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Il Clima: Climatologia, Meteorologia, Agrometeorologia Dal punto di vista della pianta, interessa soprattutto il clima degli strati più bassi dell'atmosfera, detto microclima.
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Clima.
Il clima (dal greco “klima” = inclinazione) nasce dal rapporto tra le condizioni dell’atmosfera e le caratteristiche fisiche del pianeta. Viene definito come l'insieme dei fenomeni meteorici che caratterizzano lo stato medio dell'atmosfera in una determinata zona della superficie del globo. Il clima di una regione è il complesso di condizioni atmosferiche, caratteristiche di quella regione, che la rendono più o meno confacente ai bisogni e al benessere dell'uomo ed allo sviluppo delle piante ad esso utili.
I fenomeni climatici dipendono essenzialmente dall'azione combinata dei tre elementi del clima, cioè umidità, temperatura e pressione, che possono essere modificati da fattori di vario tipo: latitudine, altitudine, distanza dal mare, presenza di catene montuose, le masse di vegetazione,ecc. Dal punto di vista della vegetazione interessa soprattutto il clima degli strati più bassi dell'atmosfera, cioè di quelli immediatamente sovrastanti al suolo, giacché terreno ed aria sono a contatto e si influenzano vicendevolmente. Dalle condizioni complessive risultanti nello strato medio e nelle mutazioni del suolo e dell'aria dipende lo sviluppo, la prosperità, la possibilità di vita delle piante. I dati climatici degli strati più vicini al suolo definiscono il cosiddetto microclima, mentre i fenomeni che si svolgono nel complesso della massa atmosferica definiscono il macroclima.
Meteorologia
La meteorologia è la scienza che studia l'atmosfera e i fenomeni che in essa hanno luogo. Il termine meteorologia risale da “Meteorologica”, titolo del libro scritto intorno al 340 a.C. da Aristotele che presenta osservazioni miste a speculazioni sull'origine dei fenomeni atmosferici e celesti. La parola greca meteoron fa riferimento a oggetti "alti nel cielo", cioè tra Terra e il regno delle stelle, mentre logos significa "studio".
Per oltre 2000 anni, il trattato del filosofo greco rimase l'unico testo scientifico riguardante l'atmosfera. Solo con l'avvento di Galileo e della rivoluzione scientifica da lui promossa l'atmosfera divenne oggetto di studio attraverso l'elaborazione di dati quantitativi di temperatura, umidità, pressione, raccolti mediante strumenti che lo scienziato pisano e i suoi allievi andavano via via realizzando.
La prima rete di raccolta dati, durata un decennio a partire dal 1654, fu realizzata dal Granduca di Toscana Ferdinando. Dopo oltre un secolo nel 1781, fu costituita dalla Meteorologica Societas Palatina, la prima rete a scala sinottica interessante tutta l'Europa dall'Atlantico agli Urali. Nel 1872, sotto la spinta degli avvenimenti bellici degli anni precedenti che hanno messo in luce l'importanza e la necessità di conoscere preventivamente il verificarsi di determinati eventi atmosferici, si svolse a Lipsia il primo Congresso meteorologico internazionale e nel 1878 venne creata l'Organizzazione meteorologica mondiale, quale agenzia delle Nazioni Unite.
In Italia il Servizio meteorologico fu creato il 1° aprile 1866 come Ufficio Centrale di Meteorologia alle dipendenze del ministero dell'Agricoltura e Foreste, trasferito successivamente, nel 1925, presso il ministero dell'Aeronautica. Tra i principali servizi di cui si occupa la Meteorologia abbiamo l'analisi e la previsione del tempo che sono oggetto di studio della cosiddetta Meteorologia sinottica. Seguono lo studio dei processi fisici dell'atmosfera, oggetto della Meteorologia dinamica, lo studio dei modelli matematici di simulazione e previsione oggetto della Meteorologia numerica e, infine, le tecniche di monitoraggio e di misurazione che fanno capo alla Meteorologia osservativa. Sul piano scientifico i progressi più notevoli e significativi per la Meteorologia sono stati determinati da un lato dai satelliti e dall'altro dagli elaboratori elettronici.
Climatologia.
E' quella parte della Meteorologia che si occupa dello studio del clima di determinate località determinando i valori medi dei vari elementi che lo determinano in rapporto alle influenze esercitate sulle varie attività umane e quindi anche sull'agricoltura.
A differenza della meteorologia, che studia il tempo atmosferico considerando brevi periodi (al massimo qualche settimana), la climatologia studia i differenti sistemi climatici che si sono succeduti dal passato più remoto: si occupa cioè delle periodicità con cui i differenti climi si sono manifestati nel corso dei millenni, in relazione alle condizioni atmosferiche.
I climatologi - gli studiosi della climatologia - si interessano sia delle caratteristiche climatiche locali, regionali o globali sia dei fattori (naturali o umani) che possono favorire un cambiamento climatico.
Agrometeorologia.
L'agrometeorologia o meteorologia agraria è una scienza emergente, che utilizza le conoscenze della meteorologia per il miglioramento della produzione agricola. Suo obiettivo principale è la pianificazione e la gestione delle aziende agrarie, rendendo possibile fornire:
1) previsioni agrometeorologiche a breve e medio termine; 2) avvisi o allarmi in tempo utile sull'imminenza di quei fenomeni meteorologici particolarmente dannosi (grandine, gelate, ecc.); 3) l'uso di modelli di previsione della produzione delle colture; 4) indicazioni utili a pianificare l'attività aziendale per quanto riguarda irrigazione, difesa fitosanitaria, pratiche agricole, ecc.; 5) le attività di pianificazione agricole territoriali, come strategia globale.
Alcune di queste attività sono realizzabili solo organizzando una rete di stazioni sul territorio, mentre altre sono possibili anche a livello aziendale. Un servizio agrometeorologico è un sistema informativo dedicato alla raccolta, alla elaborazione e alla diffusione di dati e informazioni dell'ambiente atmosferico che hanno attinenza con le attività agricole, le produzioni vegetali e gli allevamenti.
In particolare, le osservazioni che competono ad una stazione agrometeorologica riguardano due gruppi di fattori: - gli elementi fisici del clima, che richiedono misure strumentali, quantitative; - gli elementi biologici, con valutazioni per lo più qualitative, da mettere in relazione con rilievi di produzione.
Per emettere una qualsiasi informazione agrometeorologica occorre sempre il concorso di due o più competenze: un gruppo di competenze di tipo fisico, con le specializzazioni in meteorologia, in climatologia, in fisica dell'atmosfera; un gruppo di tipo agronomico con le specializzazioni in fitopatologia, entomologia, irrigazione, nutrizione delle piante, foreste, ecc.; oltre alle competenze di "servizio" (matematica e statistica, informatica, strumentistica, telecomunicazioni, trattamento delle indagini,ecc.).
AGRO-METEO: la pagina del sito dedicata all'agrometeorologia, a livello nazionale e regionale.
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“Che tempo fa?”
Per l’agricoltore è sempre stato importante prevedere e sapere quale sarà il tempo domani, proverbi e lunari hanno fatto il bello e il cattivo tempo.
In questa pagina abbiamo messo i principali link dei siti agro-meteo nazionali e regionali perché crediamo che siano utili e necessari per la pratica della fertirrigazione.
Oltre ad avere le normali previsioni meteo, l’informazione più importante è il valore dell’evaporazione e dell’evapotraspirazione, che insieme alla temperatura, all’umidità, al vento, ecc., sono i dati che più interessano all’agricoltura moderna. CLICCA QUI
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