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Home page > News > News dal mondo delle Agrotecnologie > Filiera fragola Filiera fragola
Confronto fra diversi metodi di geodisinfestazione al fine di valutarne l’efficacia, con particolare attenzione all’ecosostenibilità.
 Fragole in tunnel In Sicilia la superficie complessiva destinata a fragolicoltura (fragola e fragolina) nel 2007 si è attestata intorno a 250 ettari. I principali areali coltivati a fragola sono rappresentati dai territori di Marsala (TP) (ha 130), di Siracusa (ha 60), di Maletto (CT) (ha 30) e recentemente dei Nebrodi (Me) (ha 30) e dall'areale di Sciacca per la fragolina (circa 20 ha ). La coltivazione della fragola nella fascia costiera della provincia di Trapani (Marsala - Mazara del Vallo - Campobello di Mazara) rappresenta quindi il principale polo regionale (circa il 50% della superficie regionale totale). La zona è rinomata anche a livello nazionale, soprattutto per la produzione anticipata di qualità che si riesce ad ottenere. La coltura è effettuata in ambiente protetto (prevalentemente tunnel) ed è caratterizzata da una notevole precocità rispetto alle altre regioni italiane. L'impianto viene effettuato utilizzando piante fresche, cime radicate (45%) e a radice nuda (50%) ed in minor misura piante frigoconservate (5%). Nel recente passato la varietà più utilizzata è stata la Tudla, che presenta una buona produttività e precocità di maturazione, ma discrete caratteristiche qualitative, per cui si è alla ricerca di varietà che presentino caratteristiche organolettiche superiori; negli ultimi anni altre varietà si sono inserite nel panorama varietale regionale (Candonga, Naiad, Camarosa etc). La fragolicoltura negli ambienti di montagna (Nebrodi, Etna) pur interessando superfici apparentemente modeste, ha un'importanza commerciale e sociale di grande rilevanza, in quanto è da tali ambienti che si ottiene l'unico prodotto "fragola" nel periodo estivo - autunnale che va da luglio sino ad ottobre. La coltivazione della fragola "estiva" rifiorente, rappresenta oggi, in aree come quella dei Nebrodi caratterizzata dalla presenza di numerose peculiarità locali, una coltura di sicuro pregio ed altamente redditizia. Il panorama varietale attuale vede l'utilizzo delle cultivar: Selva, Seascape, Diamante e Aromas; gli impianti vengono realizzati, quasi sempre, mettendo a dimora nel periodo primaverile, su terreno precedentemente sistemato a prode pacciamate, piante frigoconservate , in ragione di 5 - 6 per mq. Ultimo aspetto da sottolineare è quello che la fragola estiva viene coltivata in pieno campo senza l'utilizzo di alcuna copertura a protezione della coltura. In tutti i comprensori fragolicoli, come nel resto di Italia, le rotazioni sono molto strette, con conseguenti problemi di stanchezza del terreno, dovuta sia all'accumulo di tossine rilasciate dalla coltura stessa, che alla presenza di funghi e nematodi. Diventa indispensabile pertanto la disinfestazione del terreno con mezzi chimici e/o biologici. La messa al bando del bromuro di metile imposta dal recepimento del protocollo di Montreal con Reg. Cee 2037/2000, ha comportato la necessità di cercare tecniche alternative. Si tratta di metodi di lotta ancora poco sperimentati su fragola e non supportati da un'adeguata azione di assistenza tecnica; si è ritenuto pertanto utile effettuare il confronto fra diversi metodi di geodisinfestazione al fine di valutarne l'efficacia, con particolare attenzione all'ecosostenibilità. In merito alle problematiche connesse alla geodisinfestazione, dovendo individuare le soluzioni alternative al bromuro di metile si è realizzato un campo di confronto fra diversi geodisinfestanti autorizzati: cloropicrina, metam sodio, nonché tecniche ecosostenibili quali la solarizzazione e l'utilizzo di pellettato di "piante biocide". Continua nel PDF allegato.
Referenti Scientifici: prof. Fabio D'Anna Università di Palermo, Dipartimento A.A.T. (Istituto di Orticoltura); dr. W. Faedi - CRA - Unità di ricerca per la Frutticoltura di Forlì
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