 Impianto di distribuzione La prima cosa da fare è una corretta analisi dell'acqua, fatta da un buon laboratorio d'analisi chimico-agrarie. Essa ci può aiutare a meglio identificare i possibili problemi e dove, se necessario, capire come dovrebbe essere trattata l'acqua prima di aggiungere il fertilizzante e preparare la soluzione nutritiva. In caso d'incertezza, sarebbe buona pratica fare una prova di dissoluzione del fertilizzante su scala ridotta. Sapendo che gli eventuali problemi possono dipendere dalla concentrazione richiesta, aggiungere gli specifici quantitativi di fertilizzante in un contenitore di piccola capacità, da 1 litro a 10 litri di acqua, secondo la concentrazione richiesta e controllare le eventuali interazioni. Un sistema d'irrigazione perfettamente funzionante è la base per una distribuzione accurata e puntuale degli elementi nutritivi forniti dai fertilizzanti, ed è un obbligo necessario per il corretto sviluppo di una coltura. Alcune piante non ricevono acqua e nutrienti a sufficienza, altre, al contrario ne ricevono in eccesso con problemi di asfissia radicale. Tutto questo si traduce con uno sviluppo non uniforme della coltura, con perdite in termini di produzione e di qualità. Il mercato dei mezzi tecnici offre dei prodotti e delle tecniche in grado di garantire un sistema completo per prevenire le otturazioni dell'impianto d'irrigazione. La tabella 1 riporta i valori guida per valutare il rischio di occlusione dell'acqua d'irrigazione. 
Valutazione dei rischi Al fine di giudicare l'idoneità di un'acqua per l'irrigazione ci sono dei criteri di classificazione che fissano i limiti di accettabilità dei parametri che caratterizzano un'acqua. In questa classificazione, (scarica tabella 2 allegata), vengono definite quattro classi per i parametri chimici fondamentali, due classi per i parametri complementari e tre classi per i parametri microbiologici fondamentali. Questi criteri non devono essere applicati in senso stretto ma con la necessaria elasticità valutando l'acqua in esame nella sua complessità, correlando opportunamente i vari parametri, tenendo conto delle caratteristiche idrologiche del suolo che ospiterà la coltivazione e considerando se quest'ultima sarà condotta in serra o in pieno campo.
Per le produzioni orto-floro-vivaistiche di pregio, soltanto le acque con caratteristiche analitiche entro i limiti riportati nella prima classe possono essere, in linea generale, impiegate senza limiti di utilizzo. Per le acque che hanno caratteristiche che ricadono nella seconda classe devono essere invece adottati opportuni accorgimenti come, per esempio, l'impiego di volumi di irrigazione tali da impedire accumuli salini nel suolo. Sempre per la seconda classe è consigliabile (soprattutto per la conducibilità elettrica, il sodio, i cloruri e i solfati) considerare accettabili per l'oro-floro-vivaismo i valori più bassi dell'intervallo indicato. I limiti riportati nelle ultime due classi, infine, identificano acque che solo eccezionalmente, e con molta cautela, possono essere impiegate per la coltivazione di colture di pregio. Al fine di giudicare l'idoneità di un'acqua per l'irrigazione ci sono dei criteri di classificazione che fissano i limiti di accettabilità dei parametri che caratterizzano un'acqua.In questa classificazione, tabella 2, vengono definite quattro classi per i parametri chimici fondamentali, due classi per i parametri complementari e tre classi per i parametri microbiologici fondamentali.Questi criteri non devono essere applicati in senso stretto ma con la necessaria elasticità valutando l'acqua in esame nella sua complessità, correlando opportunamente i vari parametri, tenendo conto delle caratteristiche idrologiche del suolo che ospiterà la coltivazione e considerando se quest'ultima sarà condotta in serra o in pieno campo.Per le produzioni orto-floro-vivaistiche di pregio, soltanto le acque con caratteristiche analitiche entro i limiti riportati nella prima classe possono essere, in linea generale, impiegate senza limiti di utilizzo. Per le acque che hanno caratteristiche che ricadono nella seconda classe devono essere invece adottati opportuni accorgimenti come, per esempio, l'impiego di volumi di irrigazione tali da impedire accumuli salini nel suolo. Sempre per la seconda classe è consigliabile (soprattutto per la conducibilità elettrica, il sodio, i cloruri e i solfati) considerare accettabili per l'oro-floro-vivaismo i valori più bassi dell'intervallo indicato. I limiti riportati nelle ultime due classi, infine, identificano acque che solo eccezionalmente, e con molta cautela, possono essere impiegate per la coltivazione di colture di pregio. Fonte: Quderno ARSIA 2/2004
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