 Controllo EC I costi degli impianti di fertirrigazione sono molto variabili e sono direttamente proporzionali alla complessità delle operazioni svolte, passando dalla semplice miscelazione di soluzioni stock al completo controllo della fertirrigazione. È compito del coltivatore decidere, in base al budget disponibile e al tipo di coltivazione, l'impianto più adeguato: questo dovrà abbinare l'economicità alle reali esigenze di precisione e di controllo nella preparazione della soluzione nutritiva. Affidarsi a ditte con una lunga esperienza e una sicura professionalità rimane fondamentale.
Impianti per l'irrigazione I sistemi irrigui si possono suddividere in base al metodo di erogazione dell'acqua. Irrigazione per sommersione Si basa sulla somministrazione di grossi volumi di acqua tali da inondare tutta l'area coltivata; necessita di speciali sistemazioni e non è mai utilizzata nel settore florovivaistico. Irrigazione per scorrimento e infiltrazione laterale In questo sistema si ha una lama di acqua che, scorrendo sulla superficie da irrigare, penetra nel terreno; è una tecnica ormai non più utilizzata nel florovivaismo (tranne poche eccezioni). Irrigazione per aspersione (a pioggia) Comprende tutti quei sistemi in cui l'acqua viene distribuita per via aerea, sopra o sotto chioma. chioma. È un sistema con una buona efficienza idrica, minore o maggiore a seconda della densità di impianto della specie irrigata, e ancora uno fra i più diffusi nel settore florovivaistico. Irrigazione per subirrigazione È adottata solo in alcune serre appositamente attrezzate con bancali o pavimenti a tenuta stagna; presenta notevoli vantaggi per la coltivazione delle piante in vaso, ma richiede grossi investimenti. Irrigazione localizzata (microirrigazione o irrigazione a goccia o a sorsi) È caratterizzata da un'alta efficienza irrigua e comprende i sistemi maggiormente utilizzati dove è necessario risparmiare acqua. Questi sono molto diffusi nel settore del floroivivaismo, anche per la facilità d'impiego per la fertirrigazione. Impianti per la fertirrigazione Con il termine fertirrigazione si intende la pratica della somministrazione dei fertilizzanti utilizzando l'acqua di irrigazione. Negli ultimi 20 anni la fertirrigazione si è andata sempre più diffondendo, incentivata dallo sviluppo della microirrigazione. La fertirrigazione offre numerosi vantaggi, primi tra tutti quelli del frazionamento della concimazione e della possibilità di soddisfare rapidamente particolari esigenze della coltura (ad esempio, interventi curativi di carenze). A fronte di una maggiore efficienza d'uso dei fertilizzanti, la fertirrigazione presenta alcuni svantaggi, legati ai costi degli impianti e dei concimi idrosolubili (superiori a quelli dei concimi tradizionali) e alle maggiori difficoltà della sua gestione. Sul mercato sono attualmente disponibili numerose soluzioni impiantistiche, un po' per tutte le tasche e ciascuna con i propri pregi e difetti. Un impianto di fertirrigazione ha bisogno, a monte, di un sistema di pompaggio e filtraggio adeguato per fornire acqua costantemente pressurizzata e priva di quelle impurezze che possono occludere tubazioni, erogatori ed elettrovalvole. I componenti tipici di un sistema di fertirrigazione sono: 1. riduttore e stabilizzatore di pressione; 2. filtro; 3. contenitori per le soluzioni-madre (stock) e per la soluzione dell'acido e/o della base; 4. dispositivo di dosaggio delle soluzioni stock, in linea o in vaso di espansione/miscelazione; 5. dispositivo di dosaggio della soluzione di acido; 6. filtro, per aiutare il rimescolamento e bloccare eventuali particelle solide date dai precipitati; 7. dispositivi per il controllo della EC e del pH; 8. programmatore e altri sistemi di automazione dell'intervento irriguo.
Alcuni di queste componenti, come la 5, 7 e 8, non sono assolutamente indispensabili (ad esempio, l'acido potrebbe essere aggiunto a uno degli altri due stock), ma sono comunque consigliate. Occorre sottolineare che, nelle regioni italiane, le acque irrigue sono generalmente alcaline e pertanto richiedono un intervento di acidificazione; un dosatore della base, per aumentare il pH, non è generalmente necessario e può eventualmente essere sostituito dall'aggiunta di una piccola concentrazione di bicarbonati nell'acqua irrigua, quando questa ne è priva, come nel caso delle acque piovane o deionizzate. Dispositivi per il dosaggio dei concimi I dispositivi per l'immissione di fertilizzanti (concimi idrosolubili e sali semplici, in ogni caso caratterizzati da elevati valori di purezza e di solubilità) possono essere classificati in base al tipo di energia impegnata per il movimento della pompa iniettrice (energia meccanica ricavata dalla pressione dell'acqua in condotta o energia elettrica) e in base al tipo di controllo del dosaggio (volumetrico o proporzionale a un valore di pH o EC pre-impostato). Fertirrigatori computerizzati
Sono fertirrigatori studiati per poter preparare soluzioni nutritive con caratteristiche chimiche differenti per ogni settore irriguo. Il loro costo può superare anche i 20-25 mila euro, ma appaiono insostituibili nel caso di grandi aziende dove si praticano colture diverse. I vantaggi relativi ai fertirrigatori di questo tipo sono: 1. possibilità di gestire contemporaneamente l'irrigazione e la fertilizzazione di colture differenti; 2. maggiore uniformità e precisione nella preparazione della soluzione nutritiva; 3. possibilità di variare il pH e la EC durante la giornata; 4. possibilità di utilizzare diversi tipi di acqua (piovana, di falda, di drenaggio ecc.), anche miscelate in base a un preciso programma (EC prestabilita); 5. gestione della frequenza e della durata dell'intervento irriguo su base temporale o sulla stima, realizzata in vario modo (solarimetro, vasca evaporimetrica, tensiometro ecc.), dell'evapotraspirazione della coltura; 6. possibilità di registrare i dati relativi ai consumi idrici, alla traspirazione della coltura e a volumi delle soluzioni di drenaggio; queste informazioni sono fondamentali per modificare i regimi di fertirrigazione nell'ottica di una maggiore efficienza d'uso dell'acqua e dei fertilizzanti. Schematicamente in un fertirrigatore computerizzato si possono riconoscere i seguenti componenti: 1. Dispositivi di dosaggio.
Nella maggioranza dei fertirrigatori, si utilizzano dei comuni tubi di Venturi, dotati di flussimetri elettronici e con elettrovalvole di precisione per il controllo del flusso di soluzione stock da iniettare. Questo sistema è preferito alle normali pompe dosatrici, per la semplicità nella variazione della percentuale di stock da aggiungere e per la ridottissima manutenzione che presentano. Per poter gestire settori con ricette nutritive differenti, di solito queste macchine lavorano con stock monosalini; ciò permette, nei grandi complessi serricoli o vivaistici, l'acquisto da ditte esterne di soluzioni stock monosaline già pronte all'uso, le quali sono consegnate direttamente in azienda mediante autobotti, in modo da semplificare la preparazione delle soluzioni nutritive e aumentare la sicurezza per gli operatori. 2. Gruppo di miscelazione. Normalmente quasi tutti i costruttori adottano la miscelazione del tipo "a vaso aperto" (anche se più costosa), sia per la semplicità costruttiva, sia per le maggiori garanzie di uniformità e corretta neutralizzazione dei bicarbonati che questa soluzione fornisce rispetto all'iniezione in linea. In pratica, si ha un contenitore delle dimensioni di 100-300 litri dove continuamente entra acqua (tramite una valvola comandata da un galleggiante) e soluzioni stock; una pompa di adeguata potenza rimescola la soluzione e la rilancia nell'impianto irriguo; 3. Sensori di controllo. Solitamente, il sistema presenta doppi sensori di pH ed EC, in modo da ridurre la percentuale di errore dovuta a un erroneo funzionamento di questi, e anche dei contalitri elettronici in uscita. Inoltre, quasi tutti i modelli sono predisposti anche per il collegamento con altri sensori quali: - solarimetro per il controllo della frequenza irrigua;
- sonda di EC e di pH della soluzione drenata ed eventualmente del substrato (nelle colture fuori suolo);
- tensiometri per il controllo dell'umidità radicale richiesta.
4. Software di gestione. È questo un componente molto importante. Oltre al semplice controllo delle caratteristiche chimiche della soluzione preparata per ogni settore irriguo, il software deve verificare il corretto funzionamento dell'intero sistema e fornire un ausilio agli operatori. Tratto da: Quaderno ARSIA 5/2004 (di Luca Incrocci, Ernesto Riccò)
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