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Rucola e Valerianella in contenitori alveolari

Negli ultimi anni si č iniziato ad effettuare ricerche sulla coltura in fuori suolo di ortaggi da foglia, in quanto essa puņ presentare un valido modello di crescita per le garanzie qualitative che offre al mercato attuale del prodotto finito.

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Floating system

Infatti, gli ortaggi da foglia vengono commercializzati freschi, tagliati, lavati, pronti al consumo, condizionati in confezioni, diventando in questo modo un prodotto di IV gamma.
La IV gamma si propone ai consumatori soprattutto in termini di convenienza per la riduzione del lavoro domestico di preparazione dei piatti, l'utilizzabilità immediata e la lunga disponibilità nel tempo. L'ambiente condizionato a basse temperature della filiera della IV gamma consente di rallentare i processi di deterioramento dovuti al metabolismo dei tessuti, fenomeno che tende ad essere accelerato anche dal taglio cui sono sottoposti i prodotti. Per valorizzare al meglio questo tipo di trasformazione occorrono vegetali che uniscano, alle buone caratteristiche alimentari, la massima conservabilità nelle condizioni di prodotto tagliato; quindi la scelta della materia prima più idonea è da considerare determinante per il successo commerciale. Una corretta crescita del materiale vegetale ed il rispetto della programmazione produttiva si possono ottenere adottando la tecnica della coltura fuori suolo che permette di gestire i diversi parametri ambientali (luce, temperatura, umidità del substrato, concimazione, ecc.). Si impongono però scelte tecniche che implicano una buona conoscenza dei parametri che influenzano la crescita delle piante.
La scelta del tipo di substrato adottato risulta di primaria importanza non solo per ragioni commerciali: la preparazione di substrati con miscugli di materiali diversi (torba, vermiculite, perlite, ecc.) determina una variabilità delle condizioni chimico-fisiche con conseguenze sul tipo di crescita dell'apparato radicale e risposte diverse sull'intera pianta, quali, tra l'altro, una differente distribuzione della biomassa prodotta.
L'uso di substrati inerti, sterili ed a basso impatto ambientale, rappresenta inoltre un'alternativa all'impiego del bromuro di metile come disinfettante del terreno. Le condizioni idriche del substrato, notevolmente influenti sulla dinamica di crescita dell'apparato radicale e dell'intera pianta, sono in gran parte determinate dai sistemi idrici adottati. Il sistema tradizionale di irrigazione delle piante in serra, largamente impiegato in Italia e nel mondo, è quello soprachioma (Overhead), che può comportare una difformità di distribuzione dell'acqua alle piantine, con conseguente difformità di crescita dell'apparato radicale e dell'intera pianta. Sistemi di irrigazione innovativi per l'orticoltura italiana sono costituiti da quello a flusso e riflusso d'acqua (Ebb-and-Flow) e quello a galleggiamento permanente (Flotation). Notevoli vantaggi vengono prospettati dall'impiego di questi sistemi per le colture protette. Il sistema Ebb-and-Flow consente un risparmio del 50-60% di impiego di fitofarmaci, dell'85% di acqua, del 50% di fertilizzanti, e la scomparsa quasi totale di malattie fogliari.
La sub-irrigazione aumenta la precisione nell'applicazione dei fertilizzanti, in quanto vengono eliminati i problemi di lisciviazione durante le irrigazioni. Gli elementi essenziali del sistema a galleggiamento permanente (Flotation) sono rappresentati da alveolati di polistirolo espanso o altro materiale a basso peso volumetrico e idrofugo, utilizzati come contenitori del substrato e supporto per la pianta, e da vasche di coltivazione per il rifornimento idrico e nutrizionale, profonde 0,25-0,30 m. Il funzionamento prevede il galleggiamento (floating) degli alveolati sospesi sopra reti metalliche di appoggio per tutto il periodo di crescita delle piante. Con questo sistema di irrigazionecoltivazione l'impiego dell'acqua può venire razionalizzato e l'uso di manodopera e dei tempi colturali ridotto. In aggiunta, la diffusione fogliare di malattie fungine viene praticamente azzerata dalla mancanza totale di bagnatura delle foglie ed il prodotto finito (foglie di ortaggi) risulta pulito e pronto per il confezionamento e la vendita.
Il presente lavoro riferisce di una serie di sperimentazioni, effettuate con l'obiettivo generale di studiare i possibili impieghi del sistema di coltura fuori suolo finalizzati alla crescita di piante ortive da taglio, in particolare di rucola (Eruca sativa Mill.) e di valerianella (Valerianella olitoria L.). Per entrambe le specie si sta attualmente assistendo ad un'espansione degli areali di coltivazione: in Veneto, Campania, Lazio, Puglia, Lombardia, Abruzzo, Sardegna e Piemonte, dove la rucola riveste un ruolo notevole, in particolare per le produzioni ottenute dall'autunno alla primavera, si stanno ampliando le superfici coltivate sia all'aperto sia in strutture protette, mentre per la coltivazione della valerianella il Piemonte si colloca al secondo posto tra le regioni italiane con 10 ha in serra.
Contenitori alveolari.
Le piante sono state allevate in alveolati in polistirolo normalmente utilizzati in vivaistica
che differivano per il numero di alveoli e, di conseguenza, per le dimensioni degli stessi. Gli alveoli, aventi una forma a tronco di cono rovesciato, avevano diametri maggiori variabili tra 5,5 e 2,7 cm, e diametri minori variabili tra 4 ed 1 cm. Al fine di mantenere il più possibile costante la densità di piante per unità di superficie impiegando alveolati diversi sono stati posti 8, 3 e 2 semi per foro rispettivamente negli alveolati da 40, 99 e 160 alveoli. Inoltre sono stati saggiati alveolati "Styrofloat" (0.60 m x 0.98 m), pannelli di polistirolo in cui gli alveoli sono sostituiti da fessure troncoconiche che attraversano il pannello nel senso della larghezza, riempite alla semina di perlite per garantire un supporto al seme, e contenitori rettangolari in polistirolo (0.32 m x 0.50 m), con il fondo coperto da uno strato di argilla espansa, poi riempiti fino al bordo con i miscugli.
Con la sub-irrigazione le piante di rucola hanno raggiunto valori superiori in area fogliare e peso fresco quando cresciute in contenitori alveolari da 40 invece che da 160 alveoli; con la valerianella l'area fogliare maggiore è stata ottenuta dalle piante cresciute in contenitori alveolari da 40 alveoli con il miscuglio di torba e perlite e fertilizzate con 120 mmol L-1 di N (interazione significativa). L'uso dei contenitori da 160 alveoli è stato conveniente in termini di produzione di sostanza fresca, ma soltanto se le piante erano cresciute in lana di roccia ed erano fertilizzate con la soluzione da 120 mmol L-1 di N. Confrontando i due sistemi di irrigazione, la produzione in termini di peso fresco è risultata significativamente influenzata dall'interazione irrigazione x numero di fori. In particolare, la migliore produzione si è ottenuta in piante cresciute con il sistema di irrigazione flotation e in presenza di 40 fori per alveolato. La produzione minore si è ottenuta con ebb-and-flow e 160 fori. La produzione di valerianella è stata significativamente favorita da un numero ridotto di fori per alveolato; se coltivata con galleggiamento nella soluzione con il fertilizzante commerciale, il numero di fori dell'alveolato ha un effetto significativo su peso fresco e sostanza secca sia alla raccolta sia durante la conservazione, e la produzione è favorita da un elevato numero di alveoli (1920,57 vs
1395,34 g m-2 e 1363,43 vs 887,17 g m-2, rispettivamente con alveolati a 99 e 40 fori nella prova di frequenza di sostituzione della soluzione nutritiva ed in quella di dosi di N).

Il lavoro completo nel PDF allegato.
Silvana Nicola, Jeanet Hoeberechts, Emanuela Fontana, Daniela Saglietti, Giuseppe Piovano
Università degli Studi di Torino - Dipartimento di Agronomia, Selvicoltura e Gestione del Territorio, Settore Orticoltura e Colture officinali.

Fonte: Q Agricoltura/42

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