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Fertirrigazione del pero

La concimazione del pero mediante tecniche moderne di elevata efficienza.

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Pere

Il sistema tradizionale di concimazione consiste nel distribuire a fine inverno il concime, solitamente contenente azoto, fosforo e potassio, con rapporto ritenuto ottimale per la coltura durante tutto l'anno, tenendo anche in considerazione la quantità di elementi nutritivi che presumibilmente non giungeranno a bersaglio, persi per dilavamento o bloccati nel terreno da reazioni chimiche o da scarsa umidità.
Tutto questo espone l'agricoltore a sprechi di concime che si traducono in sprechi di denaro.
L'agricoltore tradizionale avveduto sopperisce in parte a questi problemi con la riconcimazione in copertura, con prodotti che devono essere il più possibile disponibili e assimilabili.
Frazionare gli apporti è fondamentale per assecondare i ritmi di assorbimento della coltura, differenti per ogni elemento nutritivo, e al contempo per non esporre il capillizio radicale dedicato all' assorbimento a eccessi di sali che si traducono in cali di resa.
Il pero, infatti, come molte altre colture da frutto, è sensibile alla salinità del suolo, tanto che già a 1,4 millisiemens nell'estratto saturo del suolo inizia a ridurre la produzione, e lo fa in modo rapido con l'aumentare del valore.
Per produrre bene l'agricoltore deve anche gestire oculatamente l'acqua, al fine di non avere mai né eccessi né carenze che provochino stress delle piante e conseguenti cali di rese.
Immaginando il terreno su cui opera come un serbatoio soggetto a svuotamenti e riempimenti, egli dovrà fare in modo che la pianta trovi sempre acqua nelle quantità ottimali, che sono quelle prossime alla capacità di campo; via via che il terreno si asciugherà allontanandosi da questa ottimale situazione la pressione che le radici dovranno esercitare per assorbire acqua sarà crescente. L'impiego di tensiometri ci aiuterà a capire, terreno per terreno, quando è il momento ottimale per irrigare considerando sia l'aspetto economico del costo dell'irrigazione sia l'aspetto agronomico del benessere della coltura.

Arpa NL 6 2010 1Poiché abbiamo capito che sia acqua che concimi andrebbero preferibilmente gestiti in maniera frazionata e continua nel tempo, nessuna tecnica consente di farlo meglio della irrigazione a goccia accompagnata dalla fertirrigazione.
Per una buona fertirrigazione è importante disporre di un impianto efficiente che permetta una distribuzione omogenea della soluzione di acqua e concime, con un sistema di iniezione possibilmente proporzionale che sia in grado di immettere per la durata voluta il fertilizzante secondo un rapporto di diluizione stabilito.
Ovviamente i concimi devono essere di qualità tale da non costituire una possibile fonte di occlusione dei gocciolatori, caratterizzati da passaggi molto fini. Devono dunque essere utilizzati prodotti specifici per fertirrigazione.
Per avere la massima efficacia è bene che siano estremamente solubili se solidi, (solitamente per unitàArpa NL 6 2010 2 fertilizzante apportata i concimi solidi costano meno dei liquidi) e che non contengano elementi dannosi alla coltura o che innalzino troppo la salinità (come i cloruri ) o il pH (come i carbonati).
Una materia prima fondamentale per la fertirrigazione è il nitrato potassico 13-0-46, un sale puro che apporta esclusivamente azoto in forma nitrica e potassio esente da cloro, due elementi nutritivi fondamentali per il pero e assorbiti dalla pianta nella fase produttiva secondo un rapporto 1:3,5 che è lo stesso contenuto nel concime.
Con questa materia prima vengono prodotti in Israele i concimi completi Polyfeed , che contengono oltre a questi due, tutti gli altri elementi nutritivi necessari alla coltura, compresi magnesio e microelementi, nelle forme più assimilabili.
Per produrre 30 tonnellate per ettaro di pere di qualità, servono circa 80 kg di azoto, 20 di anidride fosforica, 100 di ossido di potassio, 25 di ossido di magnesio e 240 di ossido di calcio, e quindi è necessario che la coltura abbia a disposizione durante il ciclo colturale tutti questi elementi.
Con le tecniche tradizionali è necessario aumentare di parecchio gli apporti affinchè siano poi disponibili queste quantità.
Ad esempio, è normale moltiplicare per 2,5 volte gli apporti di P2O5 (fosforo) rispetto alle asportazioni, considerando i numerosi fattori che rendono indisponibile questo elemento , pur se presente in buone quantità nel terreno.
L'azoto invece è un elemento la cui disponibilità è da un lato ridotta dal suo facile dilavamento, o dalle perdite per gassificazione, dall'altro può essere incrementata dalla mineralizzazione della sostanza organica, e questo avviene preferibilmente durante la tarda estate, quando comporta problemi di eccessivo rigoglio vegetativo e determina una qualità inferiore dei frutti in conservazione.
Per assecondare allora i ritmi di assorbimento della coltura riducendo gli sprechi e migliorando la qualità della produzione, in un terreno sabbioso o di medio impasto suggeriamo di impiegare, esclusivamente in fertirrigazione, dunque senza nessun anticipo con concimi tradizionali, 100 kg per ettaro di Polyfeed 18-18-18 + 2 + microelementi (rapporto 1:1:1) tra bottoni fiorali e piena fioritura; 100 kg per ettaro di Polyfeed Drip 14-7-21 + 2 + microelementi (rapporto 2:1:3) tra caduta petali e inizio ingrossamento frutti, e 100 kg per ettaro di Polyfeed Drip 14-7-28 + 2 + microelementi (rapporto 2:1:4) durante l' ingrossamento fino a 15 giorni dalla raccolta. Poi si impiegano 50 Kg per ettaro di Solupotasse nelle ultime due settimane . Dopo la raccolta è importante distribuire altri 100 kg di Polyfeed 14-7-28 + 2 + microelementi per predisporre nel modo migliore la pianta alla prossima stagione con il giusto accumulo di sostanze di riserva che garantiscano una partenza ottimale.
Con questo piano di concimazione semplice ma "tecnico", con soli 450 kg di concime per ettaro e senza costi di distribuzione ("facciamo lavorare l'acqua"), avremo distribuito assecondando i ritmi di assorbimento del pero 60 kg di azoto, 39 Kg di P2O5, 110 Kg di K2O, 8 kg di MgO + tutti i microelementi necessari, molti in forma chelata.
La tecnica di distribuzione consigliata è di distribuire i fertilizzanti tutte le volte che si distribuisce l'acqua, dividendo i quantitativi del periodo per il numero di irrigazioni. E' bene distribuire sempre per circa 10 minuti acqua "pulita" sia prima che dopo la fertirrigazione.
In caso di terreni argillosi si può spostare una parte della concimazione al terreno in forma tradizionale, impiegando però concimi altamente assimilabili ed efficienti: ad esempio 300 kg di Unislow 22-12-16 + 2, che ha una parte di azoto a lenta cessione e il potassio da nitrato, dimezzando poi in fertirrigazione le quantità già viste.
Questi interventi di concimazione al suolo vanno integrati con alcuni interventi "strategici".
Ad esempio, da bottoni fiorali a caduta petali si effettuano 3 interventi fogliari con Alcygol B2M alla dose di 3 litri/ettaro; questo concime apporta oltre alle alghe che hanno effetto stimolante anche boro, magnesio e manganese in quantità e rapporto ottimali per stimolare una efficiente fioritura.
In fioritura è bene distribuire 25 kg per ettaro di fosfato monopotassico (0-52-34), per regolare il rapporto di assorbimento dell'azoto e indurre la fase produttiva.
Dopo la fioritura è fondamentale sul pero un trattamento fogliare con Jisamar, un prodotto a base di estratti di alghe marine molto ricco di citochinine naturali, alla dose di 250 cc/hl, da ripetere dopo 10 giorni.
Dall'allegagione in poi è importante l'uso di Capfol, concime fogliare a base di fosforo, calcio e zinco che permette al frutto in accrescimento di avere a disposizione questi tre elementi fondamentali per il suo sviluppo.
A giugno, se la vegetazione è eccessiva, si impiegano ancora per 2 volte 25 kg per ettaro di fosfato monopotassico (0-52-34) in fertirrigazione: e nello stesso periodo, per favorire una corretta differenziazione delle gemme, si può impiegare il fosfato monoammonico (12-61-0) alla dose di 50 kg per ettaro. Per via fogliare prima del riposo vegetativo si consiglia di distribuire zinco e boro, con 5 litri alla concentrazione di 100/150 cc/hl ciascuno di Fixa zinco e di Boronia o Boronplus.
Questo tipo di concimazione, attenta e basata su motivazioni tecniche, ci permetterà di produrre non solo quantità, ma anche e soprattutto qualità.
Infatti per un produttore di pere abate del Nord Italia la produzione con calibro superiore a 70 viene facilmente venduta e inoltre spunta prezzi ben diversi rispetto a quella di calibro inferiore.

Arpa NL 6 2010 3Come si vede dal grafico, considerando una retta di isocosto di 13.500 euro per ettaro che comprende tutti i costi sia diretti che indiretti, e include una spesa per concimi di circa 500 euro per ettaro (3,7%), l'aumento di resa atteso con l'aumento della spesa per il concime (purchè si tratti di una spesa "oculata") fino a 1.000/1.500 euro per ettaro è molto più che proporzionale. Vediamo infatti che le due rette si allontanano e la loro distanza indica il profitto dell'agricoltore. Se si produce almeno il 70 % di calibro >70, risultato probabile con una concimazione come quella consigliata, diventano importanti sia l'aumento di resa che l'aumento di qualità e l'insieme dei due vantaggi determina un vantaggio molto più grande.
Se al contrario punteremo a risparmiare sulle unità apportate non produrremo qualità, e pur riducendo il costo della concimazione le rese fino a 32 tonnellate determineranno un risultato economico negativo.
La concimazione del pero e dei fruttiferi in generale è dunque un argomento tecnico che ha grande rilevanza sul risultato produttivo, e richiede pertanto un approccio consapevole e serio sia dal punto di vista dei tempi che dei materiali usati.

Dr. Agr Giulio Guastalla
Arpa Speciali


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