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Corilicoltura irrigua

Prove di irrigazione del nocciolo nel viterbese: sistemi irrigui localizzati per una ottimizzazione d’uso dell’acqua.

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Subirrigazione

La disponibilità idrica, regolando le relazioni tra sviluppo vegetativo e attività riproduttiva degli alberi da frutto, può influenzare sia la quantità che la qualità delle produzioni.
Il nocciolo europeo (Corylus avellana L.) è specie sensibile alla carenza idrica e presenta bassa capacità di regolazione stomatica. Condizioni di stress idrico determinano dunque per questa specie una diminuzione della funzionalità fogliare e della capacità assimilativa della chioma, influenzando negativamente crescita e produttività della pianta ed alcune caratteristiche tecnologiche del frutto, come l'incidenza del vuoto e la resa allo sgusciato (Tombesi e Rosati, 1997; Bignami et al., 2009). Il complesso ciclo annuale del nocciolo, caratterizzato nel periodo giugno-agosto dalla sovrapposizione di diversi impegnativi processi di crescita e sviluppo, rende l'adeguato livello di disponibilità idrica un importante fattore per attenuare fenomeni di competizione (Dias et al., 2005). L'apporto irriguo diviene dunque necessario nelle aree caratterizzate da limitata disponibilità di questa risorsa e distribuzione irregolare delle piogge nel corso dell'anno, nei suoli a scarsa capacità di ritenuta idrica e nei primi anni dall'impianto, quando l'apparato radicale è in grado di esplorare volumi limitati di suolo (Tombesi, 1994; Bignami e Natali, 1996). Una o più di queste condizioni caratterizzano le aree corilicole del centro e sud Italia, stimolando l'applicazione dell'irrigazione in numerose aziende. Da diversi anni l'irrigazione a goccia è stata quindi introdotta nelle principali aree di produzione italiane caratterizzate da scarsa o irregolare disponibilità idrica naturale (Bignami e Cammilli, 2002). Inoltre, nelle aree corilicole del Lazio si sta diffondendo, soprattutto negli impianti pianeggianti, la tecnica della subirrigazione tramite messa in posa delle ali gocciolanti ad una profondità di circa 30 cm. Tale tecnica, basata sulla somministrazione di acqua irrigua per risalita capillare, risulta più efficiente nell'uso dell'acqua, ed evita i fastidiosi intralci delle ali gocciolanti posate sulle chiome negli impianti irrigati a goccia o con microspruzzatori.
Tuttavia, i volumi, i turni e la durata della stagione irrigua vengono tuttora stabiliti in modo empirico, con apporti spesso non adeguati ai fabbisogni sia per difetto che, più frequentemente, per eccesso. Per ridurre i costi e gli sprechi di una risorsa a disponibilità limitata e per non causare effetti negativi sulla pianta è quindi opportuno definire il minimo livello irriguo compatibile con buoni risultati produttivi. Con questo obiettivo, ed al fine di poter valutare il ruolo dell'irrigazione su questa specie sono state condotte delle osservazioni pluriennali sul comportamento vegeto-produttivo della principale cultivar del Lazio, Tonda Gentile Romana, sottoposta a differenti apporti irrigui definiti con ausilio dei bilanci idrici e somministrati tramite irrigazione a goccia, durante le fasi critiche di crescita del seme. Inoltre, sono state condotte delle osservazioni a carico di un impianto adulto di Nocchione, irrigato con il sistema della sub-irrigazione, a confronto con un impianto coetaneo condotto in asciutto.


Scarica il PDF completo delle prove.

Autori: VALERIO CRISTOFORI(1), CRISTINA BIGNAMI(2), STEFANO GASBARRA(3), EDDO RUGINI(1)
(1) Dipartimento di Produzione Vegetale - Università della Tuscia (Viterbo)
(2) Dipartimento di Scienze Agrarie e degli Alimenti - Università di Modena e Reggio Emilia
(3) Centro di Formazione e Assistenza allo Sviluppo (Ce.F.A.S.) - Centro Studi e Ricerche sul Nocciolo e Castagno

Fonte: http://www.nocciolare.it/

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1 - Corilicoltura irrigua (827 KBytes)


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