 Vetri in laboratorio Essa è legata, fondamentalmente, alla natura della matrice litologica e all'andamento dell'evoluzione pedogenetica, quest'ultima strettamente correlata alle condizioni pedoclimatiche che l'hanno accompagnata. Ma altri fattori, sia interni che esterni, concorrono a determinare variazioni della reazione del suolo: la presenza di particolari sostanze, l'eterogeneità e la microeterogeneità del sistema, le caratteristiche climatiche stagionali, le tecniche colturali (l'aratura profonda può determinare incrementi di pH; la fertilizzazione con concimi minerali costituiti da sali a reazione acida - ammonio solfato, ammonio fosfato, ammonio nitrato e urea - o basica - scorie di Thomas, calcio nitrato, calcio fosfato bibasico). La valutazione della reazione, che condiziona in misura determinante le proprietà fisiche, chimiche, biologiche e nutrizionali del suolo costituisce, in generale, il punto di partenza dell'iter analitico. Metodica ufficiale "Determinazione del grado di reazione (pH)" (determinazione del pH in acqua) Il metodo è applicabile a tutti i tipi di suolo. Tuttavia i valori ottenuti non rispecchiano fedelmente il valore del pH in campo, ma sono indicativi del grado di reazione del sistema. Usando sospensioni di sali neutri (KCl e, soprattutto, CaCl2), i valori di pH sono maggiormente correlati al grado di saturazione e alla natura del complesso di scambio. Il dato è espresso come unità di pH con una sola cifra decimale, precisando la soluzione utilizzata. Valutazione agronomica Normalmente il pH dei suoli varia da 4,0 a 8,5; in condizioni particolari si possono riscontrare suoli con pH inferiore a 3 o superiori a 10. Sulla base dei valori di pH in H20 i suoli vengono classificati secondo lo schema riportato in tabella (classificazione USDA):  Nei terreni neutri ed alcalini, il valore del pH è correlato al contenuto in calcare, al tenore in basi scambiabili e, nel caso di suoli a pH superiori a 8,4÷8,5, alla percentuale di sodio e/o magnesio nel complesso di scambio. Pertanto, i terreni calcarei non manifestano mai pH superiori a 8,5. Nei terreni acidi il valore di pH è correlato all'acidità complessiva e di scambio (alluminio + idrogeno) e quindi al grado di saturazione basica che, ovviamente, è sempre inferiore al 100%. L'assimilabilità degli elementi nutritivi indispensabili alle piante è condizionata dalla reazione. Ferro, manganese, rame e zinco sono influenzati dal pH: un aumento induce una diminuzione di solubilità e, pertanto, una minore disponibilità per le piante le quali possono manifestare sintomi, più o meno gravi, di carenze nutrizionali - clorosi ferrica, carenza di manganese, ecc. Al contrario, una diminuzione del pH (aumento dell'acidità) favorisce la solubilità di questi elementi. Comportamento contrario manifesta il molibdeno. Anche i composti del fosforo vengono convertiti in forme poco solubili tanto nei suoli acidi che in quelli ad alcalinità fisiologica (insolubilizzazione del fosforo). Rilevanti sono gli effetti del pH su alcune attività biologiche del suolo. La reazione acida riduce o inibisce numerose attività batteriche, per cui risultano sensibilmente ridotti i processi di azotofissazione, di nitrosazione e di nitrificazione, e favorisce lo sviluppo e le attività dei funghi. Non meno importanti sono gli effetti del pH sulle caratteristiche chimico-fisiche del suolo: la dispersione dei costituenti la frazione argillosa, la distruzione degli aggregati del suolo, la riduzione della permeabilità all'acqua, la contrazione del volume per essiccamento risultano influenzati dal grado di reazione. In tal senso le condizioni ottimali si accertano nei suoli debolmente acidi o neutri. Elementi di Buona Pratica Agricola Come è noto, le colture necessitano, per uno sviluppo ottimale, di un ambiente chimicamente compatibile con i meccanismi biochimici di assorbimento e difesa. Tale compatibilità sembra essere importante soprattutto per le specie da fiore, mentre le più comuni specie da pieno campo sembrano adattarsi bene nell'intervallo di pH compreso tra 5,5 e 8,0. La bassa produttività dei terreni molto acidi è spesso collegata ad azioni tossiche per la messa in libertà di cationi metallici (in particolare per l'alluminio) che le piante assorbono in quantità tale da superare la soglia di tossicità. La neutralizzazione dell'alluminio e degli altri elementi metallici, presuppone l'utilizzo di ammendanti calcarei (calcare, dolomia, marna calcarea) che, innalzando la reazione del terreno, provocano la loro immobilizzazione. Inoltre la correzione dei suoli acidi agendo su molte proprietà fisiche, chimiche e biologiche del suolo, rende l'habitat più favorevole alla crescita vegetale. Nei suoli a reazione fortemente alcalina dovuta ad accumuli di sodio sul complesso di scambio, è possibile la correzione del pH mediante la somministrazione di gesso il quale permette di ripristinare i giusti rapporti tra calcio, magnesio, potassio e sodio scambiabili, di migliorare le proprietà fisiche, di rendere i metalli maggiormente disponibili all'assorbimento radicale.
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