Sensori per l’agricoltura, la melanzana ha sete e lo dice con un sms
Il sensore integrato a bordo misura il livello di acqua che circola nelle venature dei vegetali e manda un segnale d’allarme quando c’č bisogno di annaffiare.
Melanzane
Sono tecnologie volute espressamente dalla Nasa per la coltivazione delle piante (fabbriche naturali di cibo e ossigeno a partire dall'anidride carbonica, quindi perfette per le missioni spaziali di lungo periodo come la futura conquista del pianeta marte). E adesso una startup chiamata AgriHouse le sta adattando alle esigenze dei coltivatori sul nostro pianeta, specie nelle aree dove l'approvvigionamento di acqua può essere una faccenda problematica. Tra queste tecnologie c'è un chip poco più grande di un orecchino, da applicare sulle foglie degli ortaggi. Il sensore integrato a bordo misura il livello di acqua che circola nelle venature dei vegetali e manda un segnale d'allarme quando c'è bisogno di annaffiare. Nelle prove già effettuate dagli astronauti della Nasa in missione, cioè in situazioni in cui l'acqua non deve essere sprecata, i risultati sono stati molto incoraggianti, con risparmi tra il 10 e il 40%. Cifre che possono fare la differenza per i contadini che crescono i loro raccolti in zone dove le precipitazioni sono scarse e l'acqua deve essere estratta da falde sotterranee con l'aiuto di pompe elettriche. L'ultima generazione di sensori commercializzati da AgriHouse è capace di comunicare direttamente con i coltivatori attraverso messaggi inviati via sms. Pur essendo molto piccoli i sensori devono essere collegati a una fonte di energia, ma i vantaggi che si possono ottenere in termini di efficienza, riduzione degli sprechi idrici e delle spese di estrazione dell'acqua possono essere consistenti. Senza contare la qualità di frutti sempre al giusto punto di irrorazione. Nei campi agricoli di grande estensione tipici degli stati del midwest e della costa ovest negli Usa, si calcola che ogni coltivatore potrebbe risparmiare addirittura centinaia di migliaia di dollari all'anno. Di Andrea Lawendel Tratto da: NEXT - Open Innovation