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Per irrigare occorre conoscere quanto piove e quanto consuma la pianta, e avere un bilancio.
Come si misura la pioggia e l’evapotraspirazione Per irrigare occorre conoscere quanto piove e quanto consuma la pianta, e avere un bilancio.
Le precipitazioni atmosferiche sono di facile misurazione tramite un semplice ed economico "strumento" chiamato pluviometro. Esso è costituito da un cilindro di almeno 0,1 mq di base nel quale l’acqua di pioggia entrata dalla base superiore aperta, può essere misurata direttamente o tramite un apposito cilindro graduato. Il pluviometro deve essere posizionato verticalmente e in un luogo che non lo ripari dalle precipitazioni e a circa 1,5 m di altezza. Si potrà così misurare la sommatoria delle piogge cadute nell’arco di una giornata.
La pioggia caduta si misura in mm, ed ugualmente possiamo misurare ed esprimere in mm anche i valori di acqua distribuita con una irrigazione (è utile sapere che 1 mm di pioggia o di irrigazione corrisponde ad 1 litro su un metro quadrato e perciò a 10.000 litri su 1 ettaro, cioè a 10 m3/ha).
1 mm = 1 litro/mq = 10.000 litri/ha = 10 m3/ha
Se dopo una giornata di pioggia si leggono ad esempio 35 mm nel pluviometro, quella pioggia corrisponde a 350 m3/ha d’acqua. La evapotraspirazione e la sua misura.
La evapotraspirazione è la perdita d’acqua da una coltura per evaporazione dal terreno e per traspirazione dalle foglie. Quando una coltura, per esempio il pomodoro, è al suo massimo sviluppo, le perdite per evapotraspirazione sono date per l’80% circa dalla traspirazione e per il restante 20% dalla evaporazione dal terreno. Questo perché quando la pianta è in pieno sviluppo può avere per ogni metro quadrato di terreno coltivato anche 10 mq di foglie, che essendo a contatto con l’atmosfera subiscono una grande traspirazione, cioè eliminano l’acqua prelevata dal terreno sotto forma di vapore acqueo nell’atmosfera. Il potere evaporante complessivo dell’atmosfera è tanto più elevato quanto più elevato è il numero di ore di soleggiamento e l’energia solare della giornata, quanto più sono elevate la ventosità e la temperatura e tanto meno è umida l’aria.
Misura dell’evapotraspirazione.
Anche la quantità di acqua persa per evapotraspirazione si valuta in millimetri, attraverso l’applicazione di formule matematiche che tengano conto dei principali parametri atmosferici che influiscono sul fenomeno fisico: le cosiddette formule climatiche. In genere esse necessitano della misura diretta dei parametri, pertanto, richiedendo numerosi strumenti, e sono poco adatte alla misura diretta dell’evapotraspirazione in un azienda agricola. In questi casi il sistema più semplice per valutare l’evapotraspirazione, è effettuare la misura tramite uno strumento di facile costruzione chiamato evaporimetro, consistente in una bacinella a sponde verticali piena d’acqua, che va posta possibilmente su un prato o su una superficie inerbita lontano da ostacoli che influiscono sul vento o aree che influenzino la temperatura o l’umidità (strade, lastricati ecc.), o da ostacoli che la possano ombreggiare. L’atmosfera che "strappa" acqua dal terreno e dalle foglie farà anche evaporare l’acqua contenuta nella bacinella.
Dalla misura del livello dell’acqua, effettuata tutte le mattine, possiamo valutare di quanto è calata l’acqua nell’evaporimetro; la misura sarà perciò in millimetri di acqua persa al giorno (mm/giorno). Il modello più usato di evaporimetro è denominato "Classe A", è di acciaio (o di lamiera zincata), profondo cm 25 e di cm 121 di diametro; l’acqua, per regolarità di misura, è mantenuta tra i 5 e i 7,5 cm dal bordo superiore, l’evaporimetro è poi sollevato di cm 15-20 da terra per permettere all’aria di circolarvi anche sotto.
Come si è detto, però, la misura così determinata è approssimativa perchè: a) da una superficie libera di acqua (come quella dell’evaporimetro) evapora circa il 20% in più che da una coltura in pieno sviluppo, si dovranno perciò ridurre le misure di circa il 20% del loro valore; b) quando le colture sono ancora poco sviluppate, o verso la fine del loro ciclo di sviluppo, l’apparato fogliare è ridotto e perciò l’evapotraspirazione più limitata che dall’evaporimetro; si dovranno quindi applicare alla lettura fatta degli appositi coefficienti (coefficienti colturali Kc) già studiati che dalla misura letta alla bacinella riportano approssimativamente al valore dell’evapotraspirato effettivamente avuto dalla coltura.
Il coefficiente colturale non e' altro che il rapporto, determinato attraverso opportune prove sperimentali, fra l'ETE e l' ETP.
Kc = ETP / ETE
ETP = evapotraspirazione potenziale ETE = evapotraspirazione effettiva
All’evapotraspirazione effettiva di riferimento, una volta misurata, è stato applicato un coefficiente colturale (Kc) che ingloba e sintetizza tutti gli effetti sull’evapotraspirazione legate alle caratteristiche morfo-fisiologiche delle diverse specie, alla fase fenologica, al grado di copertura del suolo, che le rendono differenti dalla coltura di riferimento.
Il risultato del calcolo è rappresentato perciò dal semplice prodotto dei due termini, per un dato intervallo di tempo, vale a dire:
ETP = ETE x Kc
I valori calcolati con tale metodo devono intendersi come consumi massimi possibili per piante coltivate su superfici ampie, indenni da parassiti ed in condizioni ottimali di fertilità e disponibilità idrica. Per semplificazione, i Kc riportati in tabella sono dati con un solo decimale e le colture ordinate in gruppi per quanto possibile omogenei: Kc A-B = Fase iniziale Kc C-D = Fase intermedia Kc E = Fase finale
Scarica la tabella "Coefficienti colturali Kc" in PDF: CLICCA QUI
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