Fertirrigazione.it

Home page > News > Le aziende informano > La fertirrigazione per uva da vino e uva da tavola

La fertirrigazione per uva da vino e uva da tavola

Le nuove strategie d’irrigazione hanno raggiunto alti livelli d’affidabilità. NETAFIM ITALIA segue, fin dalle fasi embrionali, lo sviluppo dell’irrigazione e della fertirrigazione in viticoltura come strumento per produzioni d’alta qualità.

Clicca per Ingrandire

Uva da vino

La Vite è caratterizzata da alta tolleranza alla carenza idrica ed alta efficienza nell'uso dell'acqua, ma mal sopporta stress idrici prolungati. Gli effetti di questi ultimi sono a carico della produttività, della qualità organolettica dei frutti e delle rese nelle annate successive. La fase fenologica che la coltura attraversa la espone più o meno sensibilmente ai danni da stress, così come anche le condizioni geografiche e climatiche.
Nei periodi di maggiore sensibilità è richiesta un'attenta gestione irrigua, commisurata ai diversi fabbisogni, basata su dati oggettivi e rilevazioni agro-meteorologiche. Gestire in modo corretto la tecnica irrigua significa determinare dapprima il reale fabbisogno idrico delle piante, poi i volumi e i turni irrigui, possibilmente monitorando lo stato idrico della pianta (sensori fogliari, camera a pressione). Questi dati vanno confrontati e integrati all'evapotraspirazione, ovvero l'asportazione d'acqua nel terreno per effetto del vento e della temperatura, sommata all'asportazione per traspirazione fogliare della coltura. Moltiplicando il valore d'evapotraspirato per il coefficiente colturale (che prende in considerazione la specie vegetale coltivata e il relativo sesto d'impianto) si ottiene il consumo d'acqua del vigneto.Netafim Uniwine
La strategia irrigua consigliata, in grado di sostenere un buon equilibrio vegeto produttivo ed ottimizzare il reintegro idrico, è la tecnica del cosiddetto DEFICIT (o STRESS) IDRICO CONTROLLATO. Quest'ultima, in risposta alle variazioni dei fabbisogni, prevede un reintegro idrico che non soddisfa completamente i fabbisogni teorici, sfruttando la capacità delle piante di vite di ottimizzare l'acqua a loro disposizione.
Utilizzando la pratica della fertirrigazione, che consente di miscelare al flusso irriguo i fertilizzanti, si può ulteriormente sostenere lo sviluppo della pianta. Attraverso di essa si può fornire il corretto apporto di nutrienti laddove necessari (nei pressi dell'apparato radicale attivo), già disponibili perché soluti in forma assimilabile nell'acqua, e nelle quantità necessarie senza sprechi e senza rischi di percolamenti dei prodotti nelle falde acquifere. Un controllo così accurato e scrupoloso dei volumi irrigui e della nutrizione minerale può portare ad ottimi risultati in termini produttivi. Diversi studi hanno evidenziato come una corretta disponibilità idrica e di nutrienti nel terreno, aumenti la produttività e migliori la qualità organolettica dei frutti.
I vantaggi della fertirrigazione consistono soprattutto nel contenimento dei costi di distribuzione, in miglioramenti produttivi (maggiore resa media per ceppo e più alto contenuto zuccherino), nella migliore efficienza di trasporto di acqua e nutrimenti verso la rizosfera (zona esplorata dalle radici) e nella possibilità di apporti molto frazionati e periodici adattati ai reali e differenti fabbisogni nutritivi delle piante nelle diverse fasi fenologiche; naturalmente occorre programmare, con anticipo e con un supporto tecnico, il numero di adacquate per stagione irrigua, la durata della stessa e la concentrazione degli elementi nutritivi.
Per quanto riguarda la solubilità dei fertilizzanti in fertirrigazione occorre considerare la qualità dell'acqua ed in particolare la concentrazione di bicarbonato, in quanto i normali concimi, come solfato di ammonio, nitrato ammonico, urea e nitrato di calcio, possono avere problemi di solubilità in acqua ricche di bicarbonato. In ogni caso, oggi sul mercato troviamo concimi liquidi idrosolubili che permettono di effettuare la fertirrigazione con grande semplicità.
Nella gestione pratica della fertilizzazione occorre impiegare sistemi di monitoraggio dello stato nutritivo delle viti. Tra i sistemi più applicati ricordiamo l'uso delle analisi chimico-fisiche del terreno, il calcolo delle asportazioni e perdite degli elementi minerali del vigneto (attraverso il calcolo ad ettaro o a quintale di uva prodotta) in quanto ciò che asportiamo con le produzioni lo dobbiamo reintrodurre.
Netafim Vigneto 1La fertirrigazione nella viticoltura da vino è una tecnica ad oggi ancora poco diffusa; la stessa irrigazione è spesso, erroneamente, vista dai viticoltori come una pratica finalizzata soprattutto ad una viticoltura quantitativa. In realtà, una gestione razionale dell'irrigazione non è a favore della ‘quantità' e a discapito della ‘qualità' delle produzioni, poichè concorre a mantenere un buon equilibrio tra la parte vegetativa e la parte produttiva della pianta, contribuendo negli anni a conservare costante il livello di qualità del mosto.
Nei vigneti in cui sia già presente un impianto di irrigazione, in particolare se si tratta di irrigazione a goccia, si hanno numerosi vantaggi ad intraprendere la pratica della fertirrigazione, soprattutto per quanto riguarda l'efficienza della nutrizione e l'ottimizzazione del lavoro. Fare fertirrigazione significa però anche avere ferrate conoscenze di chimica delle soluzioni nutritive; infatti non tutti i fertilizzanti idrosolubili possono essere miscelati contemporaneamente ed i valori di pH e temperatura dell'acqua devono essere sempre monitorati, poichè influenzano direttamente la solubilità dei concimi.
La vite da vino beneficia della fertirrigazione in più fasi, ma è in particolare durante la prefioritura che la vite ha un'attività radicale molto elevata e quindi l'assimilazione dei nutrienti è massima. In questa fase è molto importante l'assorbimento di fosforo e potassio che saranno poi reimpiegati dalla pianta dalla fioritura in avanti, per l'ottenimento di un equilibrato rapporto tra germogli e grappoli. Netafim Vigneto 2
Il potassio è inoltre richiesto dalla chiusura grappolo in avanti, in particolare nelle uve a bacca rossa, in cui concorre ad incrementare il grado zuccherino del mosto mentre nei vitigni a bacca bianca in questa fase è consigliata l'applicazione anche di prodotti contenenti zolfo, per lo sviluppo dei precursori aromatici.
Come per le colture frutticole, anche per la vite lo sviluppo primaverile della nuova vegetazione dipende essenzialmente dalla disponibilità delle sostanze di riserva accumulate nel corso dell'anno precedente, soprattutto nel periodo post-vendemmia. Ovviamente anche il decorso invernale e, soprattutto, quello primaverile in termini di andamento delle temperature e della distribuzione delle piogge, influiscono sulla risposta vegetativa della vite.
Dal germogliamento sino alla fioritura, la vite si avvale dell'apporto di azoto, per il sostegno dell'esigenza proteica ed aminoacidica che contraddistingue tale fase di intensa attività metabolica, meristematica e vegetativa.
I disciplinari di produzione integrata prevedono i dosaggi dell'azoto in funzione della produzione stimata, non superando degli specifici valori fissati per ogni comprensorio disciplinato dal regolamento, a meno di carenze manifeste evidenziate da analisi di diagnostica fogliare e peziolare o da analisi del terreno.
In considerazione di ciò e dei livelli di piovosità che contraddistinguono il periodo invernale, si consiglia la distribuzione complessiva prevista dell' azoto nel periodo primaverile, stando attenti a non eccedere.
Nella fertirrigazione dell'uva da tavola, invece, l'obiettivo principale è, nel rispetto dell'ambiente, restituire gli elementi nutrizionali asportati con la produzione e persi e correggere eventuali alterazioni (ad esempio per carenze di microelementi).
In fase di allevamento grande attenzione è rivolta alla concimazione azotata, da effettuare con due o più apporti frazionati primaverili con distribuzione localizzata sul terreno o in fertirrigazione.
Netafim Uniwine DripperI fertilizzanti impiegati si suddividono principalmente in concimi liquidi ed idrosolubili a composizione singola o multipla, entrambi forniti in accordo ai parametri indicati in precedenza.
Sfruttando le naturali capacità della Vite ad usare efficientemente acqua e nutrimenti, e l'ausilio di sistemi affidabili ed efficienti di fertirrigazione a goccia, in grado di assicurare un'alta uniformità di distribuzione, quali quelli NETAFIM, si riescono a gestire le quantità di acqua e fertilizzanti in funzione delle esigenze nelle diverse fasi fenologiche e della qualità del vino che si vuole ottenere.


Stefania De Pirro e Alberto Puggioni

Netafim


Netafim Italia S.r.l.
Frazione Monleone
Via Pian Degli Alberi, 27C
16044 - Cicagna (GE)
Tel. 0185 18720
info@netafimitalia.com
www.netafimitalia.com