Fertirrigazione.it

Home page > News > News Aziendali > Il trasferimento tecnologico delle innovazioni. Il “villaggio globale”.

Il trasferimento tecnologico delle innovazioni. Il “villaggio globale”.

Il trasferimento di tecnologia è il processo di condivisione di competenze, conoscenze, tecnologie, metodi di produzione e servizi, finalizzato a garantire che gli sviluppi scientifici e tecnologici siano accessibili ad una più ampia gamma di utenti.

Clicca per Ingrandire

Tecnologia e Innovazione

Nato e sviluppatosi, come concetto, dalla necessità di promuovere e facilitare il trasferimento dei risultati e della conoscenza, il trasferimento tecnologico viene oggi considerato il principale mezzo, per un'impresa, per poter raggiungere e mantenere una posizione di competitività sia nell'ambito del mercato nazionale che in quello internazionale. Sono in particolare le Piccole e Medie Imprese (Pmi) che, grazie all'acquisizione di nuove tecnologie e la collaborazione scientifica con centri di ricerca e di sviluppo tecnologico, possono raggiungere standard di competitività in linea con il mercato. Ciò è attuabile tramite l'integrazione tra le loro esigenze di innovazione e l'offerta di conoscenze tecnologiche provenienti dal mercato.
Il trasferimento è considerato come strettamente collegato alla "valorizzazione della tecnologia", ovvero alla "commercializzazione della tecnologia".
L'innovazione tecnologica, peraltro, costituisce un importante fattore di differenziazione territoriale e di trasformazione sociale. La rivoluzione industriale, che ne costituisce il più rappresentativo degli esempi, ha potenziato questi impulsi localizzativi, dapprima verso la concentrazione urbana degli insediamenti, in seguito verso il loro decentramento, sempre però connesso ai centri promotori della modernizzazione. Come ultimo e non secondario effetto, la diffusione delle innovazioni tecnologiche moderne ha prodotto spesso anche importanti cambiamenti sociali: in particolare, una richiesta di democrazia e partecipazione al governo della cosa pubblica.
La storia della localizzazione mostra che l'innovazione tecnologica è sempre stata uno dei fattori fondamentali della differenziazione territoriale.
Dal ritardo o dall'assenza della innovazione medesima, per complesse ragioni di varia natura (essenzialmente culturale), in alcune regioni terrestri, è conseguito il loro mancato sviluppo economico in senso occidentale, che è diventato un criterio di valutazione della crescita a livello "globale".
Si pensi, ad esempio, al contesto asiatico, in riferimento al quale si può rilevare come in quell'area la modernizzazione si sia realizzata in modo profondamente disomogeneo nelle diverse regioni del continente, dando luogo alla crescita economica di alcune di esse, mentre altre ne sono restate sostanzialmente escluse.
I processi di modernizzazione accelerata nell'Asia orientale richiamano l'attenzione ai mutamenti qualitativi e quantitativi degli insediamenti umani, conseguenti ai nuovi fenomeni di innovazione economico-tecnici sulla produzione dei beni e dei servizi. Ciò che si è manifestato in quasi tutti i paesi di quell'area è stato ed è anzitutto un intensificarsi dei ritmi produttivi nelle produzioni tradizionali agricole artigianali, poi un ammodernarsi di queste attraverso procedimenti industriali generalmente importati da Paesi esterni, tecnologicamente più avanzati; poi ancora un forte sviluppo nella produzione industriale, e infine un ammodernamento dei servizi commerciali e di quelli pubblici, in parallelo ad un lento aumento e miglioramento dei consumi.
Questa fase iniziale della modernizzazione è stata generalmente promossa da incentivi governativi alle iniziative economiche che hanno riguardato finanziamenti agevolati, sgravi fiscali, difese doganali, facilitazioni agli investimenti esteri e joint-ventures con compagnie straniere. Più spesso sono state facilitazioni ai grandi gruppi industriali e finanziari, piuttosto che alle piccole imprese. Talora vi è stata addirittura una sorta di osmosi tra la classe dirigente politico-militare e quella industriale-finanziaria, con il passaggio di una parte della prima alle file della seconda.
L'aspetto geografico dell'insieme dei fenomeni sopra ricordati costituisce altro versante di rilievo delle considerazioni da svolgersi.
Guardando più attentamente i processi di decentramento in atto (in passato e recentemente), ci si accorge che essi non procedono soltanto per impulso governativo, ma anche per scelte delle imprese private (quanto a localizzazioni industriali), e dei singoli cittadini, quanto a localizzazioni abitative.
Il fenomeno della dispersione geografica degli insediamenti industriali e abitativi nel contesto della modernizzazione più avanzata è stato molto favorito dalle innovazioni tecniche di telecomunicazione, le quali hanno reso economicamente equipollenti anche siti tra loro assai lontani. E' il fenomeno che si è inteso chiamare "villaggio globale", entro il quale i rapporti economici e tecnico-evolutivi potranno forse realizzarsi in modo più facile, simile a quelli fino ad ieri possibili solo in una vicinanza reale.
Le innovazioni ed i processi di modernizzazione della produzione e dei consumi non hanno, tuttavia, soltanto effetti sulla distribuzione territoriale degli insediamenti umani e sulla loro qualità; essi lentamente modificano anche i rapporti sociali e politici esistenti all'interno delle rispettive società.
Ciò ha reso necessari nuovi processi di privatizzazione dell'economia; senza di essi il collasso economico generale sarebbe diventato inevitabile. Lo stesso livello di vita sarebbe restato estremamente più basso di quello dei Paesi ove la competizione economica e il libero mercato avevano sempre funzionato (come negli Stati Uniti d'America) o dove esso era stato ristabilito dopo periodi di politiche alterne.
Un'altra novità si è inoltre manifestata nelle fasi più avanzate della modernizzazione: ormai pienamente in Europa e ora con manifestazioni anche in molti dei paesi asiatici di nuova modernizzazione. E' la richiesta di miglioramento qualitativo e quantitativo dei consumi: esigenza soggettiva legittima, ma anche esigenza generale di sistemi economici che hanno compreso l'impossibilità di collocare continuamente prodotti sul mercato estero. Debbono quindi poter contare anche sulla crescita del mercato interno, attraverso maggiori consumi, cioè attraverso più elevati salari degli stessi protagonisti delle produzioni nazionali. Si riapre così il gioco di una concorrenza internazionale più vivace, nella quale possono riprendere spazio antichi, ma anche nuovissimi operatori della modernizzazione, con effetti del tutto ancora imprevedibili sulla localizzazione dei futuri impianti produttivi.
Nel frattempo, cambiano di continuo le tecniche di produzione in tutti i rami industriali. Alla concentrazione verticale, ad esempio, dalla materia prima al prodotto finito, si è spesso sostituita una concentrazione orizzontale, fatta di parallelismo di più catene produttive. Alla grande e grandissima organizzazione produttiva, spesso appesantitasi per eccesso di burocrazia interna, si sono sostituite compagnie di media dimensione, più agili nel controllo e negli adattamenti alle variazioni del mercato. Infine, anche nuove innovazioni tecnologiche hanno reso possibile, con gli stessi impianti, procedere a rapidi mutamenti negli orientamenti produttivi. Tutto ciò rende più fluida l'intera scenografia della modernizzazione, sia nelle localizzazioni all'interno dei singoli paesi, sia a livello mondiale.
Concludendo, l'innovazione tecnologica e la modernizzazione stanno cambiando il mondoMondi web seguendo modelli localizzativi e sociali che mostrano tendenza a ripetersi nelle varie parti del globo, pur sfasati nel tempo. E' una conferma che talune esperienze conosciute nei paesi di più antica modernizzazione possono forse essere utilizzate anche per una migliore comprensione di quelle dei paesi ove una intensa modernizzazione è ora in atto.
Quanto detto ha una importante eco anche con riferimento al patrimonio agro-alimentare, uno dei punti di forza del nostro Paese.
Notevoli a tal proposito le iniziative delle Istituzioni politiche e governative di settore.
Grande attenzione, infatti, viene prestata alle tecnologie informatiche di ultima generazione, molto importanti nel settore biologico.
L'obiettivo è offrire ai consumatori un'informazione scientificamente corretta e coinvolgente, innovare dal punto di vista della "multicanalità": con capillare reticolo informativo in grado di massimizzare l'informazione e la sicurezza nella scelta dei prodotti da acquistare, così da rendere edotto il consumatore anche dei passaggi relativi alla filiera produttiva.
Il trasferimento di tecnologie e competenze è un importante strumento per valorizzare e diffondere gli obiettivi e i risultati della ricerca scientifica in Italia, fondamentale per lo sviluppo culturale e industriale del nostro Paese, soprattutto nel settore agro-alimentare.
Il "villaggio globale" è una prospettiva irreversibile, un terreno dove solo l'oculato gioco della concorrenza e del mercato può costituire un valido trampolino per realtà produttive locali e/o internazionali e dove, invece, la mancata consapevolezza dei flussi informativi ed innovativi può rappresentarne un tracollo per "emarginazione commerciale".

Dr. Andrea Taurozzi