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Metodi adottati per la propagazione di selezioni di nocciolo (Corylus spp.)

La propagazione vegetativa del nocciolo comprende tecniche facilmente applicabili, quali il pollone, la propaggine semplice e la margotta di ceppaia che sono impiegate dalla totalità dei vivaisti.

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Propagazione del nocciolo

La propagazione vegetativa del nocciolo comprende tecniche facilmente applicabili, quali il pollone, la propaggine semplice e la margotta di ceppaia che sono impiegate dalla totalità dei vivaisti. Altre, come l'innesto, la talea e la micropropagazione, sono meno adottate perché richiedono strutture murarie, attrezzature costose ed elevata professionalità. Tuttavia quando si vuole clonare in breve tempo una singola pianta è necessario ricorrere a metodi più complessi che diventano indispensabili qualora essa sia priva di attitudine pollonifera.
Al momento esistono opinioni contrastanti riguardo l'utilità dei polloni. Per molti coltivatori essi sono necessari per sostituire, nelle piante allevate a cespuglio, le pertiche malate o invecchiate, mentre per chi adotta la forma di allevamento monocaule sono superflui. I polloni, indipendentemente dalla forma adottata, ogni anno devono essere eliminati con una spesa non indifferente soprattutto nella conduzione biologica. Perciò si è studiata la possibilità di ottenere piante prive di polloni mediante miglioramento genetico per mutazione o per incrocio. La mutazione spontanea è molto rara ed è per lo più allo stato chimerico; se si vuole isolare un mutante completo i risultati non sono sicuri a causa della selezione diplontica.
La selezione di individui non polloniferi mediante incrocio tra varietà di C. avellana è invece più complessa perché tutte le varietà coltivate producono polloni ed il carattere attitudine pollonifera è quantitativo. Con l'incrocio tra una specie non pollonifera quale è C. colurna e C. avellana invece, si ottengono in buona percentuale individui privi di polloni, che hanno corteccia non suberosa e buona affinità di innesto. Il primo ad ottenere tali ibridi, denominati trazels, è stato Gellatly (Mehlenbacher, 1991); dai trazels, per mezzo di incroci di ritorno con Corylus avellana, si sono costituiti portinnesti giudicati validi anche per la produttività delle varietà innestate.


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Autori: Nadia Valentini, Mauro Caviglione, Giulio Gaiotti, Marco D'Oria, Giovanni Me
Dipartimento di Colture Arboree, Università degli Studi di Torino - Via Leonardo da Vinci, 44, 10095 Grugliasco (TO)
E-mail: nadia.valentini@unito.it
Fonte: http://www.nocciolare.it

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