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Ravanello

1. Cenni botanici

Nome scientifico: Raphanus sativus L. var. radicula Pers.
Famiglia: Cruciferae
Paese d’origine: Europa/Asia(Cina e Giappone)

2. Dati Statistici
La coltivazione del ravanello in Italia ha un’estensione totale di circa 1.000 ettari. Di questi circa 740 ettari sono coltivati in pieno campo, e circa 270 ettari come coltura protetta.

E’ coltivato principalmente nelle seguenti regioni: Fonti ISTAT 2002

Regione Pieno campo (ha) Regione Serra (ha)
Lazio 155 Lazio 150
Sardegna 90 Lombardia 43
E. Romagna 35 E. Romagna 24
Toscana 27 Campania 20
Veneto 22 Veneto 14

3. Generalità 
    Il ravanello è una coltura a ciclo vegetativo corto, e ogni fattore che ritarda la sua vegetazione comporta una diminuzione della qualità gustativa del prodotto.
Preferisce dei terreni leggeri, ben drenati, freschi, ricchi di sostanza organica ben unificata.
Il ravanello tollera bene i terreni con pH relativamente basso (fino a 5,5), ma il valore ottimo si attesta attorno 6,0-7,0. 
    E’ una coltura, tra le orticole, la più esigente in boro, ed è molto sensibile a questa carenza, al contrario è abbastanza tollerante alle carenze di magnesio.

4. Asporti e fabbisogno di nutrienti
 
    Le esigenze nutritive non sono molto elevate, ma risulta sensibile alle elevate salinità.
Lo zolfo è molto importante per ottenere una buona qualità del prodotto. Secondo Anstett, il ravanello asporta circa 10 Kg/ha di zolfo.
La produzione può variare molto a secondo il tipo di coltura e di varietà: si va da 10-20 t/ha per i ravanelli tondi a 40-60 t/ha per i ravanelli lunghi.

Tabella degli asporti di nutrienti

Asporti medi: valori espressi da diversi autori. Unità di misura Kg/ha

Autore Prod. (t/ha) N P2O5 K2O CaO MgO
Anstett 17 50 23 90 45 4
Tesi 20 60 20 60 / /
Gorini 10-20 35-70 7-14 40-80 8-16 /
AA.VV 40-60 120-180 30-50 160-240 30-45 /

5. Ruolo e apporto dei nutrienti 
    Il ravanello avendo un ritmo di crescita molto veloce ha bisogno di trovare gli elementi nutritivi prontamente disponibili.
Un eccesso d’azoto favorisce lo sviluppo delle foglie a discapito della produzione, vista come dimensione e qualità della radice o bulbo, il quale risulta più povero di vitamina C e di tiocianati.

Tabella degli apporti di nutrienti

Apporti medi: valori espressi da diversi autori. Unità di misura Kg/ha

Autori Prod. (t/ha) N P2O5 K2O CaO MgO
Anstett 20 60-100 50 80-100 / /
Tesi 20-30 100 80-100 100-140 / /
Gorini 20 80-100 60-80 80-100 / /
Arvan 25 30 80 80 / /

Per la coltivazione in serra, nel periodo autunnale, è bene ridurre o evitare gli apporti azotati per limitare uno sviluppo fogliare eccessivo.

6. Tecnica di coltivazione 
    Dato il breve ciclo colturale, la concimazione di base è sufficiente per la coltura; solo nei periodi a lenta crescita o con terreni molto sabbiosi, si interviene con concimazioni azotate in copertura.

    E’ da tenere presente che il ravanello accumula molto facilmente i nitrati per cui raggiunge facilmente le soglie limite.
Irrigazione: le esigenze idriche sono molto elevate; il ravanello non tollera squilibri idrici durante la fase di ingrossamento della radice.     
     Gli stress idrici, durante l’espansione della radice, inibiscono la divisione cellulare con ispessimenti legnosi e quindi con notevoli peggioramenti qualitativi.

7. Risultati prove: 
Spazio disponibile ad ospitare le prove e le ricerche di enti ed università.


La produzione di ravanelli con moderne tecniche di coltivazione fuori suolo.
Dipartimento di Agronomia, Selvicoltura e Gestione del territorio – Gruppo di ricerca in Orticoltura e colture officinali - Università di Torino. 
    I risultati hanno dimostrato che è possibile coltivare il ravanello in coltura fuori suolo, soprattutto utilizzando il floating system ; sono tuttavia necessari ulteriori studi per valutare quali siano le migliori tecniche colturali per ottenere una buona produzione commerciabile di qualità elevata idonea alla conservazione come prodotto in IV gamma. Scarica documento PDF (240kb) clicca QUI.


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