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L'Italia è il primo produttore europeo di frutta e verdura con 1,5 milioni di ha e 30 milioni di tonn.
Italia leader europeo dell'ortofrutta 19/06/2007 L'Italia è il primo produttore europeo di frutta e verdura con 1,5 milioni di ha e 30 milioni di tonn.
L'Italia è il primo produttore europeo di frutta e verdura con 30 miliardi di chilogrammi (25% del totale comunitario) e 1,5 milioni di ettari coltivati ed è il primo produttore mondiale di kiwi, il secondo produttore mondiale di pomodoro da industria e il primo produttore comunitario di uva da tavola, kiwi, pere, pesche, nocciole, carciofi, cavolfiori, melanzane e il secondo produttore comunitario di mele, agrumi, pomodori. Il nostro Paese è inoltre secondo nei consumi a livello europeo con 417 grammi al giorno per persona e l'ortofrutta è il 16 per cento della spesa alimentare per un valore di 80 euro per famiglia al mese.
Sono dati che emergono da uno studio della Coldiretti sulla consistenza del settore ortofrutticolo in Italia, Europa e nel mondo, divulgato in occasione della discussione finale sulla riforma di mercato dell'ortofrutta al Consiglio dei ministri Agricoli comunitari in Lussemburgo dove è presente una delegazione Coldiretti guidata dal presidente Sergio Marini.
In base allo studio, inoltre, emerge che il valore delle esportazioni è di oltre 3 miliardi di euro e che, nonostante la bilancia commerciale sia positiva, sono importate 3,4 miliardi di chilogrammi nel campo ortofrutticolo.
Si evidenzia che l'ortofrutta vale da sola quasi un quarto dell'agricoltura italiana ed assorbe ben il 16 per cento della spesa alimentare degli italiani per un valore di 80 euro al mese per famiglia. Una componente fondamentale della dieta mediterranea che contribuisce a garantire agli italiani il record della longevità a livello europeo grazie al consumo di prodotti freschi o trasformati da agrumi e pomodoro. Tra i settori maggiormente interessati alla riforma di mercato dell'ortofrutta c'è proprio la conserva di pomodoro (concentrati, passate, polpe, pelati, sughi, etc.) che contribuisce all'immagine positiva del made in Italy all'estero e interessa 185 industrie di trasformazione, 60mila ettari coltivati, 7mila imprenditori agricoli che producono un quantitativo di 44 milioni di quintali. A parte la Grecia, dove si consumano mediamente 580 grammi al giorno di ortofrutta per persona, gli italiani sono i più "ghiotti" d'Europa con 417 grammi, un livello ancora troppo vicino a quello minimo raccomandato dalla FAO di 400 grammi al giorno pro-capite. Infine una curiosità che emerge dal "paradosso" delle crescenti importazioni sul mercato italiano (come detto 3,4 miliardi di chilogrammi): dall'analisi emerge che facendo acquisti in Italia c'è una probabilità su dieci di consumare frutta e verdura di origine non nazionale. Dall'uva del Sudafrica alle pesche greche, agli agrumi spagnoli fino alle pere argentine sono alcuni esempi di prodotti che si trovano facilmente sui banchi di vendita, ma rilevanti sono anche le importazioni di patate dall'Egitto o di aglio dalla Cina. A causa delle irregolarità spesso presenti nell'etichettature la frutta e verdura proveniente dall'estero è destinata in molti casi ad essere spacciata come made in Italy nonostante l'entrata in vigore di norme che prevedono multe salate se non viene esposta l'indicazione dell'origine, della qualità e delle varietà. Una mancanza di trasparenza che impedisce di fare scelte consapevoli e di capire quali prodotti sono di stagione nel nostro Paese e quale è quindi il momento migliore per acquistare le ciliegie o le pesche, che non sono prodotte in Italia dodici mesi all'anno. Source: Coldiretti
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