 Gocciolatore I dati relativi alle superfici e al numero di aziende agricole che applicano l'irrigazione a goccia e la fertirrigazione evidenziano la tendenza degli agricoltori a spostarsi verso sistemi irrigui ad elevata efficienza. Si può notare anche una netta propensione all'uso dell'acqua sulle colture a più alta redditività, abbandonando o limitando l'irrigazione delle colture caratterizzate da più bassa remunerazione dell'intervento irriguo. La fertirrigazione, ossia la distribuzione del fertilizzante assieme all'acqua d'irrigazione, è una tecnologia, ormai largamente diffusa, che si è particolarmente affermata con la diffusione dell'irrigazione a goccia e della microirrigazione. La fertirrigazione, anche se può adattarsi praticamente a qualsiasi sistema irriguo, viene effettuata soprattutto con l'irrigazione localizzata, sia a goccia che microirrigazione, oltre alla subirrigazione. Si stima, infatti, che oltre il 60% (per arrivare a quasi il 100% se parliamo di irrigazione in serra) di chi adotta l'irrigazione a goccia e la microirrigazione ha introdotto in azienda la fertirrigazione. Oggi in Italia sono irrigati a goccia e microirrigati circa 500mila ettari, di cui, si stima, che per la quasi totalità delle colture irrigate con queste tecniche, venga applicata la fertirrigazione. La superficie dedicata alle colture, ortofrutticole, dati 2007, è di 1,25 milioni di ettari, di cui 484mila ad ortaggi. Passando a un'analisi più accurata, si può affermare che la fertirrigazione, in Italia, trova diversa forma d'applicazione secondo la zona geografica. La fertirrigazione è particolarmente diffusa nel meridione (con oltre 265mila ettari di irrigazione localizzata) e nelle isole (con quasi 146mila ettari), mentre al nord sono 100mila ed al centro 27.000 gli ha interessati. C'è sicuramente un ulteriore margine di sviluppo delle superfici a irrigazione localizzata e di affermazione della fertirrigazione di precisione, almeno su tutte le superfici frutticole di nuovo impianto e per le orticole. Per un efficiente e razionale impiego della fertirrigazione è fondamentale conoscere bene le esigenze nutrizionali (minerali e idriche) della coltura, la dotazione di fertilità del suolo e le caratteristiche dell'acqua d'irrigazione, le caratteristiche dei fertilizzanti, in particolare quelli idrosolubili, il tutto connesso ad una razionale gestione della tecnica irrigua. Un aspetto interessante è che l'apporto di elementi nutritivi in fertirrigazione può risultare inferiore alle dosi indicate per la concimazione di pieno campo in quanto permette di effettuare una distribuzione mirata nella zona del terreno dove si concentra l'apparato radicale; minori, inoltre, risultano le perdite di nutrienti. LE VARIABILI IRRIGUE Per prevenire un eventuale inquinamento da dilavamento la tecnica irrigua praticata deve garantire un'elevata efficienza e uniformità della distribuzione dell'acqua. È necessario quindi distribuire volumi di adacquamento idonei a portare alla capacità idrica di campo il volume di terreno che viene esplorato dalle radici. Per far questo è necessario definire bene le variabili irrigue (turni e volumi d'acqua), conoscere le caratteristiche idrogeologiche del terreno, la profondità a cui si spingono le radici e l'umidità del terreno. Se si effettua la fertirrigazione con i sistemi a goccia, quando il terreno è sabbioso è bene utilizzare turni irrigui giornalieri o a giorni alterni, tenendo in considerazione le perdite d'acqua per evaporazione che possono anche superare i 56 millimetri al giorno. Nei terreni argillosi, invece, è meglio adottare un turno di 34 giorni per evitare fenomeni di asfissia e la formazione di crepacciature. LA SCELTA DELL'IMPIANTO La scelta e la tipologia dell'impianto d'irrigazione risultano fondamentali. Infatti la portata dell'impianto e il numero dei gocciolatori per metro quadrato devono consentire un'erogazione tale da ottenere una continuità di volume di terreno bagnato lungo tutta la linea di distribuzione dell'acqua. La superficie bagnata del suolo, inoltre, deve rispondere alle esigenze della coltura. Per quanto riguarda la distanza fra i gocciolatori, questa può variare da 30-40 cm nei terreni sabbiosi a 60-80 cm in quelli argillosi per garantire uniformità di distribuzione dell'acqua ed efficacia della fertirrigazione. Il codice di buona pratica agricola, in relazione alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole (direttiva 676 del 12/12/1991 meglio nota come "direttiva nitrati"), promuove le tecniche con le quali la concimazione azotata viene effettuata in concomitanza ai momenti di fabbisogno degli elementi nutritivi come la fertilizzazione in copertura e la fertirrigazione.
|
|