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Un nuovo modo di essere impresa

Visione, innovazione e internazionalizzazione nell’impresa agricola che cambia.

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Agricoltura del futuro

   Lo studio è stato effettuato dal Censis su richiesta della Confagricoltura, si è svolto su un campione di 490.000 imprese agricole italiane (27% di un totale di 1.830.000 imprese agricole) individuate dall'Istat, con un fatturato uguale o superiore a 10.000 euro annui e che realizzano il 90% del valore aggiunto dell'agricoltura. L’Istat indica, attraverso proprie rilevazioni, che il 27% delle aziende agricole italiane genera il 90% del valore aggiunto del settore.
Interpretare il presente, costruire il futuro.
   Nel rapido mutare degli eventi e nell’emergere di nuove forze competitive, l’agricoltura italiana è in grado di esprimere una forma moderna di fare azienda, al passo coi tempi, capace di perseguire un originale percorso di sviluppo. Ricompattamento del sistema d’impresa, innovazione delle filiere, aggancio al mercato attraverso mirate strategie, comprensione dei mutevoli orientamenti che esso esprime sono parole d’ordine, quasi un decalogo del cambiamento efficiente, che larga parte della classe imprenditoriale appartenente al settore agricolo ha ben presenti.
   Certo, il processo di modernizzazione e di definizione di una nuova visione del mercato sono obiettivi assai complessi da realizzare; ciò per motivi diversi, a cominciare dalla accentuata parcellizzazione del tessuto produttivo e dalle dimensioni medie aziendali assai contenute che frenano la spinta ai nuovi investimenti, l’acquisizione di nuova tecnologia e, soprattutto, il rafforzamento del potere di mercato della singola azienda.
Eppure, a ben guardare in filigrana la fitta trama del sistema agricolo, si scorge una silenziosa minoranza che è stata in grado, recentemente, di attivare processi anticiclici, ovvero percorsi di crescita sostenuta in anni, come quelli appena trascorsi, piuttosto avari di dati che hanno parlato di sviluppo.
   Si tratta di un gruppo numericamente minoritario di aziende capaci, tuttavia, di generare la parte maggioritaria del valore aggiunto e di rivelare, soprattutto, performance più che apprezzabili in termini di crescita del fatturato, di nuova occupazione e di strategie di mercato.
I dati ai quali lo studio ha fatto riferimento, riguardano, infatti, una quota contenuta del sistema imprenditoriale agricolo: il 27% di 1.800.000 aziende totali con un fatturato uguale o superiore a 10.000 euro, capaci di generare però il 90% del valore aggiunto del settore. Tale segmento del sistema produttivo presenta molte sfumature ed anche aspetti problematici, ma gli elementi positivi e la spinta all’innovazione appaiono in sovrannumero rispetto a quelli critici.
   L’agricoltura italiana ha in sé, dunque, un solido nucleo vitale di imprenditoria portatrice di una moderna cultura del fare azienda, di una cultura che si declina in aspetti multiformi.
   Nel mix tra gestione del potere e delega, nella valorizzazione del capitale umano, nella sperimentazione di strategie di mercato proattive (che non siano solo il frutto di un adeguamento a canoni imposti dall’arena competitiva), nell’attivazione di un percorso di innovazione finalizzata al miglioramento del posizionamento di mercato, in una internazionalizzazione sempre più articolata, nella partecipazione a network di collaborazione in cui vi è piena condivisione del know-how (una condivisione in grado di accelerare i processi di crescita e di sviluppo tecnologico), si trovano le basi di innovazione per un agricoltura che cambia.
Fonte: Fondazione Censis/Confagricoltura 2007


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