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Home page > Colture > Orticole > Fagiolini Fagiolini
1) Cenni botanici
Nome scientifico: Fhaseolus vulgaris L. Famiglia: Leguminosae Paese d’origine: America centrale e meridionale
2) Dati Statistici Da un punto di vista orticolo, le cultivar di fagiolino vengono distinte in base all’utilizzazione, in “mangiatutto” o da “sgranare” e poi vengono distinte in “nane” o “rampicanti”. In Italia, la coltivazione totale del fagiolo e del fagiolino ha un’estensione di circa 22.500 ettari in pieno campo, e di circa 650 ettari in serra solo per il fagiolino mangiatutto. E’ coltivato principalmente nelle seguenti regioni: Fonti ISTAT 2003
| Regione | Pieno campo (ha) | Regione | Serra (ha) | | Campania | 5.500 | Campania | 190 | | E. Romagna | 3.700 | Sicilia | 170 | | Marche | 2.500 | Lazio | 75 | | Piemonte | 2.100 | Veneto | 70 | | Veneto | 1.700 | Calabria | 30 | | Lazio | 760 | E. Romagna | 20 | 3) Generalità Il fagiolino mangiatutto e quello da sgranare hanno delle esigenze simili e sono trattati in un’unica scheda. Il fagiolo ha la facoltà, come per tutte le leguminose, di fissare l’azoto atmosferico grazie all’azione di alcuni batteri che formano delle piccole escrescenze o noduli sulle radici. La concimazione azotata tiene conto di questa caratteristica particolare legata a questa specie. Il fagiolo è sensibile ad una serie di fattori: 1) A tutte le carenze nutritive e/o idriche nel momento della fioritura. 2) Al pH basso; il valore ottimale si trova tra pH 6,2 e 7,4. 3) All’eccesso di boro ed al cloruro di sodio. 4) Alla salinità, che riduce le rese in modo apprezzabile. 5) Alle carenze in rame, in molibdeno, ed in manganese. E’ molto sensibile alle carenze in zinco. Queste sensibilità alle diverse carenze, secondo certi autori, ci fa capire perché i fagioli reagiscono bene alla concimazione organica.
4) Asporti e fabbisogno di nutrienti Il fagiolo è una coltura che si adatta bene anche a terreni a bassa fertilità, ma la brevità del ciclo, e quindi la velocità degli assorbimenti, rendono necessaria la presenza di adeguate dotazioni di elementi nutritivi nel terreno. In tabella 1 sono riportate le asportazioni suddivise per le differenti produzioni di materia verde. Tabella 1 degli asporti di nutrienti
| Asporti medi: valori espressi da diversi autori. Unità di misura Kg/ha | | Fagiolino rampicante in pieno campo | | Autori | Prod. (t/ha) | N | P2O5 | K2O | CaO | | AA.VV | 25 | 125-175 | 35-60 | 100-150 | / | | Fagiolino nano in pieno campo | | Anstett | 8 | 150 | 50 | 200 | 130 | | Magnifico | 10 | 190 | 40 | 90 | / | | Fagiolo fresco in pieno campo | | AA.VV | 9 | 120-160 | 35-55 | 150-200 | / | | Fagiolino rampicante in serra | | AA.VV | 30-40 | 200-240 | 40-70 | 200-240 | / | In un ordinamento colturale prevalentemente orticolo, le foglie e le radici restano sul terreno e vengono interrate con le successive lavorazioni. In tal caso gli asporti devono considerare solo i valori della produzione di baccelli.
5) Ruolo e apporto dei nutrienti Azoto Per le leguminose, si può considerare la concimazione azotata come qualcosa in più, di sostegno o di compensazione a cattive condizioni climatiche. Si consiglia in generale degli apporti azotati modesti. Alcuni autori segnalano che la concimazione con un rapporto N/K elevato, in pratica troppo azoto in rapporto al potassio, favorisce la ruggine del fagiolo. E’ conveniente lavorare con un rapporto di una parte d’azoto per tre parti di potassio. L’eccesso d’azoto favorisce anche la colatura dei fiori e la botrytis. Si utilizzano le forme azotate prontamente disponibili. Gli apporti d’azoto sono necessari all’inizio della vegetazione (assenza d’attività azoto-fissatrice), e in periodo freddo (assenza di nitrificazione) per permettere alle piante di partire rapidamente. Una parte si distribuisce appena prima della semina ed il resto in copertura se necessario. La carenza porta ad una decolorazione giallo pallido del lembo fogliare ed una fioritura ridotta. Fosforo Il fosforo si apporta come concimazione di fondo. Si sceglie comunque un fertilizzante fosfatico facilmente assimilabile, visto la ridotta durata del ciclo vegetativo. In un terreno ben dotato si consigliano circa 50 unità di P2O5. Le carenze in fosforo si manifestano con colorazioni verde scuro del lembo fogiare, un portamento eretto della pianta ed un imbrunimento delle foglie più vecchie, con successiva caduta anticipata. Potassio Anche per il potassio, l’apporto principale avviene in concimazione di fondo. Visto la brevità del ciclo, in particolare per il fagiolino mangiatutto in coltura intensiva, si consiglia anche l’utilizzo di fertilizzanti azoto-potassici solubili in fertirrigazione. I fagioli, come per tutte le leguminose, reagiscono bene alla concimazione potassica. Le carenze di potassio possono provocare delle colorazioni verde scuro con decolorazioni internervali nelle foglie. Le parti basse delle foglie si arricciano, cn successiva necrosi e caduta. Il fagiolo è una specie molto sensibile al cloro. Si consiglia di evitare l’utilizzo di fertilizzanti sottoforma di cloruri come il cloruro di potassio. Boro Le carenze di boro si manifestano con i seguenti sintomi: ispessimento del fusto, disseccamento dei germogli terminali, e foglie di un colore verde slavato. Però le carenze sono rare. Si temono soprattutto gli eccessi. Tabella 2 degli apporti di nutrienti per fagiolino mangiatutto
| Apporti medi: valori espressi da diversi autori. Unità di misura Kg/ha | | Autori | Prod. (t/ha) | N | P2O5 | K2O | | Anstett | 15-30 | 40-80 | 50-70 | 120-150 | | Arvan | 30 | 40 | 50 | 100 | | AA.VV | 20-35 | 60-100 | 50-100 | 130-170 | Per il fagiolo da granella secca, gli apporti sono vicini al fagiolino verde. Possono essere aumentati di un terzo il fosforo ed il potassio perché favoriscono la maturazione della granella. La P2O5 agisce favorevolmente sul processo di maturazione della granella. 6) Tecnica di coltivazione Coltura in pieno campo: (Le indicazioni riportate di seguito si considerano per un terreno normalmente dotato). La coltura del fagiolino, nonostante l’azione dei microrganismi azotofissatori, si avvantaggia di moderate concimazioni azotate, purché queste non potino ad un eccesso di vigore della pianta. In merito all’azione del fosforo, esso sembra avere un ruolo secondario, invece la pianta reagirebbe bene alle concimazioni potassiche essendo particolarmente esigente in potassio. L’apporto di sostanza organica ben decomposta è generalmente sufficiente ad evitare o ridurre le carenze in microelementi. L’irrigazione del fagiolino risulta molto importante perché una corretta irrigazione incide positivamente sulla produzione e sulla qualità del prodotto finale. Il fabbisogno in acqua varia con la crescita e lo sviluppo della pianta. La quantità d’acqua distribuita è compresa tra 2.000-3.000 mc/ha. Importante la disponibilità d’acqua quando la pianta è in fiore. Il sistema d’irrigazione può essere a pioggia (o a scorrimento per i fagioli rampicanti) preferendo in ogni caso la microirrigazione e la fertirrigazione. Coltura in ambiente protetto: (Le indicazioni riportate di seguito si considerano per un terreno normalmente dotato). Oltre alle considerazioni gia fatte per la coltivazione in pieno campo, invece per la coltura in serra, è buona norma applicare la fertirrigazione, impostando un turno d’irrigazione settimanale. I fertilizzanti si possono apportare in soluzione ad una concentrazione di 1,5-1,8 per mille. L’irrigazione del fagiolino in serra è molto importante perché una corretta somministrazione dell’acqua incide positivamente sulle rese e sulla qualità finale del prodotto. Il fabbisogno d’acqua varia con lo sviluppo della pianta. Si considera un volume d’adacquamento, compreso tra i valori di 2.500-3.500 mc/ha. Il sistema d’irrigazione può essere a pioggia, ma in serra è preferibile in ogni caso la microirrigazione e la fertirrigazione.
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