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La nutrizionale minerale, o concimazione, è vista come una prassi periodica che si attua, ragionando spesso su quantità stimate in maniera approssimata, ogni due o tre anni. Le tecniche di somministrazione sono per lo più legate allo spandimento o, alla concimazione fogliare. Una terza via, più razionale, di somministrazione è la Fertirrigazione. Questa tecnica grazie ai suoi indubbi vantaggi si sta diffondendo rapidamente e prevede come parte integrante del sistema la microirrigazione. I sistemi d'irrigazione a goccia sono considerati la soluzione tecnica di gestione idrica migliore per l'olivicoltura moderna da reddito. Naturalmente, così come la programmazione dell'irrigazione deve essere basata su dati oggettivi per evitare sprechi e razionalizzare le risorse, lo stesso vale per la concimazione. Tra gli strumenti che ci aiutano maggiormente troviamo sicuramente le analisi del terreno e dell'acqua. Oggi queste ultime sono sempre più uno strumento tecnico al quale i consulenti agronomici, o il tecnico aziendale, incluso l'olivicoltore più esperto, non possono rinunciare se hanno come obiettivo la gestione razionale della nutrizione dell'oliveto. In accordo con le analisi, e con le asportazioni che l'olivo pratica a carico del suolo per produrre la propria biomassa, si studiano i piani di concimazione. Lo stesso avviene per i piani di fertirrigazione che hanno in più il pregio di poter essere modificati in corso d'opera in base alla risposta delle piante che si osserva nelle diverse fasi di sviluppo in campo. In accordo alle analisi dell'acqua si terrà conto del cambiamento di determinati parametri quando si aggiungono dei concimi. La Fertirrigazione consiste nel disciogliere i nutrienti necessari all'interno del flusso irriguo. Per avere la La tecnica esposta è considerata la più innovativa e razionale in quanto sfrutta le normali vie d'ingresso, trasporto e d'assimilazione della pianta, ovvero l'apparato radicale. La risposta dell'olivo alle tecniche di Fertirrigazione avviene nel breve periodo e la pianta si giova rapidamente del buon intervento. Questo ci permette, nel caso di carenza di microelementi di intervenire per soccorrere la coltura. Come tutti i sistemi ad alta precisione si eviterà di somministrare grandi quantità in una volta sola, optando invece per una somministrazione frazionata. Quello che si vuole ottenere è una nutrizione distribuita sui fabbisogni periodici, una sorta d'alimentazione "a cucchiaio", con piccole quantità fornite spesso a composizione costante o variabile in accordo con le necessità durante le diverse fasi fenologiche di sviluppo dell'olivo. Questa pratica non è possibile con le tecniche tradizionali di spandimento o concimazione fogliare.I vantaggi di una corretta irrigazione, associata con una nutrizione tramite fertirrigazione, si manifestano positivamente sia sugli ulivi giovani che sulle piante mature o senescenti. Sulle piante giovani l'obiettivo è il corretto attecchimento in campo e lo sviluppo di un buon apparato radicale nonché di una chioma che permetta alla pianta di elaborare le sostanze di riserva, di differenziare le gemme a frutto, quindi di prepararsi all'ingresso in produzione. Nei primi anni di sviluppo l'apparato radicale interessa un volume limitato di terreno. In questa fase è quindi conveniente distribuire concime e acqua contenendo le perdite azotate con aumento d'efficienza nell'uso da parte dell'olivo. L'irrigazione (e la fertirrigazione di conseguenza) ha effetto positivo sull'ingresso anticipato in produzione sia sulla riduzione della possibilità di insorgere dell'alternanza produttiva. Su piante mature in produzione l'effetto positivo della fertirrigazione si esplica nella gestione del fabbisogno nutrizionale stagionale e nella possibilità d'intervento sulle eventuali carenze. Risulta spesso tempestivo l'intervento fertirriguo in fioritura con i microelementi necessari. Si cerca di stabilire e consolidare l'equilibrio vegeto produttivo della pianta e di mettere l'olivo nelle condizioni di stimolare e indurre le proprie gemme a differenziarsi correttamente per l'anno successivo. La diminuzione dell'incidenza d'alternanza vale anche per le piante in produzione, se adeguatamente irrigate.Su piante senescenti o secolari l'effetto positivo si ha sulla corretta gestione idrica e nutrizionale di apparati radicali estesi dove la somministrazione localizzata permette di risparmiare e ottimizzare la quantità di elementi da distribuire. La risposta della pianta è positiva e le recenti esperienze lo confermano. La grande esperienza sui diversi tipi di oliveti nel mondo rafforza il ruolo di strumento tecnico agronomico che l'irrigazione localizzata a goccia va assumendo. Il diffondersi della microirrigazione localizzata a goccia si avvale di volumi ridotti somministrati con costanza, ed ha svincolato la concimazione dall'attesa di apporti idrici meteorici o adacquamenti ad alti volumi apportati all'oliveto. Chi oggi possiede l'impianto d'irrigazione a goccia non può non considerare le opportunità offerte dalla Fertirrigazione. Al fine di prendere dimestichezza con il sistema, si può iniziare con una gestione mista. Ovvero praticare una concimazione di fondo parziale e completare la nutrizione con la fertirrigazione così da tenersi un discreto margine di gestione e sincerarsi dell'utilità del sistema nel suo complesso. Si passerà nel tempo ad una gestione spostata maggiormente verso l'uso di questa tecnica innovativa che ottimizza l'investimento dell'impianto irriguo. I risultati, com'è ovvio attendersi, saranno maggiormente incisivi tanto più la zona sarà arida. I prodotti utilizzati andranno scelti in base al costo per unità fertilizzante, alla qualità dell'acqua, al pH del suolo, alla solubilità e compatibilità con gli altri elementi se si usano soluzioni madre con vari elementi. La pianificazione delle irrigazioni dovrà perciò comprendere anche lo studio dei nutrienti e delle quantità da aggiungere alla soluzione adattandolo ai fabbisogni irrigui e minerali alle diverse fasi di crescita. Gli interventi andranno programmati già alla ripresa vegetativa. Da questo momento possiamo distinguere tre fasi. La prima va fino all'allegagione (circa 14 settimane). La seconda dall'allegagione alla prima fase di crescita della drupa (circa 7 settimane). La terza fase dalla seconda fase di crescita della drupa all'invaiatura (circa 9 settimane). In accordo alle analisi del terreno bisognerà stabilire quanto restituire in termini di macroelementi e in che proporzione. Queste quantità ovviamente cambieranno da zona a zona per effetto del contenuto di nutrienti nel suolo, delle attese produttive, dell'età delle piante. Di seguito un'indicazione orientativa dei fabbisogni in fertirrigazione relativi ai 3 periodi indicati.
Un impianto mantenuto in buono stato è condizione minima necessaria per una corretta fertirrigazione. Un olivo mantenuto nel corretto stato idrico e nutrizionale è nelle condizioni ottimali per soddisfare le attese produttive ed economiche dell'azienda agricola. (*autocompensante: caratteristica tecnica di alcuni gocciolatori Netafim in grado di erogare la stessa portata in litri per ora al variare della pressione in linea all'interno del campo d'autocompensazione. Es: Uniram, DripNet) Alberto Puggioni
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