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Floricole

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ARCHIVIO SCHEDE COLTURALI PER COLTURE FLORICOLE

Scotts pubblica una serie di schede colturali per le principali colture floricole. In archivio sono disponibili altre due schede di: Bouganvillea, Gardenia.

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Rosa rossa

Le coltivazioni floricole in Italia
      Il settore delle colture floricole in Italia ha una struttura produttiva molto articolata, infatti, vi troviamo rappresentati svariati segmenti produttivi, dove ciascuno ha un consistente significato economico.
I dati Istat, del 1990 hanno rilevato 21.900 aziende floricole, su una superficie di circa 13.000 ha, con un incremento rispetto al 1982 del 17% sul numero delle aziende e del 39% sulla superficie coltivata. 
È interessante rilevare l’incremento delle colture protette. L’incremento dal 1990 è stato pari al 34%. 
    Particolare importanza rivestono le coltivazioni dei garofani, delle rose, dei crisantemi e dei gladioli che globalmente occupano il 47% della superficie complessiva. L’offerta del fiore reciso è concentrata in Liguria, Puglia, Sicilia, Toscana.
La produzione delle piante in vaso è in aumento, il 70% circa è concentrata nelle regioni settentrionali, esse richiedono investimenti più elevati ma garantiscono un valore aggiunto unitario maggiore.
I principali produttori di fogliame ornamentale sono la Liguria, la Toscana e la Puglia. 
    L’Italia fino a pochi anni fa risultava il principale paese produttore ed esportatore in Europa di fogliame reciso, ma tale produzione è in crescita sia in altri paesi europei che in altri paesi extra europei.
Per quanto concerne il commercio con l’estero, è da evidenziare come la bilancia commerciale florovivaistica sia migliorata notevolmente a partire dall’inizio degli anni ’90, ma solo nel 1995 il saldo in valore è risultato attivo.
Generalità sulla coltivazione floricole, irrigazione e nutrizione 
    Le colture floricole ed ornamentali, sia coltivate in serra che all’aria aperta, sono contraddistinte da un rapido accrescimento, percui richiedono un continuo apporto sia irriguo che di elementi nutritivi. 
    Nelle colture in serra ed in vaso l’irrigazione è essenziale, per le colture in pieno campo invece, l’irrigazione spesso è meno importante e costituisce di solito un intervento di soccorso nei periodi siccitosi. 
    La quantità d’acqua distribuita alle colture floro-vivaistiche spesso risulta superiore alle effettive necessità delle piante e questo surplus comporta uno spreco di acqua e un inquinamento dei corsi d’acqua, soprattutto quelli superficiali, da parte dei fitofarmaci e dei fertilizzanti veicolati con le acque di drenaggio.
In generale, nel settore florovivaistico l’efficienza d’uso dell’acqua è spesso poco soddisfacente a causa dell’impiego di impianti irrigui obsoleti e/o mal dimensionati e gestiti. 
    Diversi fattori, in ogni modo, spingeranno sempre di più i florovivaisti a razionalizzare l’utilizzo dell’acqua e con essa l’uso dei fertilizzanti.
La disponibilità dell’acqua per usi irrigui, infatti, sta diminuendo rapidamente per due cause principali: l’irregolarità delle precipitazioni atmosferiche e la competizione per l’utilizzo dell’acqua da parte di altri settori (ad esempio, urbano e turistico).
Non dobbiamo dimenticare inoltre le politiche ambientali a livello comunitario, che vedono nella gestione razionale degli utilizzi idrici una necessità per un uso sostenibile delle risorse idriche. 
    L’impiego di tecnologie in grado di razionalizzare l’irrigazione e la fertilizzazione, vedi “Fertirrigazione”, sarà legato non tanto, ad una crescita della sensibilità “ambientalista” degli agricoltori, quanto a considerazioni prettamente tecnico-economiche.
Molte aziende, quelle all’avanguardia, già impiegano tecniche e tecnologie in grado di aumentare l’efficienza dell’irrigazione e della fertilizzazione. 
    Il problema è il trasferimento di queste tecnologie nelle aziende più piccole con minori conoscenze tecniche e disponibilità economiche.
In seguito riporteremo i criteri base con i quali potrà essere definito un piano di fertirrigazione razionale.


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