 Olivo 3 by Netafim Analizzando i benefici possibili derivanti da una gestione razionale delle risorse (soprattutto l'acqua), dei costi e delle soluzioni offerte, emergono interrogativi ai quali si cerca di dare risposta: • Come trovare un modello di olivicoltura che possa migliorare il reddito agli olivicoltori? • Come cercare di produrre reddito contenendo i costi di potatura e produzione? • Che ruolo può assumere l'uso razionale dell'irrigazione all'interno di questo modello? Ad oggi si possono individuare tre tecniche colturali: tradizionale, intensiva e superintensiva. Si passa cioè da sesti di impianto tradizionali (12mX12m cioè circa 70 piante/ha oppure 8mX8m cioè circa 156 piante/ha) a sesti superintensivi (4mX1,5m cioè circa 1.666 piante/ha fino a 2.000) con una zona intermedia, l'olivicoltura intensiva, che ancora non ha confini ben definiti. La tecnica colturale intensiva può spaventare coloro che, non correttamente informati, la associno a scenari andalusi o californiani. Niente di più errato. Ad oggi viene indicata come olivicoltura di tipo intensivo quella che si attesta tra le 300 e le 650 piante/ha, per cui già con un sesto medio di 6mX5m (cioè circa 333 piante/ha) si potrebbe poter parlare di coltura intensiva dell'olivo. Le moderne soluzioni impiantistiche, comprensive di impianto d'irrigazione a goccia, iniziano ad offrire i numeri sui quali ragionare in termini di investimento ai fini di produrre reddito. Ovviamente, queste considerazioni vanno riportate alla realtà dell'olivicoltura italiana ed alle sue varietà, senza rinunciare quindi agli standard qualitativi dell'olio extra vergine di oliva di nostra produzione proveniente da olive italiane coltivate sul territorio italiano. Di seguito si evidenzieranno i risultati e le proposte emerse in un recentissimo seminario, nell'ampia finestra di iniziative che, in questo periodo, ruotano attorno al mondo dell'olivicoltura.  Si tratta di giornate di studio o dimostrazione in campo organizzate, in Toscana, dall'Arsia con CNR-Ivalsa e la collaborazione delle Università di Pisa e Firenze. In questi incontri sono emerse nuove prospettive di notevole interesse per l'olivicoltura italiana, relegata un po' ai margini a causa dei modelli applicati, soprattutto in Spagna, che potrebbero segnare una piccola evoluzione, se non rivoluzione, che risolverebbe le difficoltà e i problemi già noti in questo settore. Il modello proposto implica l'uso di varietà italiane senza l'introduzione delle varietà iberiche, o altre, a conclamata vocazione intensiva o superintensiva. Gli obiettivi primari devono essere: la riduzione dei costi (potatura, raccolta, ecc.), l'aumento della produzione e l'ottimizzazione della qualità dell'olio da produrre. Per raggiungere e consolidare obiettivi così ambiziosi, che tra l'altro rientrano nella normale gestione razionale di una qualsiasi altra coltura e che solo in olivicoltura appaiono distanti, si hanno a disposizione alcuni strumenti. Continua sul PDF allegato. NETAFIM ITALIA Frazione Monleone, Via Pian degli Alberi 27 C 16044 Cicagna (Genova) tel. 0185 18720 • fax 0185 1872025 sito web www.netafimitalia.com e-mail info@netafimitalia.com
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