 Campo pacciamato Il nuovo materiale in plastica biodegradabile potrebbe aiutare a ridurre gli impatti sull'ambiente dei rifiuti plastici a vita breve. (pacciamature, erogatori di feromoni, legacci, e vari altri manufatti). Negli ultimi anni l'uso di film plastici per la pacciamatura del terreno e per la copertura di piccoli tunnel - soprattutto film in polietilene (PE) e copolimeri etilene-vinilacetato (EVA) - ha visto una diffusione crescente. Solo in Italia le plastiche utilizzate a tale scopo interessano attualmente più di 100.000 ettari di aree coltivate con un consumo annuale di circa 65.000 tonnellate. Sono 43.000 le tonnellate di plastica tradizionale utilizzate per teli di pacciamatura. Questa tipologia di applicazione ha una vita in campo abbastanza breve e il successivo recupero e smaltimento risultano operazioni costose e complesse, proprio a causa della contaminazione con residui di terreno e vegetali. In molti casi poi i teli neri per pacciamatura difficilmente vengono riciclati per l'elevata percentuale di impurità presenti. In questo modo si generano quindi elevate quantità di rifiuto plastico, che purtroppo a volte possono non venire smaltite correttamente dall'operatore con conseguenti danni sull'ambiente. Per alcune tipologie di manufatti plastici, come gli erogatori di feronomi al termine dell'uso nella stragrande maggioranza dei casi i gancetti o i fili non vengono rimossi dal terreno. Un'alternativa sostenibile è fornita da Isagro Italia che propone gli erogatori Ecodian in plastica biodegradabile, che, una volta terminato l'uso possono essere lasciati cadere nel terreno dove biodegradano. I teli per pacciamatura in materiale biodegradabile Mater-Bi, prodotti da Novamont, sono una soluzione proponibile per ridurre la produzione di rifiuti a monte per applicazioni con durate dai 2 ai 9 mesi, e al contempo per garantire le stesse caratteristiche dei teli in plastica tradizionale. Sono qui riassunte le principali caratteristiche dei teli per pacciamatura in Mater-Bi: - alla messa in opera, non si differenziano, sostanzialmente, rispetto alle plastiche tradizionali; - presentano una soddisfacente efficacia erbicida; - se neri riscaldano il terreno in misura non dissimile da ciò che si verifica con i teli in plastica tradizionale, sia pur esso abbia maggiore spessore; se verdi (ancora in fase di sviluppo) incrementano, rispetto ai film neri, la temperatura del terreno; - pur presentando una maggiore permeabilità al vapor d'acqua, i teli in materiale biodegradabile sono sempre in grado di mantenere l'acqua irrigua nel terreno in maniera statisticamente differente rispetto al suolo non pacciamato e, alla raccolta, non si hanno differenze produttive a confronto con i materiali plastici tradizionali; - permettono di ottenere produzioni ortive analoghe o superiori, per esempio nel caso dei film verdi su melone, a quelle ottenute con i in plastica tradizionale; - mentre assicurano un'adeguata copertura del terreno nel periodo in cui l'ortiva è in fase di crescita, si degradano totalmente nei tempi previsti, senza dovere essere rimossi e smaltiti, con evidenti benefici economico-ambientali. Durante il convegno del 12 Novembre 2009, "I materiali biodegradabili in agricoltura", Novamont ha anche portato un'analisi di impatto ambientale dei teli biodegradabili, proponendo uno scenario in cui veniva ipotizzata la sostituzione del 20% di teli per pacciamatura neri in plastica convenzionale con teli in plastica biodegradabile. Questo consentirebbe di: • prevenire la produzione di 8.700 t/anno di rifiuti plastici monouso ovvero poter utilizzare plastiche plastiche convenzionali per manufatti a vita più lunga • ridurre a monte i problemi relativi alla gestione di una quantità di teli plastici monouso a fine vita con un peso superiore al peso iniziale (dal 50% al 100%) = molte impurezze (suolo, residui vegetali su teli, agrofarmaci, ecc.). Ciò significa anche: • se i teli sono smaltiti in discarica si ha un risparmio dei costi di conferimento (costo medio pari a 160 €/T) • una minore movimentazione stradale verso i centri di stoccaggio/incenerimento • una riduzione delle lavorazioni per la rimozione dei teli a fine vita, con conseguente risparmio o uso alternativo della manodopera. Si può facilmente intuire che l'uso di tali materiali ha delle prospettive enormi per i suoi molteplici risvolti ambientali, economici e produttivi. In una successiva trattazione affronteremo l'argomento con maggiori dettagli e ne scopriremo le caratteriche d'impiego in agricoltura. Per maggiori informazioni: http://www.novamont.com
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