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Confronto e selezione di portinnesti per l’innesto di cocomero e peperone

Attività 2008-2009 del Centro Orticolo Campano Area Tematica ‘Messa a punto di tecniche innovative ecosostenibili’. Risultati delle prove dal CRA-CAT di Scafati.

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Peperone della prova

Peperone.
La prova è stata condotta presso l'azienda F. Annunziata di San Marzano sul Sarno (SA) in coltura protetta e su terreni fortemente compromessi da alti livelli di inoculo di Phytophthora capsici (cancrena pedale) conseguenza di decenni di monocoltura di peperone e sterilizzazione con bromuro di metile. Sono stati testati tre portinnesti di peperone allo scopo di valutarne l'effettiva resistenza alla cancrena pedale, il comportamento agronomico indotto nelle varietà innestate e la convenienza economica all'impiego di piante innestate. La Tab. 1 evidenzia che nelle condizioni della prova le varietà non innestate Peppone e Sanmarco hanno prodotto pochissimo a causa della elevata mortalità patita nei primi 90 giorni di coltivazione (Fig. 1). Le stesse varietà quando innestate su Rocal, Robusto e PG 5738 hanno raggiunto produzioni simili tra loro e oscillanti da 40 a 50 t/ha. La potenzialità produttiva non si è espressa completamente in quanto anche queste combinazioni hanno progressivamente ceduto all'attacco di cancrena pedale con una compromissione totale della coltura alla fine di agosto (Fig. 1). Nei due mesi di raccolte, comunque, i portinnesti hanno ben sostenuto lo sviluppo delle piante tant'è che le caratteristiche dei frutti in termini di pezzatura e dimensioni sono state simili a quelle dei testimoni non innestati. Per quanto detto, il calcolo del ricavo al netto del solo costo delle piantine (innestate o non) mostra, ovviamente, valori negativi con le piante non innestate e la combinazione Peppone su Robusto, valori positivi e oscillanti tra 400 e 700 €/1000 m2 con tutte le altre combinazioni d'innesto. Tali ricavi sono assolutamente insufficienti a coprire gli altri costi colturali e dunque la brevità della stagione di raccolte, determinata dalla cancrena pedale, ha comunque compromesso l'esito della coltura. I risultati ottenuti in condizioni di prova molto difficili da un punto di vista fitopatologico, consentono di affermare che i portinnesti usati possono sostenere condizioni di inoculo più basse ma non rappresentano ancora una garanzia sufficiente. L'attività, pertanto, dovrà proseguire con la valutazione di nuovi materiali e l'integrazione di questa tecnica con quella della solarizzazione.

Cocomero.
CocomeroLa prova è stata condotta presso l'azienda De Martino di Eboli, loc. Borgo Cioffi (SA), sotto tunnel a corpi multipli di recente messa a coltura. Il terreno non è risultato interessato dalla presenza di parassiti vegetali e quindi la verifica della resistenza dei portinnesti a Fusarium oxsporum f.sp. niveum non è stata possibile. I portinnesti prescelti per la prova sono stati innestati con la cv Lady tra le più diffusa nella Piana del Sele. Tutte le combinazioni d'innesto hanno permesso produzioni superiori al testimone non innestato; in particolare, su PS 1313, Emphasis e Macis sono state ottenute le produzioni significativamente più alte (Tab. 1). Tali risultati sono legati all'aumento del numero di frutti per pianta piuttosto che al peso medio dei frutti che non è variato tra le
combinazioni. Il °Brix della polpa, legato alla concentrazione di zuccheri, è stato significativamente più alto nel testimone Lady ma sempre superiore a 10 in tutte le sue combinazioni di innesto. Osservando la fig. 1, che mostra la ripartizione della produzione durante il ciclo delle raccolte, è evidente che le tesi meno vigorose sono entrate prima in produzione (Lady e Lady su FR Strong) mentre quelle più vigorose come Emphasis e PS 1313, sono state più tardive ma hanno raggiunto i più alti quantitativi di produzione. Nonostante i prezzi calanti spuntati dal cocomero nelle tre raccolte effettuate, il calcolo del ricavo economico al netto del costo delle piante innestate, ha evidenziato che i ricavi maggiori (superiori a 4500 € /1000 m2) sono stati ottenuti con le combinazioni di innesto più produttive (Fig. 2). La prova ha evidenziato l'importanza agronomica della caratterizzazione dei portinnesti da proporre per la coltura protetta.

I particolari nel PDF allegato.

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