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Melanzana

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Sono state avviate, nel giugno 2007, due prove in pieno campo, di cui una presso l’azienda sperimentale del CRA-Centro per l’Orticoltura a Battipaglia e un’altra presso l’azienda sperimentale del CRA-Unità per le Colture Alternative al Tabacco a Scafati.



1)   Cenni botanici
Nome scientifico: Solanum melongena L.
Famiglia: Solanaceae
Paese d’origine: Asia tropicale (Indonesia, India, Cina)

2)   Dati Statistici

In Italia, la coltivazione della melanzana ha un’estensione di circa 8.500 ettari in pieno campo, e di circa 1.400 ettari in serra.

E’ coltivata principalmente nelle seguenti regioni:

RegionePieno campo (ha)RegioneSerra (ha)
Campania2.000Sicilia1.000
Sicilia1.400Campania130
Calabria1.100Veneto60
Puglia1.100E. Romagna50
Lazio1.000Lazio24
Sardegna400Sardegna22

Fonti ISTAT 2000

3)   Generalità
La melanzana è caratterizzata da un lungo ciclo produttivo, un apparato radicale molto sviluppato e profondo. Si adatta bene a condizioni di temporanea siccità, ma sono in ogni caso preferibili terreni freschi e ben drenati. Il pH ottimale del terreno si trova tra pH 5,6-7,5.
La melanzana è una specie sensibile alle carenze in magnesio e si può dire che abbia la stessa sensibilità alle carenze in microelementi che ha il pomodoro.
Per la concimazione dobbiamo sapere che la melanzana può essere coltivata sia in pieno campo sia in coltura protetta, e che può essere innestata sul pomodoro. Questi fattori vanno tenuti in considerazione, perché essi possono modificare gli asporti in elementi nutritivi sia per la coltura condotta sul terreno che su substrato in fuori suolo.

4)   Asporti e fabbisogno di nutrienti
Gli asporti degli elementi nutritivi sono di scarsa entità fino all’ingrossamento dei primi frutti, per poi aumentare durante tutto il periodo del raccolto.

Tabella 1 degli asporti di nutrienti

Asporti di nutrienti in pieno campo
Asporti medi: valori espressi da diversi autori. Unità di misura Kg/ha
AutoreProd. (t/ha)NP2O5K2OCaOMgO
AA.VV30-60240-36060-120300-420//
Cornillon6549011047023055
Graifenberg603706048045084
Asporti di nutrienti in coltura protetta
AA.VV100400-600150-200400-700

5)   Ruolo e apporto dei nutrienti
Azoto
Per la melanzana in coltura protetta, bisogna evitare di avere una partenza della coltura con un eccesso di vegetazione. Percui occorre evitare gli eccessi d’azoto specialmente quando la melanzana è innestata sul pomodoro, perché può provocare scarsa fioritura e scarsa allegagione dei frutti.
Secondo alcuni studi sulle melanzane in pieno campo, la formazione e la qualità dei frutti è minore con una concimazione azotata troppo elevata.
Bisogna evitare gli eccessi di azoto soprattutto tra il trapianto e la maturazione dei primi frutti, frazionare l’azoto durante il ciclo colturale e mantenere uno stretto equilibrio con la dotazione di fosforo e potassio.
In coltura forzata in serra, l’azoto apportato è essenzialmente in forma nitrica soprattutto se si effettua la concimazione carbonica con CO2.
Fosforo
Secondo diversi autori, il fosforo favorisce la fioritura e l’allegagione dei frutti.
Potassio
Secondo diversi autori, il potassio favorirebbe la maturazione. Si consiglia un apporto di potassio, possibilmente frazionato e, specialmente nei terreni sabbiosi.
Magnesio
La melanzana è sensibile alle carenze in questo elemento.

Tabella 2 degli apporti di nutrienti

Apporti medi: valori espressi da diversi autori. Unità di misura Kg/ha
AutoriProd. (t/ha)NP2O5K2O
Tesi30200-250150200-250
Arvan3517080240
Cornillon30-50150-180100-150180-250
AA.VV30-60230-280150-200250-300

Nelle coltivazioni in serra sono necessarie concimazioni molto più elevate. Nel caso di colture primaverili in serra che si prolungano fino in autunno, le rese possono superare le 100 t/ha, in questo caso gli apporti di azoto e di potassio possono superare le 600-800 unità/ha.

6)   Tecnica di coltivazione
Coltura in pieno campo: (Le indicazioni riportate di seguito si considerano per un terreno normalmente dotato).
L’apporto di sostanza organica è sempre utile sia per la coltivazione in pieno campo che in serra.
L’azoto è l’elemento da trattare con maggiore attenzione, in particolare per gli eccessi. Il potassio è ritenuto un elemento valido per i benefici generali sullo sviluppo della pianta e dei frutti. Il fosforo è un elemento che influisce positivamente sulla precocità e contemporaneità di maturazione.
Riguardo alla quantità degli elementi nutritivi da apportare, facendo riferimento alla quantità asportata, occorre sottolineare, che le quantità sono variabili in funzione della lunghezza del ciclo della coltura e quindi del periodo d’impianto. Il periodo di coltivazione e quindi di concimazione può variare a seconda della data di trapianto:
- Estiva corta: fine agosto, primi di settembre, fino a febbraio-marzo.
- Invernale corta: gennaio-febbraio, fino a giugno-luglio.
- Intermedia: da novembre a maggio-giugno.
- Lunga: da ottobre-novembre a luglio-agosto.
Coltura in ambiente protetto: (Le indicazioni riportate di seguito si considerano per un terreno normalmente dotato).
Oltre alle considerazioni gia fatte per la coltivazione in pieno campo, per la coltivazione in serra fredda, la pianta che viene coltivata in un ciclo lungo, va in riposo vegetativo nei mesi freddi, per poi rivegetare e riprendere la produzione quando le temperature si riportano su valori ottimali.
In Sicilia, nelle migliori condizioni di clima, a coltura forzata si fa in serra o in tunnel freddi. Il trapianto si fa a novembre per avere un primo raccolto tra la fine di gennaio ed i primi di febbraio. Qualora si renda necessario, si può ricorrere al riscaldamento di soccorso per mantenere la temperatura nei limiti compresi tra i 15 °C di minima ed i 22°C di temperatura ottimale.
In zone continentali a clima mite, si ritarda il trapianto a gennaio-febbraio, in serra fredda ma dotati di impianto di riscaldamento di soccorso. La raccolta può iniziare ad aprile.
E’ buona norma applicare i fertilizzanti con la fertirrigazione, con turni frequenti, sottoforma di soluzione nutritiva alla concentrazione dell’1,5-2 per mille.
In fuori suolo, su lana di roccia o substrato inerte, si utilizza una soluzione nutritiva del tipo Coic-Leisant. E’ necessario considerare un aumento in magnesio nella soluzione nutritiva apportata. (vedi fuori suolo).
L’irrigazione è uno degli strumenti essenziali per ottenere una produzione abbondante e di buona qualità. La melanzana è una pianta con elevate esigenze idriche, in particolare durante la fase d’ingrossamento dei frutti. In una situazione di stress idrico i frutti non raggiungono la grandezza normale, assumono un sapore piccante od amaro e una polpa stopposa.
I fabbisogni idrici variano in rapporto al ciclo ed alle regioni di coltivazione, raggiungendo in media i valori di 8.000-9.000 mc/ha di acqua. La melanzana tollera abbastanza bene la salinità, si possono utilizzare acque con un modesto contenuto salino.
Da alcune prove d’irrigazione i migliori risultati come numero e peso dei frutti è stato ottenuto con 5 irrigazioni la settimana.
Da prove effettuate su substrato di coltivazione in pien’aria, è stata studiata l’influenza di tre diversi livelli di fertirrigazione. La tesi fertirrigata con maggiori apporti sia d’acqua sia di fertilizzante ha dato i migliori risultati sia come precocità sia come resa finale, ma non ha avuto un’azione sul peso medio dei frutti.

7)   Risultati prove
Spazio disponibile ad ospitare le prove e le ricerche di enti ed università.


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