molibdeno e lo zinco. Importante distribuire il ferro come chelato per un miglior assorbimento. 
    Si fa ricorso alla concimazione fogliare, solo in caso di necessità, allo scopo di risolvere eventuali carenze e di assicurare quantità bilanciate di elementi. Un uso corretto della fertirrigazione necessita che vengano rispettate alcune condizioni che riguardano la concentrazione della soluzione nutritiva ed i rapporti tra gli elementi della soluzione.
La concentrazione deve essere tale da evitare stress osmotici all’apparato radicale; in pratica non dovrà mai essere superato il valore di 2-2,5 gr/lt. E’ possibile arrivare a tali livelli solo se si desidera elevare il livello di EC (conducibilità elettrica) del terreno. 


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