 Estratto acquoso Per la valutazione della fertilità delle colture intensive è in uso da anni il metodo degli estratti acquosi, denominato anche metodo olandese o di Sonneveld-van Der Ende (dal nome dei due ricercatori olandesi che lo idearono). Nelle colture intensive la crescita delle piante in maniera rapida ed equilibrata è legata alla parte di fertilità del suolo o del substrato artificiale (nelle colture in contenitore) che si trova in forma solubile in relazione alle elevate necessità nutritive delle piante ed ai ritmi di assorbimento sostenuti. Il contenuto di elementi nutritivi determinato analiticamente con agenti estraesti differenti dall'acqua (soluzioni, acidi, basi ecc.), impiegati in altri tipi di analisi, risulta poco corrispondente alle reali capacità di assorbimento delle piante che presentano un relativamente modesto apparato radicale e un notevole fabbisogno nutritivo. Per tale motivo in tutti i paesi dove la sericoltura è sviluppata si preferisce la determinazione della fertilità del suolo con metodiche analitiche che prevedono l'estrazione in acqua, che fornisce l'aliquota di elementi prontamente disponibili. Il metodo degli estratti acquosi consente di rilevare gli elementi solubili nella soluzione circolante del suolo e quindi prontamente disponibili per la pianta in modo semplice e veloce. Inoltre il metodo di estrazione in VOLUME, e non in PESO come nei metodi tradizionali, in condizioni, quindi, di maggiore corrispondenza alle reali condizioni della pianta che, con il suo apparato radicale, esplora volumi di terreno. L'analisi dell'estratto acquoso è utile per le colture in contenitore, per le colture in serra, per le colture intensive sia orticole che floricole, come strumento per valutare la fertilità istantanea di un terreno. In queste colture, oltretutto, la tecnica di concimazione più idonea e più utilizzata è quella per fertirrigazione, che ristabilisce rapidamente il contenuto ottimale di nutrienti solubili nella soluzione circolante del terreno. L'analisi dell'estratto acquoso è un metodo rapido di analisi, che consente di effettuare celermente la correzione delle modalità di concimazione (titolo, dose ecc.) sulla base dei risultati ottenuti. Affinché il risultato analitico risulti rispondente alle condizioni reali di fertilità del substrato di coltivazione, occorre porre massima attenzione nel prelievo del campione. Il campione deve essere rappresentativo del terreno o del substrato di cui si desidera conoscere il contenuto in elementi nutritivi solubili. Occorre tenere presente che l'errore di campionamento rappresenta il 70-80% dell'errore analitico globale. Oltre che per l'analisi dei terreni minerali, l'analisi dell'estratto acquoso è particolarmente indicata, per le colture su substrato a base di torba o altro materiale organico in quanto l'estrazione avviene alle condizioni normali di umidità ("capacità di campo") e non risente delle mutate condizioni di idrofilia del substrato se asciugato. L'Azienda Agricola Pacini Maurizio sin dall'inizio della propria attività vivaistica ha utilizzato e sviluppato questo tipo di analisi della fertilità grazie alla stretta collaborazione tra ricercatori e professori dell'Università di Pisa e di Firenze ed i propri tecnici ed agronomi. Questo sodalizio ha permesso di creare un piccolo ma efficiente laboratorio interno attraverso il quale monitorare e migliorare la produzione e fare assistenza agli agricoltori professionali ed hobbisti. Dr Agr Alessandro Caroti Azienda Ortovivaistica Maurizio Pacini www.agricolapacini.com
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