Fertirrigazione - Home Page

NEWSLETTER


Resta sempre aggiornato sulle ultime news di Fertirrigazione!
Stampa
Home page > Colture > Orticole > Cocomero

Cocomero

Notizie Correlate
Effetti del portinnesto sulla produttività dell’anguria

17 Marzo 2010

Effetti del portinnesto sulla produttività dell’anguria

La sempre maggiore attenzione nei confronti delle caratteristiche igienico-sanitarie dei prodotti, la necessità di incrementare le rese produttive ed i progressi nell'attività vivaistica, hanno favorito la diffusione dell'innesto erbaceo in orticoltura.

1.   Cenni botanici
 Nome scientifico: Citrullus lanatus M.
Famiglia: Cucurbitaceae
Paese d’origine: India e Africa tropicale


2.   Dati Statistici
La coltivazione del cocomero in Italia ha un’estensione di circa 17.000 ettari in pieno campo e 250 ettari in serra di cui 165 in Lombardia.
E’ coltivato principalmente nelle seguenti regioni:
  Fonti ISTAT 2000

RegionePieno campo (ha)
E. Romagna3.300
Puglia3.100
Lazio2.800
Sicilia2.400
Lombardia2.200
Calabria900
Sardegna800
3.   Generalità
Il cocomero viene coltivato normalmente in pieno campo, spesso in coltura semiforzata e raramente forzata. La prima si svolge completamente in pien’aria con pacciamatura o meno, con microirrigazione o meno; la seconda prevede la pacciamatura ed una protezione temporanea con piccolo tunnel, comunemente microirrigata; la terza si effettua in serra.
Il cocomero preferisce terreni fertili e profondi, ben drenati, ricchi in sostanza organica ben decomposta. Il pH può variare da 6 a 7, quello ottimale è attorno a 6,5. Tollera moderatamente la salinità delle soluzioni circolanti (1-1,5 per mille).
I terreni argillosi e compatti non sono consigliati.
Come tutte le cucurbitacee, il cocomero ha delle esigenze nutritive elevate, ma il grande sviluppo radicale di questa pianta gli permette di utilizzare bene la fertilità residua della coltura precedente.

4.   Asporti e fabbisogno di nutrienti
Il cocomero asporta elevate quantità di potassio, infatti, il rapporto di asportazione risulta essere di 1 N: 0,8 P2O5: 1,6 K2O.
Considerando produzioni di circa 40-60 tonnellate per ettaro si hanno le seguenti asportazioni riportate in tabella 1.

Tabella 1 degli asporti di nutrienti

Asporti medi: valori espressi da diversi autori. Unità di misura Kg/ha
AutoriProd. (t/ha)NP2O5K2O
Tesi407050110
Anstett508565135
Altri40-6080-10050-70140-170

5.   Ruolo e apporto dei nutrienti
Come per le altre cucurbitacee, il consumo d’azoto e potassio aumenta con l’attività fotosintetica della pianta. Scarso durante i primi 20-25 giorni dopo la semina o il trapianto, il consumo di N e K aumentano con lo sviluppo dell’apparato fogliare, la luce e la temperatura.
I fabbisogni in fosforo sono più regolari lungo tutto il ciclo della coltura.
Aumentando la presenza di potassio nel terreno aumenta lo spessore della buccia dei frutti e ciò li rende più resistenti alle lesioni ed al trasporto, e ne migliora le qualità organolettiche. Un eccesso d’azoto nella fase iniziale della crescita influenza negativamente l’allegagione. La coltura si avvantaggia di un buon apporto di calcio e magnesio.

Tabella 2 degli apporti di nutrienti

Apporti medi: valori espressi da diversi autori. Unità di misura Kg/ha
AutoriProd. (t/ha)NP2O5K2O
Vari40-60120-18080-100150-200
Arvan5016090180

6.   Tecnica di coltivazione
Coltura in pieno campo (Le indicazioni riportate di seguito si considerano per un terreno normalmente dotato).
Per la concimazione di fondo il cocomero apprezza una buon apporto di sostanza organica ben decomposta e un apporto prefissato di elementi nutritivi minerali come fosforo e potassio. La restante parte di elementi nutritivi vengono forniti in copertura con l’utilizzo di fertilizzanti chimici, con risultati soddisfacenti. Attenzione, una concimazione troppo elevata può pregiudicare la precocità e la qualità dei frutti.
Gli apporti azotati, prevalentemente localizzati con la fertirrigazione, saranno fatti a partire dal diradamento o appena dopo l’attecchimento se da trapianto. Si può utilizzare azoto sotto forma di nitrato di potassio. Apporti in fertirrigazione di nitrato di calcio possono migliorare la colorazione dei frutti.
In particolare per la coltura semiforzata e forzata in serra, il cocomero è una coltura che valorizza molto bene la fertirrigazione e anche la concimazione fogliare. Per entrambi le tecniche è consigliabile apportare anche dei microelementi come boro, ferro, manganese e zinco.
Le esigenze irrigue sono elevate sin dall’inizio dell’allegagione, fino al termine dell’ingrossamento dei frutti; in prossimità della maturazione le disponibilità idriche dovrebbero essere diminuite.
In generale, nelle zone dove non piove durante il ciclo colturale, occorre un volume stagionale irriguo di 3.000-4.000 mc/ha.
Nelle colture a terreno scoperto l’irrigazione può essere fatta anche con sistemi ad aspersione, mentre nelle colture pacciamate si esegue frequentemente con sistemi di microaspersione come la distribuzione goccia a goccia.

7.    Risultati prove
Spazio disponibile ad ospitare le prove e le ricerche di enti ed università.


<< Pagina precedente vai su Pagina successiva >>
Chi Siamo (prof.i)