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Subirrigazione a goccia

La subirrigazione a goccia, altrimenti detta Sdi (Subsurface drip irrigation), non è altro che una tecnica di microirrigazione applicata sotto la superficie del terreno.

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Subirrigazione

Viene attuata tramite ali gocciolanti interrate ad una profondità variabile secondo le caratteristiche del terreno e delle piante da irrigare.
Nonostante la microirrigazione sotterranea sia conosciuta da molti anni, l'interesse verso questo metodo è iniziato solo alla fine degli anni '80 grazie alla messa a punto di nuove tecnologie che hanno permesso di risolvere alcuni problemi particolarmente gravi come l'intrusione delle radici nei gocciolatori.

Trattandosi di una tecnica microirrigua la subirrigazione a goccia è caratterizzata da:
localizzazione dell'acqua in prossimità della pianta;
alta frequenza delle irrigazioni;
lunghi tempi d'erogazione dell'acqua;
bassa pressione d'esercizio.
Di conseguenza essa presenta gli stessi vantaggi tipici della microirrigazione tradizionale tra i quali possiamo ricordare:
- la forte riduzione delle perdite d'acqua per evaporazione dal suolo e dello sviluppo delle malerbe;
- la somministrazione dell'acqua e del fertilizzante in posizione ottimale rispetto alle radici della pianta;
- la possibilità d'ingresso in campo di macchine per le operazioni colturali anche durante o subito dopo l'irrigazione;
- la possibilità d'impiego di acque moderatamente salate senza che ciò causi, tra un'irrigazione e l'altra, l'accumulo di sali a concentrazioni dannose per le piante;
- l'utilizzo di fonti idriche di modesta portata e di tubazioni di piccolo diametro quindi più economiche;
- l'elevato risparmio energetico.
Tuttavia rispetto alla microirrigazione praticata in superficie la subirrigazione presenta ulteriori
aspetti positivi come:
- L'ulteriore riduzione dell'evaporazione. Infatti i primi 15-20 cm del terreno rimangono
all'asciutto.
- Il maggiore approfondimento delle radici. Si è visto che interrando le ali gocciolanti le radici.
si sviluppano maggiormente e più in profondità rispetto ai tradizionali sistemi di microirrigazione.
- Il migliore assorbimento dei nutrienti. La subirrigazione a goccia provvede alla distribuzione
di precise quantità d'acqua direttamente nella zona esplorata dalle radici.
- La riduzione delle malattie e degli agenti infestanti. Durante la stagione irrigua, lo strato
superficiale viene mantenuto asciutto perciò si riduce l'umidità sotto la vegetazione e di
conseguenza lo sviluppo di parassiti, soprattutto fungini.
- L'ulteriore facilitazione delle operazioni in campo. Il passaggio dei macchinari, utilizzati per
le diverse pratiche colturali, risulta più facile e il sistema d'irrigazione è meno ingombrante
perché tutti i tubi e i laterali sono interrati. Inoltre, rimanendo asciutta la superficie del terreno
dopo l'irrigazione, la trazione delle macchine sarà migliorata e la compattazione del terreno
minore;
- La possibilità di utilizzo delle acque reflue. L'erogazione al di sotto della superficie del terreno consente di utilizzare acque reflue opportunamente trattate.
Chiaramente esistono delle problematiche legate alla subirrigazione che bisogna accuratamente considerare nel valutare la convenienza di questa tipologia d'impianto. I suoi limiti sono legati, principalmente, all'impiantistica ed agli accorgimenti che richiede, finalizzati all'eliminazione o riduzione di problemi quali l'occlusione chimica, l'intrusione delle radici nei gocciolatori, l'aspirazione del terreno e gli attacchi da parte dei roditori. Inoltre un grosso limite è legato alla difficoltà di manutenzione. In presenza di rotture od occlusioni (difficili da rilevare), i costi diventano certamente maggiori degli impianti in superficie. Infine non bisogna dimenticare che la microirrigazione sotterranea è compatibile solo con lavorazioni minime e superficiali (può essere al limite eseguita una ripuntatura tra le file delle ali gocciolanti).